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30 settembre 7 Misteri della TerraROMA - L'uomo la abita da centinaia di migliaia di anni, eppure non ha ancora risolto tutti i misteri che avvolgono il pianeta che chiama casa. Tra i tanti dubbi e interrogativi che devono ancora essere risolti, la prestigiosa rivista New Scientist ne seleziona sette, a suo dire i più importanti per la comprensione del nostro "bellissimo ed enigmatico mondo".
IL SONDAGGIO DI REPUBBLICA.IT Come mai sulla terra si sono create le condizioni migliori? Il nostro pianeta, l'unico conosciuto dove c'è vita, è nato dalla stessa nuvola di gas e polvere di cui sono composti gli altri corpi del sistema solare. Mancano però tanti dettagli su come possano essersi manifestate le giuste condizioni per la comparsa della vita e la giusta distanza dal Sole non basta come risposta. (Nota Mia: Ma nessuno ha davvero mai pensato che invece siamo stati noi ad adattarci perfettamente alle condizioni della terra???) Cosa è successo durante l'Età Oscura della Terra? I primi 500 milioni di anni del pianeta, il cosiddetto "eone adeano", sono ad oggi avvolti dal mistero. Quando la giovane Terra fu investita da un corpo celeste delle dimensioni di Marte, i detriti sollevati dalla collisione hanno oscurato la luce e generato la Luna, ma "di questo periodo - dichiara la rivista scientifica - non sappiamo pressoché nient'altro". Da dove viene la vita sulla Terra? E' uno degli interrogativi più affascinanti. Accantonata la remota possibilità che la vita sia arrivata sul pianeta attraverso un meteorite partito da chissà dove, esistono ad oggi numerose idee contrastanti che affrontano la difficoltà di trovare ed analizzare materiali risalenti ad oltre 4 miliardi di anni fa, periodo al quale si fa risalire la comparsa delle prime forme di vita. Perché la Terra ha la tettonica a zolle? Tra tutti i pianeti conosciuti, il nostro è l'unico che presenta una divisione in placche, in continuo movimento e alla base della continua rigenerazione della crosta terrestre. Alle zolle si ricollegano fenomeni come la formazione dei pozzi petroliferi e la varietà dei minerali. Cosa c'è al centro della terra? La risposta in realtà esiste ed è ferro. Ma New Scientist invita a non fermarsi a questo perché in realtà rimangono molti interrogativi. Il nucleo terrestre, dal diametro simile alla Luna, è composto da un involucro liquido di ferro e nichel e da un cuore solido quasi esclusivamente ferroso, ma alla nascita del pianeta la situazione era molto diversa, e proprio sul quando e perché di questa modifica, il dibattito scientifico è ancora fermo. Perché il clima della Terra è così stabile? Un tempo la Terra non era l'unico corpo celeste ricoperto per gran parte della sua superfice da acqua (indispensabile per il mantenimento della vita) ed anche su Venere e Marte esistevano distese liquide, che sono però scomparse a causa di un clima estremamente variabile. Sul nostro pianeta invece la temperatura è rimasta pressoché stabile per almeno 4 miliardi di anni, una "fortuna" che non ha ancora trovato motivazioni certe. Possiamo prevenire i terremoti e l'eruzione dei vulcani? La facilità di stabilire dove si verificheranno i fenomeni dovuti al movimento delle placche si scontra con la quasi impossibilità di dire esattamente quando questi accadranno. Le attuali "previsioni" si basano sul calcolo delle probabilità che parte dai terremoti registrati nei passati anni. Un sistema tutt'altro che solido e che presenta numerose lacune. Robbie Williams ossessionato dagli UfoROBBIE Williams "catturato" dagli alieni. Da troppo tempo amici e conoscenti non hanno notizie dell'artista britannico e temono che viva come un recluso nella sua lussuosa abitazione di Los Angeles. Nessuno dei vicini sa dire se l'ex Take That sia ancora felicemente legato all'ultima fidanzata, la giovane attrice americana Ayda Field. L'unica cosa certa è che è stato avvistato qualche settimana fa trasandato e con una barba lunga e incolta. A risolvere il mistero sull'eccessiva riservatezza di Robbie Williams ci pensa l'edizione domenicale del Daily Star. Con una notizia che non mancherà di agitare i fan dell'artista: Williams vuole lasciare la carriera musicale per dedicarsi esclusivamente alla ricerca degli ufo. Il giornale britannico sottolinea che il cantante 34enne è ormai "ossessionato dalla vita su altri pianeti" e sostiene di aver incontrato ben due volte degli oggetti non identificati. Nonostante sia impegnato con un contratto discografico da oltre cento milioni di euro, secondo il tabloid Williams passerebbe ormai la maggior parte del suo tempo a "guardare le stelle e chattare con gli ufologi". In un post rinvenuto dal giornale in un sito per appassionati, "Above top secret", la popstar ha confermato la "minaccia": lascerà la musica se i discografici non accetteranno il suo insolito passatempo. "Non sono preoccupato per la mia carriera - spiega Robbie - ho avuto il mio posto al sole, tante volte. Se dovesse finire domani, mi sentirei già abbastanza appagato". E in un altro messaggio sottolinea: "Tutti pensano che sia una montatura pubblicitaria". Ma lui insiste, ed è talmente coinvolto nella sua nuova passione che aggiunge: "Voglio almeno che la gente dia un'occhiata e sia informata quanto basta per farsi un'opinione". 25 settembre Il Sole comincia a perdere colpi - Conseguenze per il nostro pianeta ancora sconosciute![]() MILANO - Il vento solare ha perso potenza ed ha raggiunto il livello più basso degli ultimi cinquant’anni. Il flusso di particelle cariche che arriva dall’astro esercita una pressione viaggiando nello spazio e «questa è calata del 20 per cento dalla metà degli anni Novanta: mai nell’ultimo mezzo secolo, periodo nel quale è stata misurata con regolarità, si era registrato un livello così debole», commenta Dave McComas del Southwest Research Institute di San Antonio (Texas).
