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06 gennaio Cabala![]() Nei tempi moderni la Cabala esoterica tende a coincidere con la "cabala ermetica". Storicamente l'inizio della Cabala Ermetica può essere posto nella società inglese della Golden Dawn. I suoi fondatori fra cui Samuel MacGregor Mathers e William Wynn Westcott crearono un sistema in cui elelementi della tradizione occidentale erano armonizzati sotto l'ombrello dell'Albero della Vita. Il lavoro della Golden Dawn fu tenuto segreto fino a quando non fu pubblicato prima da Aleister Crowley e successivamente da Israel Regardie. Il testo di referenza sulla Cabala esoterica é stato scritto da Violet Firth Dion Fortune e porta il nome di Cabala Mistica. Aleister Crowley, considerato uno dei fondatori del moderno occultismo, diede la seguente definizione di Cabala: « La Cabala è: Un linguaggio atto a descrivere certe categorie di fenomeni, e a esprimere certi tipi di idee che sfuggono alla normale fraseologia. Puoi paragonarla alla terminologia scientifica della chimica. Una terminologia multiforme ed elastica mediante la quale è possibile mettere a confronto processi mentali che appaiono diversi a causa delle costrizioni imposte dalle peculiarità delle varie espressioni letterarie. Puoi paragonarla a un lessico, o ad un trattato di religione comparata. Un simbolismo che consente a chi pensa di formulare le proprie idee con assoluta precisione, e uno strumento per interpretare simboli il cui significato è divenuto oscuro, è stato dimenticato, o è mal compreso, stabilendo le necessarie connessioni fra l'essenza delle forme, i suoni, le idee semplici (come i numeri) ed i loro equivalenti spirituali, morali o intellettuali. Puoi paragonarla alla interpretazione delle arti antiche mediante considerazioni estetiche determinate da fatti fisiologici. Un sistema di classificazione di idee multiformi che rende in grado la mente di aumentare il suo vocabolario di pensieri e di fatti mediante la loro organizzazione e correlazione. Puoi paragonarla alla tavola pitagorica. Un sistema per procedere dal noto all'ignoto mediante principi simili a quelli della matematica. Puoi paragonarla all'uso della radice quadrata di meno uno, o del numero « ℮ », eccetera. Un criterio sistematico mediante il quale l'esattezza delle corrispondenze può essere verificata grazie all'esame delle scoperte nuove alla luce della loro coerenza con l'intero corpo della dottrina. Puoi paragonarla all'esame del carattere e della posizione di un individuo in base alle convenzioni educative e sociali. » L'interesse odierno per la Cabala è causato dai suoi sottili riferimenti psicologici che, secondo gli appassionati, ne fanno un ottimo strumento di riflessione e indagine dell'animo umano, addirittura paragonato per potenza alla Mitologia greca. Il fulcro dell'elaborazione delle dottrine mistiche riguardanti l'aspetto segreto del creato è un'opera composta verosimilmente in Éretz Yisraél nel VI o VII secolo, il Sépher Yetziráh. Nel Sépher Yetziràh, che tratta delle forze segrete del cosmo, si trova la prima menzione di un termine che diventerà centrale nella successiva speculazione: la nozione di sefiráh. Letteralmente sephirah o sefiráh (plur. sephiroth o sefirót ) significa "calcolo, numerazione". Nel Sépher Yetziràh il termine acquista un significato più ampio: le Sephiroth sono manifestazioni allusive dell'energia divina. Gli autori cabalistici amano paragonare le sephiroth a zaffiri, partendo da un'assonanza dei due termini. Tra la fine del XII secolo e l'inizio del XIII, fa la sua comparsa una vasta letteratura mistica già ben organizzata sulla dottrina delle sephiroth; queste si possono definire i gradi per mezzo