I DATI - A questa conclusione è arrivato dopo l’analisi dei dati raccolti con lo strumento Swoops imbarcato sulla sonda Ulisse dell’Esa europea. Questa veniva lanciata nel 1990 e dopo essere uscita dal piano dell’eclittica sul quale ruotano tutti i pianeti, ha sorvolato per la prima volta le zone polari del Sole offrendo una visione globale come mai era stato possibile in precedenza. Il cambio della pressione è dovuto soprattutto alla riduzione della temperatura e densità del vento che sono calate rispettivamente del 13 per cento e del 20 per cento. Curiosamente – notano gli astrofisici - la velocità del flusso solare in questo periodo è rimasta praticamente inalterata con un abbassamento relativo di appena il 3 per cento. Ulisse ha inoltre rilevato un indebolimento del campo magnetico solare superiore al 30 per cento. «Che cosa significhino questi dati è arduo da dire - commenta Arik Poster della Nasa - ma conseguenze ci saranno certamente». Il vento solare infatti alimenta quella bolla chiamata eliosfera (che è il territorio dentro il quale il Sole fa sentire il suo effetto) nella quale è immerso il sistema solare ed i cui confini si cercano di misurare con le sonde Voyager della Nasa uscite dal perimetro planetario. Naturalmente ci sono anche effetti sull’ambiente intorno alla Terra e questo è il compito che ora hanno i satelliti per definire, appunto, le conseguenze, nel bene o nel male. L'oro potrebbe essere un metallo extraterrestreROMA- Oro, platino, palladio, iridio e altri metalli preziosi e rari sul nostro pianeta sono un dono del cielo. Proprio così, ci sono arrivati dentro a quelle che possono essere considerate delle «isole del tesoro cosmiche», veri e propri scrigni vaganti nello spazio extraterrestre: gli asteroidi e i meteoriti metallici, un tempo molto più abbondanti di oggi, al punto che la loro caduta sulla Terra era pressoché continua. L’originale ipotesi è stata avanzata dall’astrofisico tedesco Gerhard Schmidt, dell’università di Mainz, e discussa al congresso europeo di Scienze Planetarie di Muenster, nella regione tedesca di Reno-Westfalia (22-26 settembre 2008).
CAMPIONAMENTI - Lo scienziato riferisce di essere arrivato a queste conclusioni dopo 12 anni di ricerche sperimentali, nel corso delle quali ha studiato centinaia di siti in cui sono caduti e sono stati recuperati meteoriti grandi e piccoli, effettuando analisi quantitative delle tracce dei metalli preziosi presenti. Nello stesso tempo, il metodico professor Schmidt ha effettuato analoghe analisi su campioni di rocce provenienti dal mantello terrestre (lo strato immediatamente sotto la crosta del nostro pianeta), sui frammenti di rocce lunari portate dagli astronauti delle missioni Apollo negli anni ’70, e su meteoriti di origine marziana. A conclusione di molteplici confronti, Schmidt si è convinto che l’oro e gli altri metalli preziosi, chiamati anche «siderofili» per la loro affinità a combinarsi col ferro, non appartengono alla storia evolutiva della Terra, nel senso che non si sono formati a partire dalle polveri di quella parte di «nebulosa primordiale» da cui si è aggregato il nostro pianeta circa 5 miliardi di anni fa. Invece, afferma Schmidt, i metalli siderofili hanno una «origine cosmochimica», nel senso che si sono formati in quel più vasto crogiolo naturale degli elementi che esiste in una molteplicità di ambienti dello spazio cosmico, concentrandosi poi negli asteroidi di natura metallica e nei loro più piccoli derivati chiamati meteoriti. CENTINAIA DI ASTEROIDI - Lo scienziato tedesco ha potuto calcolare che per rifornire la Terra delle quantità di metalli preziosi che oggi vi si riscontrano, furono sufficienti circa 160 asteroidi metallici del diametro di 20 km ciascuno. Secondo lo scenario elaborato da Schmidt, dopo la formazione della Terra, quando il nostro pianeta prese la consistenza di un corpo sferico dotato di grande massa, la sua forza gravitazionale cominciò ad attrarre gli asteroidi e gli altri corpi minori che le passavano vicini e che erano molto più abbondanti rispetto a oggi –fra questi asteroidi e meteoriti di natura metallica- e così poté arricchirsi di oro e di tutti gli altri metalli preziosi, che poi migrarono nella crosta terrestre attraverso vari processi di concentrazione. Secondo alcune stime oggi nella parte più esterna del nostro pianeta esistono ancora 50 mila tonnellate di oro. 23 settembre Altre VooociROMA - Un gesto folle, ispirato, con ogni probabilità, al Codice da Vinci, film trasmesso martedì sera in tv e da vari scritti ritrovati nella casa dell'aggressore tra cui uno sull'anticristo. È in questo contesto psicologico che, secondo gli agenti della Squadra mobile della Questura di Roma, ha agito Marco Luzi, 25 anni, il giovane che ha accoltellato il parroco della chiesa di Santa Marcella e ferito altre tre persone, prima di essere arrestato. In tasca gli agenti hanno trovato tre biglietti con la scritta «questo è solo l'inizio 666» mentre in casa hanno rinvenuto una serie di riferimenti al «Codice Da Vinci», il film trasmesso martedì sera in tv e tratto dal romanzo di Dan Brown. Alcuni biglietti sulla scrivania due riproduzioni dell'Ultima Cena ed un documento dattiloscritto che ne conteneva altri quattro: Le verità nascoste, Io l'anticristo, Predizioni, L'apocalisse, che non sono stati aperti ancora. Secondo quanto dichiarato dal giovane uno di questi documenti svelerebbe quello che è accaduto, sarebbero state le "voci" a dirgli di agire così. Il parroco ferito è ricoverato in condizioni molto gravi al Cto. Metal Gear Solid? No, realtàTRA QUALCHE ANNO molte azioni militari, soprattutto quelle che richiedono sorpresa e dunque silenzio assoluto, potranno svolgersi senza che alcuno emetta un parola o un ordine vocale o un segnale con il corpo, che a volte può essere male interpretato. Ma i militari comunque, si muoveranno con estrema sincronia, come guidati da una voce invisibile. Nessun comando ad alta voce, dunque, ma gli ordini arriveranno comunque precisi e chiari alle orecchie dei militari in azione. Non è la descrizione di un corpo militare da fantascienza, ma quanto si promette la US Army per i propri soldati che saranno impegnati in azioni particolarmente pericolose e complesse. A permettere tutto ciò sarà un sofisticato elmetto in grado di leggere i pensieri delle persone e trasmetterli via onde radio. Queste, una volta raggiunto gli elmetti dei propri compagni, verranno "tradotte" in parole udibile e comunicate attraverso un auricolare. La US Army ha dato il via ad una ricerca tecnologica con un budget da 4 milioni di dollari, che è stata affidata ad un gruppo di università americane (Università della California a Irvine, l'Università Carnegie Mellon e l'Università del Maryland), per giungere, nell'arco di alcuni anni, ad uno strumento con queste caratteristiche. I ricercatori sostengono che, realisticamente, i militari potranno scendere sul campo di battaglia con simili elmetti entro un decennio, anche se la tecnologia per tutto ciò è già alla portata di mano. Gli stessi ricercatori, infatti, hanno lavorato a lungo su altre interfacce cervello-computer che, ad esempio, ha portato alla società "Emotiv System", alla messa a punto di un sistema basato sulle onde cerebrali per guidare sofisticati videogiochi che entreranno in commercio a partire dalla prossima estate. Gli elmetti per i soldati tuttavia, saranno molto più sofisticati rispetto ai sistemi utilizzati per i videogiochi, perché le comunicazioni dei dati tra cervello e computer dovrà essere molto più sofisticata. L'elmetto infatti, sarà composto da 128 sensori che saranno in grado di riconoscere frasi chiare e ben definite che già oggi vengono utilizzate durante le azioni militari. La chiave di tutto ciò sta nel realizzare in piccolissimo computer in grado di leggere un elettroencefalogramma che sarà diverso per ogni frase pensata e quando il soldato sarà sul punto di emettere la parola dalla bocca il computer trasformerà il pensiero in onda radio e la diffonderà. Ma poiché il cervello è una sofisticatissima macchina, ci vorrà anche da parte dei militari un training molto sofisticato. Essi infatti, dovranno imparare a "non pensare" le frasi chiave quando non sono necessarie, mentre le dovranno pensare chiaramente quando saranno necessarie. E i computer degli elmetti dovranno essere così avanzati da capire quali saranno le frasi da inviare e quali no. In un primo momento la voce che giungerà ai soldati sarà robotizzata, ma in un secondo tempo giungerà con la stessa modulazione di colui che l'ha formulata e inviata. Ma non c'è il pericolo che ponendo sulla testa di una persona un simile elmetto si riesca a leggere il suo pensiero? "No - risponde Elmar Schmeisser, un neuroscienziato dell'esercito americano che segue il progetto - perché le comunicazioni tra cervello e computer possono sussistere solo se c'è la collaborazione di chi intende comunicare, altrimenti è impossibile leggere il pensiero di chiunque". Ovviamente le applicazioni in campo civile, se mai verranno concesse, potranno essere di grande beneficio, basti pensare al fatto che tali elmetti potranno permette di comunicare con persone impossibilitate a parlare, con frasi e concetti che con il tempo potranno via via diventare sempre più complessi. Un Ascensore per le StelleUn gruppo di scienziati giapponesi sta cercando di realizzare un ambizioso progetto spaziale: un mega-ascensore in grado di portare i passeggeri a 62 mila miglia nello spazio. Un sogno per tutti gli appassionati di fantascienza che presto potrebbe diventare realtà. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Daily Telegraph, gli scienziati elaboreranno un dettagliato calendario con tutte le tappe previste per la costruzione dell’ascensore spaziale nel corso di una conferenza internazionale che si terrà in Giappone a novembre. L’ostacolo più grande da superare sarebbe quello di riuscire a trovare un materiale adatto con cui fabbricare l’ascensore e i vari marchigegni necessari per il suo funzionamento: deve essere estremamente leggero e allo stesso tempo molto resistente. Gli scienziati stanno valutando di utilizzare nanotubi di carbonio, delle microscopiche particelle di tessuto in fibra. Yoshio Aoki, direttore della Japan’s Space Elevator Association che si sta occupando del progetto, ha detto che i cavi dovrebbero essere 180 volte più forti dell’acciaio. Dovrebbero essere ancorati al terreno e “sparire” nel cielo eventualmente per raggiungere una stazione spaziale in orbita geostazionaria intorno alla terra. Per quanto riguarda invece la questione della fornitura energetica indispensabile per il funzionamento dell’ascensore, Aoki ha dichiarato: “stiamo pensando di utilizzare una tecnologia già impiegata nei nostri ‘treni proiettili’”. “I nanotubi di carbonio — ha aggiunto — sono buoni conduttori di elettricità, così stiamo pensando di avere un secondo cavo per fornire potenza lungo tutto il percorso”. 21 settembre Ancora problemi al Cern... Se non altro non siamo ancora saltati in aria -.-Il Cern di Ginevra annuncia che il superacceleratore di particelle Large Hadron Collider (Lhc), avviato lo scorso 10 settembre, deve fermarsi per almeno un paio di mesi. Lo stop è dovuto a un incidente avvenuto venerdì in un settore. Gli esami preliminari hanno indicato che molto probabilmente la causa del problema è elettrica e riguarda la connessione fra due magneti, che ha provocato una fuga di elio liquido. 16 settembre Avvistato Nibiru????
L’astronomia ha compiuto un altro “passo da gigante per l’umanità”. Un gruppo di astronomi dell’Università di Toronto è riuscito nell’impresa storica di fotografare il primo pianeta al di fuori del nostro sistema solare. Finora sono stati individuati, solo indirettamente, oltre 300 pianeti extrasolari ma stavolta il corpo celeste è stato effettivamente immortalato grazie al telescopio ‘Gemini North’ sull’isola di Mauna Kea alle Hawaii Si tratta di un gigante gassoso simile a Giove ma con una massa otto volte maggiore e molto più caldo. Orbita intorno a una stella simile al sole nella nostra Via Lattea a 500 anni luce dalla terra. Banché dall’analisi spettroscopica siano state individuate nell’atmosfera tracce di acqua e anidride carbonica il pianeta non è adatto alla vita. “È sempre stato una grande sfida immortalare un pianeta vicino a una stella perché quest’ultima è molto più luminosa”, ha spiegato Ray Jayawardhana, uno dei membri dell’equipe di astronomi. Con questo pianeta è stato possibile perché la sua orbita lo porta estremamente lontano dal suo sole: 11 volte la distanza di Nettuno (dal 2006 l’ultimo pianeta del nostro sistema solare). 15 settembre Come raggiungere la salvezza:Tutti ormai saprete dello Svalbard Global Seeds Vault, ne avevo già parlato qui, è il mega bunker che conterrà tutti i semi del mondo per ricreare qualsiasi tipo di vegetazione in caso di una catastrofe a livello mondiale in modo che i sopravvissuti possano ripristinare l'agricoltura sulla terra.
Ora TU povero sopravvissuto, il tuo compito è far tornare la vegetazione nel mondo...
Arriva alla salvezza! (il punto rosso)
Ebbene no, non è un videogame, per raggiungere il bunker dovrete davvero trovare un modo per arrivare li (al centro delle isole Svalbard)...