dei quali Dio agisce nel creato. Praticamente tutti i mistici affermano che esse sono in numero di dieci. Le Sephiroth hanno anche dei nomi propri: Kéter (corona), la più alta e più vicina a Dio; Bináh (scienza o conoscenza) e Khokhmáh o Hokmah o Chochmah (saggezza) a un livello inferiore; Ghevuráh o Gheburáh (forza) e Khésed o Hésed (misericordia o pietà) al terzo livello; Tiféret (bellezza) al quarto; Hod (gloria) e Nétzah (eternità o vittoria) al quinto; Yesód (fondamento o fondazione) al sesto; Malkhút (regno), la più prossima all'uomo. Questi sono i nomi più frequentemente usati. A volte Ghevurah viene chiamata Din (giudizio) o Pachad (paura), Khesed può essere chiamata Ghedulláh (grandezza), Tiferet Rakhamím (misericordia). Le sefirot vengono rappresentate secondo uno schema detto "Albero della Vita". Inoltre esiste anche una "undicesima" (anche se impropriamente detto) Sephira: Daath che si colloca tra Binah, Hokmah e Hesed e rappresenta il divario tra l'Uomo e Dio. L' albero della vita Al centro si trova la colonna dell'equilibrio che da Keter, attraverso Tiferet e Yesod, raggiunge Malkhut. A sinistra e destra di Keter si dipartono altre due colonne: quella della Grazia, attraverso Hochmah, Hesed e Netzah; quella della severità risalendo attraverso Hod, Ghevurah e Binah. Le XXII vie Le 10 Sephiroth sono collegate fra di loro da 22 sentieri, associati alle lettere dell'alfabeto ebraico. In vari autori sono presentate varie maniere di associazione. La più diffusa fa partire la alef da Kether in direzione di Chochmah e si conclude con la tav che sta fra Yesod e Malkhuth. I 22 sentieri e le dieci Sephiroth insieme formano le 32 vie di cui parla il Sépher Yetziráh. Altre rappresentazioni delle Sephiroth In alcuni manoscritti rinascimentali del Cinquecento, il diagramma delle Sephiroth, in quanto emanazione divina, si moltiplica a sua volta indefinitamente. Questa raffigurazione si trova nel testo "Otzrot chayyim ( I tesori della vita)" di Chayyim Vital. Vedi anche Giulio Busi, Mantova e la Qabbalah (Skira, 2001). I quattro mondi All'inizio del XIV secolo si cominciarono a distinguere quattro mondi nel creato: la Atzilút (emanazione), la Beriáh (creazione), la Yetziráh (formazione) e la Asiyáh (realizzazione). Con questi nomi si indica il variare del tipo di influsso delle sefirot. Il mondo dell'Atzilut, che è più vicino a Dio, è retto da forze solo immateriali. La componente materiale aumenta man mano che ci si allontana dall'Emanatore. Corrispondenze Anche se non visibili agli occhi le sefirot sono percepite dal mistico che si eleva dalle inferiori alle superne attraverso la contemplazione e lo studio delle corrispondenze cosmiche: p.es. ad Avraham può essere associata Gedullah, a Isacco Gevurah, a Giacobbe Tiferet. Tutte le componenti del cosmo hanno le loro corrispondenze: Tiferet è il sole, Yesod la luna, Malkut la terra, e così via. Anche i XXII sentieri vengono associati alle lettere dell'alfabeto ebraico, ai tarocchi, a segni zodiacali, pianeti e elementi, etc. L'esistenza di queste associazioni risale alla gnosi e a una visione magica dell'universo in cui ogni parte è collegata ad un'altra. Questo insieme di relazioni complesse ricorda moderne teorie scientifiche come quella del caos. Ciò che non è conoscibile è quello che sta oltre la sefirah più alta, cioè l'Altissimo che, essendo incommensurabile, non può venir percepito dall'uomo. Emanazioni Si pone il problema di come possa un ente infinito, quello che per primo Isacco il Cieco chiamò l'En Sof (non-fine), emanare aspetti di sé in un mondo finito. Secondo Mosè Cordovano Dio si "contrasse" per poter emanare la sua energia nel mondo finito e " mostrare la Sua gloria alle