(Spero che le catastrofi non abbiano distrutto il mio super corazzato Jet che come combustibile usa l'acqua di mare)
Alla ricerca dell'altra dimensione![]() La posta in gioco: una delle maggiori scoperte scientifiche potenziali nella storia dell'umanità. Ovvero capire se l'universo si ferma alle solite quattro dimensioni (le tre spaziali più il tempo) o va oltre, e forse ben oltre. Gli strumenti, per questa gara tra scienziati: da un lato il grande Lhc del Cern europeo, appena messo in funzione, e dall'altro un minuscolo apparato che i suoi concorrenti Usa del Fermilab stanno costruendo. Una macchina puntata su una delle più misteriose e anomale particelle del nostro universo: il neutrino. E' competizione, come è sempre stata tra la scuola europea e americana dei fisici. I primi, e da vent'anni, hanno puntato sul più grande anello di accelerazione e collisione possibile. E, dopo due decenni di progetti, prototipi, prove, hanno effettivamente messo a punto il massimo "frantumatore" di materia elementare mai realizzato. Una macchina di 27 chilometri di circonferenza, l'Lhc del Cern, in grado di esplodere un protone (contro altri protoni) per capire che cosa c'è dentro. E così trovare la chiave della gravità (il bosone di Higgs), e forse anche della supersimmetria, ovvero di quelle particelle-ombra che, alcuni teorizzano, potrebbero essere il trait d'union tra l'universo percepibile ai nostri sensi e un universo in realtà più vasto, multidimensionale, o persino (per alcuni) multiuniverso. E quindi, forse, anche di capire, per questa via, che cosa sia questa materia oscura che circonda molte galassie, e soprattutto l'energia oscura che, con la prima, fa ben il 90% del creato, secondo le ultime scoperte dell'astrofisica. La posta in gioco è quindi questa. Cambiare il paradigma scientifico tutto intero, arrivare a una nuova visione della materia e dell'energia. Gli americani del Fermilab sono espliciti sulla ricerca nella multidimensionalità. Hanno dovuto abbandonare, anni fa, la strada dei super-acceleratori tipo Lhc (collaborano all'esperimento Cern, ma un po' defilati) però, a soli due giorni dall'accensione dell'anello di Ginevra, hanno annunciato qualcosa di altrettanto interessante. Il loro punto di partenza è una particella misteriosa, anomala, una sorta di pecorella nera della fisica: il neutrino. Piccolissimo, quasi invisibile (fino a pochi decenni fa) capace di attraversare la terra e la materia come se fosse una mongolfiera, il neutrino riserva, secondo i fisici del Fermilab, numerose sorprese. Come quella dell'anno scorso, verificatasi nel MiniBooNe del Fermilab. Un laboratorio che studia queste particelle, emesse dal loro acceleratore (il Tevatron, molto più piccolo dell'Lhc). Ebbene, spiega Scienfic American, i ricercatori Usa, dopo aver osservato e misurato i neutrini di provenienti dalle collisioni del Tevatron li hanno classificati secondo tre tipi, o "gusti" (flavours), neutrini electrons, muons o tau. E hanno scoperto che quelli generati dal Tevatron (in gran maggioranza di tipo "muone") si tramutavano, inesplicabilmente e rapidamente, in tipo "electron". Un mistero, e di conseguenza un'ipotesi: che un quarto tipo di neutrino, a noi invisibile, venga immesso e rimbalzi, di continuo, in e da una misteriosa extra-dimensione. Un neutrino "inerte", capace di cambiare "flavour" ad ogni mutazione extra-dimensionale. Sarebbe in tal caso la dimostrazione, se provata, della predizione della teoria delle super-stringhe che appunto cerca di unificare le leggi gravitazionali con la meccanica quantistica attraverso l'apporto di super-dimensioni. Da due a sedici, secondo le varie speculazioni degli ultimi vent'anni. Oppure, dove stanno convergendo le ipotesi, la prova di un universo "doppio". Con un nucleo quadridimensionale (a noi percepibile) racchiuso in una nuvola di almeno dieci dimensioni. E il neutrino, senza carica ma con una piccola massa, autonomo dalla materia atomica, sarebbe appunto il tramite, il messaggero capace di viaggiare da una dimensione all'altra, e di mutarsi nel percorso. (ma l'esoterismo non lo dice da sempre?) Nel 2005 un gruppo di scienziati (Pas, Pakvasa, Weiler) predissero così queste mutazioni di "gusti", effettivamente rilevate l'anno scorso al Fermilab. Oggi i fisici del MiniBooNe vogliono vederci chiaro. E hanno ideato un rivelatore per neutrini fatto di un grande contenitore criogenico (170 tonnellate di argon liquido) in cui i neutrini lasciano una traccia elettricamente visibile (uno simile è in funzione nel laboratorio del Gran Sasso dell'Infn in Italia, sotto diversi chilometri di roccia). Questo rivelatore ad argon permetterà ai ricercatori Usa di misurare con precisione i neutrini e i loro "flavours". Le loro oscillazioni, i loro cambiamenti, le risposte a vari livelli di energia. Al 2011 il rivelatore, ora approvato dal Fermilab, comincerà il suo lavoro. E, nelle speranze dei fisici Usa, sarà solo il primo di una lunga serie. Se, infatti, darà indizi sul mistero dei neutrini, con soli 15 milioni di dollari (contro 6 miliardi di euro dell'Lhc) avrà spalancato una porta scientifica epocale. Dimostrando che le grandi collisioni dell'Lhc (che punta, in fondo, sullo stesso obbiettivo ma via semplice frantumazione dei protoni) potrebbero non essere la sola pista di ricerca. E nessuno, oggi, può dire quale approccio si rivelerà il più produttivo di risultati. 12 settembre Metallica - Death Magnetic - The Unforgiven III
How could he know this new dawn’s light Was he the one causing pain He would just sail on How can I be lost? These days drift on inside a fog They’ve They’ve gone away How can I be lost Forgive me Set sail to sea but pulled off course How can I be lost http://therealdidi.net/gallery/albums/userpics/10003/07_The_Unforgiven_III.mp3 11 settembre Ora capite perchè non potrebbero rendere pubblica ufficialmente una cosa come il 2012?
Una ragazzina indiana si è tolta la vita dopo aver assistito a una trasmissione televisiva dedicata all’inedito test effettuato ieri nel laboratorio sotterraneo del Cern di Ginevra dove, grazie al ricorso al super-acceleratore di particelle ‘Lhc’, si è tentato di ricreare le condizioni in cui si verificò il ‘Big Bang’, che diede origine all’Universo e quindi alla vita stessa. L’adolescente si è tuttavia spaventata a morte ascoltando i commenti di coloro secondo cui l’esperimento avrebbe potuto provocare la fine del mondo, ingoiato da un immenso ‘buco nero’. A quel punto ha ingoiato una gran quantità di pillole di un qualche farmaco, e si è subito sentita male: trasportata d’urgenza all’ospedale le è stata praticata una lavanda gastrica, ma ormai era troppo tardi. La vicenda, riportata oggi da tutti i giornali, è avvenuta in Madhya Pradesh, Stato dell’India centrale. I genitori della vittima, Chayya Lal di 16 anni, hanno raccontato di aver cercato in ogni modo di tranquillizzala, e di distrarla dalle sue paure mentre assistevano al programma, ma senza successo. La polizia locale comunque non ci vede chiaro, e ha deciso di aprire indagini per accertare se per caso Chayya non si sia in realtà suicidata per ragioni ben diverse. Repubblica.it
Certo su internet circolano molte notizie e non si da molto peso ad esse (giustamente), ma come ci si sentirebbe se qualcuno dicesse al TG "NEL 2012, MOLTE, MOLTISSIME PERSONE MORIRANNO E I SOPRAVVISSUTI PROBABILMENTE INVIDIERANNO I MORTI" o qualcosa del genere... Il suicidio di questa ragazzina è solo un piccolissimo esempio di quello che si scatenerebbe se i media rendessero pubblica una notizia che assicura una catastrofe di massa (qualunque sia la causa e la data)... Quindi mi rivolgo agli scettici: Non sentitevi al sicuro solo perchè la vostra cara televisione non dice chiaro e tondo quello che sta succedendo SOLO PER PROTEGGERE i codardi che rinuncerebbero alla vita pur di affrontare le loro paure... E non prendetemi per stronzo o insensibile se dico una cosa del genere: Il suicidio è la più alta forma di egoismo, bassezza, codardia e disprezzo del dono della vita che si possa compiere. 10 settembre Ultime notizie dal Cern![]() Il primo fascio di protoni partito alle 9.45, con qualche minuto di ritardo, a Ginevra ha compiuto il primo giro completo, quasi alla velocità della luce, dell'anello di 27 chilometri del Large Hadron Collider (Lhc), il più grande acceleratore del mondo. Il giro è stato piuttosto lento, ma una volta aperta la strada il fascio compierà un giro completo in 20 microsecondi. Lhc, costato sei miliardi di euro, ha cominciato così il suo viaggio verso il Big Bang tra l'entusiasmo generale: l'atmosfera è proprio quella di un lancio spaziale. Inizialmente l'intensita' dell'energia sarà piuttosto bassa, 450 Gev (ossia 450 miliardi di elettronvolt), ma in breve tempo questa verrà portata a cinque TeV (5.000 miliardi di elettronvolt) e quindi a sette TeV (7.000 miliardi di elettronvolt) entro un anno, e quando i fasci si scontreranno l'intensità di energia raggiunta sarà di 14 TeV, la più alta mai raggiunta da un acceleratore. L'acceleratore Lhc, che dovrebbe ricreare i primissimi momenti successivi al Big Bang, un tremiliardesimo di secondo dopo, ha, dunque, aperto ufficialmente la caccia a quella che ormai viene definita la "particella di Dio", il Bosone di Higgs, particella elementare prevista dal Modello Standard (la teoria che descrive tutte le particelle elementari ad oggi note e tre delle quattro forze fondamentali note, ossia le interazioni forti, quelle elettromagnetiche e quelle deboli) teorizzata nel 1964 dal fisico Peter Higgs. Nel mirino di Lhc non c'è solo il Bosone di Higgs, ma anche la ricerca di evidenze che confermino l'esistenza della materia oscura, dell'antimateria, per poi poi vedere se esistono particelle del tutto nuove e dimensioni spaziali o dimensioni addizionali come quelle previste dalla Teoria delle Stringhe. Insomma con Lhc è iniziato un viaggio che molto probabilmente riserverà delle sorprese. L'acceleratore Lhc eseguirà quattro esperimenti che avverranno in altrettanti rivelatori differenti: CMS, Atlas, Lchb e Alice. Cms, Compact Muon Solenoid - Cerca insieme ad Atlas il Bosone di Higgs. Cms e Atlas sono gli esperimenti principali di Lhc ed andranno alla ricerca della cosidetta particella di Dio, il Bosone di Higgs, la particella che conferisce la massa a tutte le particelle che costituiscono la materia conosciuta. Esplorerà la natura della materia e le forze fondamentali che governano l'universo. Sebbene gli obiettivi di Cms e Atlas siano gli stessi, Cms utilizza soluzioni tecnologiche diverse e magneti progettati di conseguenza per raggiungere il suo obiettivo. Lhc Beauty (LHCb) detector è stato progettato per rispondere ad una domanda precisa: esiste l'antimateria e dove è andata a finire? Durante il Big Bag, secondo gli scienziati, c'erano in eguale quantità materia ordinaria e antimateria, la sua controparte. Ma oggi non c'è traccia di antimateria, ad esempio non esistono stelle o galassie di antimateria. Per questo Lhc Beauty investigherà sulla sottile differenza tra materia e antimateria studiando un tipo di particella, chiamata "beauty quark". Alice - Ricostruirà attraverso collisioni ad altissima energia tra nuclei di piombo, i momenti successivi al Big Bang, un milionesimo di secondo dopo il BB. Gli scienziati sperano di ricreare lo stato della materia esistente in quei momenti: un plasma di quark e gluoni con una temperatura di mille miliardi di gradi raggiunta un milionesimo di secondo dopo il Big Bang durata solo qualche frazione di secondo. Una materia allo stato liquido a causa delle altissime temperature dell'universo primordiale. Alice studierà questo plasma come si espande e come si raffredda, per capire i processi che hanno gradualmente dato luogo alle particelle che costituiscono la materia dell'universo attuale. Atlas - È uno degli esperimenti principali di Lhc, il suo scopo è cercare la materia oscura. È enorme: alto 25 metri, lungo 45 e pesa circa 7mila tonnellate. È grande quanto metà cattedrale di Notre Dame e pesa quanto la Torre Eiffel. Atlas insieme a Cms andranno alla ricerca del Bosone di Higgs, e dai sotterranei scavati sotto Meyrin, in Svizzera, guarderà verso lo spazio per cercare nuove dimensioni, microscopici buchi neri e le prove dell'esistenza della material oscura. Ci sono poi altri due rivelatori minori, ma specializzati, Lhcf che simulerà i raggi cosmici e Totem (Total Cross Section, Elastic Scattering and Diffraction Dissociation) che misurerà la grandezza del protone e il suo comportamento. Lhc genererà una grande quantità di dati: quasi 150 milioni di sensori rileveranno le informazioni provenienti da milioni di collisioni al secondo fra particelle che avvengono al centro di ognuno dei quattro esperimenti o rilevatori principali di particelle. Secondo gli scienziati saranno prodotti circa mezzo miliardo di dati al secondo, 15 milioni di Gygabite l'anno, come riempire un hard disc di 100 GB ogni 4 minuti. In previsione di questa grande mole di dati è stato realizzata la Grid, o meglio il sistema di calcolo "LHC Computing Grid". I dati rilevati verranno selezionati in una camera di calcolo e qualsiasi cosa ritenuta interessante verrà conservata. Pacchetti di informazioni verranno poi mandati al centro di calcolo del Cern dove saranno registrati, selezionati e verrà creato un resoconto degli eventi. Dalla Svizzera i dati verranno, poi, mandati attraverso la rete e attraverso connessioni dedicate verso i centri universitari europei e di tutto il mondo e loro laboratori. Una volta diffusi saranno a disposizione di 7-8mila fisici che dovranno studiarli e analizzarli. 05 settembre Siete Tutti Invitati!
Il regno del fantasy apre le porte nel centro di Genova. Sabato 6 settembre alle ore 20 in via Dante 6R si accenderanno le schermaglie al laser dell’Underworld (010-592975), nuovo paradiso del gioco e della musica diretto da Piero Mura. L’Harry Potter cittadino, gia creatore dell’ “Accademia delle Arti Magiche” (www.accademiadelleartimagiche.it) e più volte portavoce di incantesimi e sortilegi sul palcoscenico del “Maurizio Costanzo Show”, è il direttore artistico del locale adiacente il noto coiffeur ML Marco Luciani e mente della completa ristrutturazione che lo fa ora assomigliare a un suggestivo castello sotterraneo. Tra merlature a muro e scenografie da bosco fatato, all’ombra di una grande luna con tanto di illuminazione a fasi, animano insieme a lui la ludoteca “I Re Acuti”. La celebre citazione del gruppo musicale di Homer Simpson cela Didi, Dante, Wolve e Venon, proprietari di “un locale di ragazzi per ragazzi”. Dopo la grande festa di apertura, cominceranno infatti le normali attività della ludoteca. Nei 700 metri quadrati distribuiti su tre livelli si potranno gustare tutte le virtù di una ludoteca, con dotazione di una lunga lista di giochi da tavola, da “Magic” a “Risiko”. Il pezzo forte si trova però nel labirinto sotterraneo. Annunciato da pettorine e fucile giocattolo, si apre qui il labirinto del Q-Zar. Unica arena a Genova, l’Underworld eredita i 16mila tesserati della precedente gestione. Tutti appassionati del celebre laser-game (www.q-zar.it) al quale si potrà giocare ogni sera dalle ore 20.00, fino a sabato 13 settembre 08. Quindi anche di pomeriggio, quando entrerà a regime l’orario invernale. Non a caso in una delle sale è allestito un grande punto di ristoro che funzionerà durante tutto l’orario di attività dell’Underworld. Il bar e stuzzicheria assisterà con bevande e manicaretti vari i giocatori, chiamati a tornei di ogni sorta, sia sul versante del Q-Zar che su quello delle competizioni da tavola. Appuntamento fisso del calendario saranno inoltre le feste a tema fantasy, horror e fantascientifico, sempre grazie alla mente artistica di Piero Mura, già animatore del “Gothic” di Sampierdarena. Né mancheranno musica d’ambiente e dj’s a rotazione, per portare musica e danze nella suggestiva scenografia. Primo evento, la “Notte Nera”, declinazione “maghesca” della “Notte Bianca” che terrà Genova sveglia fino all’alba sabato 13 settembre 08. Dalle 22.30 in avanti la scena sarà per la Nylon Night, con musica dark, wave, indie e elettronica lanciata alla consolle dai DJ’s Jei, Mae e Keller. INFORMAZIONI: Underworld, via Dante 6R 16121 Genova Tel. 010-592975 01 settembre LHC: Test Ginevra![]() GINEVRA - A cavallo della frontiera franco-svizzera, fra il lago Lemano e il paese di Voltaire, la storia del mondo si prepara a una svolta. In mezzo a paesini ordinati coi loro campanili, i prati ben rasati, i vigneti e le mucche che brucano, l'umanità intera sta per fare un passo avanti, un salto forse, nella conoscenza dell'universo, della materia e delle forze sconosciute che lo tengono insieme. "Sappiamo che qualcosa succederà - dice Fabiola Gianotti, milanese -. È un momento storico per la scienza, e quel che scopriremo potrebbe cambiare i libri di testo. Fra un anno o due, c'è la possibilità che si scopra l'origine della materia oscura che costituisce il venticinque per cento dell'universo".
Quando sente parole del genere, un povero profano ha due scelte. O si arrende, volta le spalle e torna alla sua esistenza semi-animale, alle prese con forme di materia rozza (carta, benzina, asfalto, pastasciutta). Oppure passa i cancelli del Cern, si affida a una serie di gentili scienziati compatrioti che qui lavorano, e prova - se non a capire - a immaginare almeno, a percepire le vibrazioni del momento storico. Mancano poche settimane. Poi il più grande acceleratore di particelle del mondo, l'Lhc (Large Hadron Collider), verrà avviato. Due fasci di protoni cominceranno a viaggiare, nei due sensi, lungo il tunnel di ventisette chilometri a cento metri sotto terra. Si scontreranno in quattro rivelatori, sorta di colossali macchine fotografiche che fisseranno le immagini dell'impatto. Vedremo l'origine dell'universo, che cosa è successo un decimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang, perché quelle sono le condizioni che verranno ricreate. Un progetto simile non è mai stato tentato, ed è il più ambizioso al mondo. Non poteva succedere che qui al Cern, il più importante laboratorio planetario per la fisica delle particelle, l'impresa che (dal 1954) tiene insieme venti stati membri europei, e circa sessanta di tutto il mondo, impegnando ogni giorno ottomila scienziati. Da luglio in avanti, e per i prossimi anni, ci si aspetta di scoprire qualcosa che non è mai stato visto, ma solo immaginato coi modelli teorici. Oggetti misteriosi come la materia oscura, l'antimateria, le supersimmetrie "Susy", o il bosone di Higgs, ipotetica particella elementare che il Nobel Leon Max Lederman ha chiamato (facendo storcere la bocca a molti colleghi) "la particella di Dio". L'attenzione (non eccessiva) della gente normale verso questo progetto è stata risvegliata poco tempo fa dall'iniziativa di due personaggi che hanno tentato di bloccarlo. Con un appello al tribunale delle Hawaii (uno dei due abita lì, e vi ha fondato l'orto botanico), Walter Wagner e Luis Sancho hanno sostenuto che l'Lhc è una sorta di "arma fine di mondo" come quella del Dottor Stranamore, che può produrre "buchi neri" in grado di inghiottire Ginevra e poi l'intero pianeta. Tesi bizzarra, che gli scienziati considerano un'autentica fesseria. Già in passato esperimenti simili (ma più limitati) avevano fatto gridare al pericolo di fine del mondo, e poi non era successo niente. Ma, paradossalmente, la boutade di Wagner-Sancho ha avuto il merito di ricordare che qui al Cern qualcosa di sensazionale sta per avvenire. Non "fine di mondo" ma, casomai, la messa in scena del suo inizio. Nella sala controllo del Cern un fisico italiano, Roberto Saban, tiene d'occhio sui monitor l'anello sotterraneo che si avvia verso il momento dello start. È il responsabile del collaudo. "Il fascio di protoni viaggia all'interno di una conduttura sotto vuoto, e viene guidato da magneti che gli danno la curvatura necessaria lungo l'anello. Sono 1232 magneti superconduttori, ognuno un bestione lungo 15 metri e pesante 32 tonnellate, alimentati a 12mila ampére. Specie di thermos, che all'interno hanno una massa raffreddata a 1,9 kelvin, cioè meno 271 gradi". A quella temperatura, le bobine di niobio-titanio non presentano resistenza. Se si usassero magneti "caldi", per raggiungere la stessa energia l'anello dovrebbe essere lungo 120 chilometri, e consumerebbe 40 volte tanta elettricità. "Sono magneti "di frontiera", che lavorano al limite della loro progettazione - spiega Saban - Così come la criogenia, cioè il sistema di raffreddamento". Tutto qui è di frontiera, innovativo, avanti: l'ingegneria, i materiali, i progetti. In ogni campo, la sperimentazione produce ricadute che fanno fare passi avanti alla vita di tutti i giorni. La tecnologia degli acceleratori trova applicazione in campo tumorale e nella diagnostica medica, così come nello studio dei superconduttori, o nei sistemi di screening delle merci negli aeroporti. Il Cern è, insomma, anche un buon affare per gli Stati che lo finanziano, Italia compresa. Ma vediamo l'anello che Saban sta collaudando. I fasci di protoni (cento miliardi di protoni, in 2800 "pacchetti") viaggeranno all'interno di un condotto (dieci cm di diametro interno) dove viene creato l'"ultravuoto", più vuoto che nello spazio, un decimillesimo di miliardesimo della pressione al livello del mare. I protoni andranno alla velocità della luce, e faranno il giro dei 27 chilometri undicimila volte al secondo. Alla massima potenza dell'Lhc, ogni fascio avrà un'energia pari a quella di un auto lanciata a 1600 chilometri orari. Ogni protone 7 tev (tera elettrovolt), quindi ogni collisione raggiungerà i 14 tev: una soglia mai raggiunta, e considerata necessaria per liberare e riconoscere particelle mai viste. Saban si prepara a controllare l'anello, i magneti che guidano, ripuliscono e concentrano il fascio, le temperature di esercizio: "All'inizio, succederà che non sapremo pilotare la macchina, ma ci aggiusteremo presto". Lungo il percorso, dentro enormi caverne sotterranee, ci sono i rivelatori, quattro in tutto. Due (Atlas e Cms) sono "general purpose", hanno cioè compiti di osservazione più larghi, seppure con tecnologie diverse. Gli altri due (Alice e Lhcb) sono indirizzati a obiettivi più specifici. Paolo Giubellino, fisico torinese dell'Infn (Istituto nazionale di fisica nucleare), è uno dei responsabili di Alice (A Large Ion Collider Experiment): "Alice studia la materia nucleare ad alta densità, e cioè il momento in cui si è passati dalla pappa di quark-gluoni alla formazione di protoni e neutroni. Circa venti milionesimi di secondo dopo il Big Bang". Sarà la prima fase dopo l'avviamento del grande acceleratore, quando per creare Qgp (il plasma di quark-gluoni) si faranno scontrare nuclei di piombo: "Alice è progettata per lavorare a intensità più bassa, quindi per il primo anno lavorerà bene. A bassa intensità, gli eventi sono più rarefatti. Poi gli altri si metteranno a correre. Ma tutti e quattro continueranno a prendere dati insieme. Qui è come se si lavorasse in grandi esplorazioni geografiche, con un gran numero di persone: per ogni rivelatore c'è il contributo di cento istituti di una trentina di paesi diversi". I rivelatori sono macchine enormi, costruite intorno alla condotta centrale dove passerà il fascio. Fabiola Gianotti lavora ad Atlas, un arnese lungo 46 metri con un diametro di 25 e pesante circa settemila tonnellate: "Qualunque sia la fisica nuova che si rivelerà, Atlas e Cms la vedranno. Oggi conosciamo bene il mondo delle particelle elementari, descritte dalla teoria del Modello Standard. Il modello spiega bene, ma non risponde a tutte le domande. Sappiamo che nell'universo c'è un venticinque per cento di materia oscura, e un settanta di energia oscura. Nessuna delle particelle che conosciamo può spiegare la materia oscura". Il Modello Standard è una teoria che disegna la situazione delle nostre conoscenze. Ma la cosa che sembra sensazionale (a un profano) è che tutto quello che si conosce, la cosiddetta materia ordinaria di cui noi e ogni oggetto sulla Terra sono costituiti, non rappresenta che il sei per cento della materia ed energia dell'universo. La nostra ignoranza è sconfinata: "Al di là del Modello Standard ci sono molte teorie, e fenomeni che oggi non conosciamo, anche se abbiamo qualche idea. La soglia in cui il Modello Standard comincia a dare segni di cedimento è proprio a quella scala del tev, di energia, che l'acceleratore Lhc per la prima volta raggiungerà. Il termine materia oscura indica anche la nostra ignoranza. Siamo di fronte a un muro, e abbiamo moltissime domande. In questo senso, ci si può aprire un nuovo mondo, e la posta in gioco è bellissima". Tutti i libri di testo potrebbero finire in archivio. Dietro quel muro si potrebbe scoprire l'esistenza del bosone di Higgs, finora solo ipotizzata: un campo di energia che determina le diverse masse delle particelle. O delle particelle supersimmetriche dette "Susy", che potrebbe spiegare la materia oscura, e di massa abbastanza elevata da non poter essere state prodotte finora artificialmente. Non con il Lep, l'acceleratore del Cern che ha preceduto l'Lhc. Guido Tonelli, fisico pisano, è uno degli scienziati responsabili del Cms, l'altro grande rivelatore. Ha gli stessi obiettivi, grosso modo, di Atlas, ma con tecnologie diverse. E ciascuno dei due, in pratica, verifica i risultati dell'altro. "Osserveremo un miliardo di collisioni al secondo. Fra queste ne sceglieremo centomila che potrebbero essere interessanti, e alla fine solo cento da immagazzinare su disco. E un flusso di informazioni paragonabile, in quell'istante, all'intero flusso di informazioni del mondo". Ecco quindi che, in un caverna adiacente a quella di Atlas, c'è una grandissima "farm" di computer per selezionare i dati prima di inviarli al centro di calcolo. Il tunnel sta per essere chiuso, in preparazione dello start. L'ultimo segmento aperto è quello che ci mostra Francesco Bertinelli, ingegnere milanese, che per andare avanti e indietro sotto terra usa la sua mountain-bike: "Questa che vediamo al Punto 4 è la cavità di radiofrequenza, in pratica il pedale dell'acceleratore. Ad ogni passaggio il flusso di protoni aumenta la sua energia". Moltissima tecnologia è di produzione italiana: un terzo degli enormi magneti, per esempio, o i tubi senza saldature della Dmv di Costa Volpino. Infine l'ultimo rivelatore, l'Lhcb: "Questo è diverso dagli altri - spiega Carlo Forti, romano - perché non è circolare ma asimmetrico. Osserverà i mesoni B, che dopo la collisione vanno da una parte sola. E studieremo l'asimmetria materia-antimateria, un miliardesimo di miliardesimo di secondo dopo il Big Bang. A una temperatura di dieci milioni di miliardi di gradi". Tutti i dati degli esperimenti finiscono al Computer centre: "L'analisi è la parte finale - spiega Massimo Lamanna, udinese - Ma qui è anche il punto di ingresso nella struttura del Grid". Qui, nel 1990, Tim Berners-Lee inventò il web, quel www che tutti ora conoscono: c'è ancora, in vetrina, il pc marca Next che venne usato. E qui si è creato adesso il Grid: "La necessità di calcolo era enorme, e si è pensato a una "griglia" che funzionasse come la rete elettrica. L'Lhc produrrà 15 milioni di gigabytes di dati ogni anno, qualcosa come tre milioni di dvd". Questa capacità di calcolo, e di stoccaggio dati, è stata distribuita in circa duecento centri sparsi per il mondo, e interconnessi. In Italia il nodo è Bologna, a sua volta collegato con altri nove istituti. Bene, qualche settimana e l'Lhc comincerà a funzionare. Ma c'è qualcos'altro, al di là delle probabili rivelazioni in grado di sconvolgere la conoscenza, che impressiona qui al Cern. Si sono fatte tesi di sociologia e di antropologia per capire come può funzionare tanto bene: "Qui lavora gente di culture diverse, senza avere una struttura coercitiva - dice Paolo Giubellino -. E si cerca, quindi, ogni volta il consenso". "C'è competizione, ma in assoluta trasparenza e totale condivisione dei dati - dice Guido Tonelli -. È qualcosa che in una struttura privata non esiste". Uscendo dal Cern, dopo questa sbornia di eccitazione per il futuro in arrivo, c'è solo da chiedersi: perché non esiste un Cern per la cura del cancro o dell'aids? STRASBURGO - Via libera anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo all'esperimento del Cern che, grazie all'accelleratore "Large hadron collider" (Lhc), cercherà di riprodurre le condizioni immediatamente successive al Big Bang che ha generato l'universo. I giudici si sono pronunciati dopo la denuncia di un gruppo di ricercatori, convinti che il test genererà un buco nero in grado di risucchiare il pianeta.
La causa. Gli oppositori dell'esperimento, guidati da Markus Goritschnig, si erano rivolti alla Corte di Strasburgo, chiedendo che venissero applicate misure di blocco nei confronti dei venti paesi membri del Cern, il Centro europeo per la ricerca nucleare responsabile del progetto. Secondo Goritschnig e gli altri, gli Stati che collaborano al progetto sarebbero responsabili della violazione dell'articolo 2 e dell'articolo 8 della Convenzione europea per i diritti umani, ovvero il diritto alla vita e il diritto al rispetto della vita privata e familiare. La Corte ha tuttavia ritenuto che nessuno di questi articoli fosse stato violato dando così il via libera definitivo all'esperimento. Gli esperti. Sull'apocalisse paventata dagli oppositori, si è espresso anche il mondo della scienza italiano. E' sicuro del buon esito dell'esperimento il presidente dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare Roberto Petronzio: "Questi scenari apocalittici non hanno alcun riscontro reale. Da Lhc non arriva nessun pericolo. L'allarme lanciato è basato su congetture e ipotesi e non su riscontri reali". Stessa posizione anche per il presidente del Cnr ed ex direttore generale del Cern Luciano Maiani: "L'esperimento è da considerare a rischio zero, relativamente a quanto quest'espressione possa essere utilizzata in fisica: è stato giusto porsi il problema ma esso non ha un fondamento tale da indurre preoccupazioni". Il test. Il primo utilizzo dell'LHC, il più grande accelleratore di particelle mai costruito, con un diametro di 26 chilometri e costato circa 6 miliardi di euro, si terrà come da programma il prossimo 10 settembre al Centro di ricerche nucleari di Ginevra. La speranza degli scienziati è quella di individuare il bosone di Higgs, particella responsabile - almeno in teoria - di aver dato massa a tutte le altre Facciamo un po' di chiarezza...Credo di dover fare un po' di chiarezza visto che molta gente mi prende per pazzo perchè parlo di demoni, pensando che mi riferisca a quelli che gli ignoranti in materia si immaginano facendo riferimento a film dell'orrore o ancora peggio a cartoni animati...
Cominciamo dal principio...
Dal greco antico: Δαίμων, -ονος (Daímōn, -onos), "spirito, entità soprannaturale". L'accezione di questa parola non è etimologicamente negativa come si suole spesso pensare. Difatti, per la cultura dell'antica Grecia, i demoni non erano altro che spiriti (anche positivi) che governavano gli stati d'animo umani. I demoni però, la maggior parte delle volte, non "entrano" nelle persone, bensì si fanno vedere o sentire in modo inconscio. La stessa parola greca Εὐδαιμονία (Eudaimonía), che vuol dire "felicità", è composta dal suffisso "eu" e da "daimon" e significa letteralmente "buon demone" o "demone del bene". Di demone si parla anche nell'Apologia di Socrate: il filosofo si riferisce infatti a certi moti interiori che lo spingono ad agire indicandogli quello che è giusto...
Ora, notate bene, un demone è uno Spirito:
Spirito deriva dal latino "spiritus" (letteralmente: soffio, respiro, alito, dal verbo latino "spirare" che significa "soffiare"). Il termine latino a sua volta deriva dalla radice indoeuropea *(s)peis- ("soffiare").
Quello che voglio farvi capire è questo:
Un demone è un entità spirituale, che NON può interagire con la materia, NON vedrete MAI un bestione con tentacoli e artigli che gira per la strada sbudellando la gente...
Un demone, come da definizione, governa gli stati d'animo umani.
Influisce sulla Psiche umana, plagia un uomo facendogli vedere cose, sentire cose, provare cose che non sono reali, spingendolo così a fare quello che Lui vuole.
Quando gli uomini di scienza si trovano a dover dare una spiegazione per la quale un uomo uccide la propria figlia senza un apparente motivo, quando non ha mai dato segni di squilibrio prima, quando era la persona più felice del mondo, dicono che quella persona e Impazzita...
E non sbagliano!
Il termine "psicosi" fu introdotto nel 1845 da Von Feuchtersleben con il significato di "malattia mentale o follia". È un grave disturbo psichiatrico, espressione di una grave alterazione dell'equilibrio psichico dell'individuo, con compromissione dell'esame di realtà, inquadrabile da diversi punti di vista a seconda della lettura psichiatrica di partenza e quindi del modello di riferimento. I sintomi psicotici sono ascrivibili a disturbi di forma del pensiero, disturbi di contenuto del pensiero e disturbi della sensopercezione.
Quello che però non spiegano è il PERCHE'... Cosa porterebbe mai un genitore ad uccidere il proprio figlio, anche in preda ad una collera smisurata... Oppure... Cosa porterebbe mai un uomo apparentemente normale a staccare la testa ad una persona "come se fosse un automa" (vedi articoli prec.) Ora... supponiamo per un attimo che mi stiate seguendo... Un demone, agendo sul cervello umano, troverebbe tutto il necessario per fare del corpo del malcapitato il proprio burattino, senza poi lasciarne traccia una volta che si è stufato di giocarci. Addirittura potrebbe usufruire a piacimento delle droghe naturali che esso secerne come l'adrenalina e così facendo, aumentare la resistenza e la forza della vittima... e questo spiegherebbe fenomeni come l'uomo in grecia che dopo essere stato braccato dalla polizia con la testa della moglie in mano, è scappato con 2 proiettili piantati nelle gambe... In parole povere, un demone è semplicemente un soffio che ottenebra la nostra concezione della realtà... Tutto il resto è opera nostra. Quindi... lasciate perdere il vostro insensato attaccamento a quello che ritenete "reale"... la verità non è ne la scienza ne l'occulto... ma l'unione di entrambe. |
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