genti". La contrazione di Dio (tzimtzúm) è al centro della speculazione di Isaac Luria. In conseguenza dell'emanazione, secondo Luria, si crearono dei vasi per contenere l'energia divina. I vasi superni, i più forti, resistettero bene alla pressione della luce, ma gli inferiori si ruppero e dispersero l'energia. I frammenti dei vasi rotti contengono ancora particelle di luce: queste sono le qelippót (scorze), le forze del male Ipnotismo![]() « Se per mezzo dell'ipnosi lo spirito cosciente fosse indotto al sonno e fosse al tempo stesso risvegliata la sua parte subcosciente, il problema sarebbe risolto, le carceri della mente spalancherebbero le loro porte e i prigionieri ritornerebbero alla luce del sole. » (Jack London) L'ipnosi è un fenomeno psicosomatico che coinvolge sia la dimensione fisica, sia la dimensione psicologica del soggetto. È una condizione particolare di funzionamento dell'individuo che gli consente di influire sulle proprie condizioni sia fisiche, sia psichiche e sia di comportamento. In particolare "oggi sappiamo che l'ipnosi non è altro che la manifestazione plastica dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata in una precisa rappresentazione mentale, sia autonomamente (autoipnosi), sia con l'aiuto di un operatore con il quale si è in relazione". [1] È inoltre opportuno differenziare i termini: "ipnosi" e "ipnotismo" intendendo con "ipnosi" lo stato particolare, psicofisiologico (trance) del soggetto e con "ipnotismo" la metodica e le tecniche impiegate dall'ipnotizzatore per realizzare l'ipnosi. Attraverso l'ipnosi o l'autoipnosi è possibile accedere alla dimensione inconscia ed emotiva del soggetto. In termini scientifici di solito si tende a restringere il campo di definizione dell'ipnosi alla gestione consapevole di tale processo. Attualmente l'ipnosi è impiegata scientificamente in ambito terapeutico (ipnoterapia o meglio, ipnositerapia) e nella ricerca clinica. Il termine "ipnosi" (dal greco "hypnos", sonno) fu introdotto da James Braid nella prima metà del 1800 per le analogie che a quel tempo sembravano esserci fra le manifestazioni del sonno fisiologico e quelle che si avevano in quella condizione particolare che si pensava creata dai magnetizzatori. Oggi sappiamo che il sonno non ha nulla a che fare con l'ipnosi. Il termine "ipnosi" non è certo quello più adeguato per sintetizzare e descrivere quanto avviene in quella condizione particolare di funzionamento dell'organismo umano detta ipnosi. In detta condizione sono coinvolti aspetti neuro-psico-fisiologici particolari, una relazione interpersonale, e l'impiego di potenzialità specifiche del soggetto (lo stesso Braid nel 1847 sostituì il termine ipnosi con monoideismo. Diverse sono ancora oggi le teorie e le interpretazioni del fenomeno che si confrontano. In termini neurofisiologici l'ipnosi viene interpretata come condizionamento, apprendimento, inibizione ed eccitazione corticale e in termini psicologici, è interpretata come rapporto interpersonale, come suggestione, come gioco di ruoli, come regressione e come transfert; e alcuni addirittura sostengono che l'ipnosi non esista in quanto per spiegare i fenomeni osservati non è necessario ricorrere al concetto di ipnosi. Tutti punti di vista plausibili e tutti rientranti in ciò che oggi sappiamo essere l'ipnosi. L'ipnosi non è altro che "la manifestazione plastica dell'immaginazione creativa adeguatamente orientata". Quest'ultima è la definizione fatta propria dal CIICS (Centro Italiano di Ipnosi Clinica e Sperimentale). Con la conoscenza sempre più approfondita del fenomeno, nel tempo, sono stati proposti da autori diversi neologismi sostitutivi del termine "ipnosi", ma nessuno finora ha avuto fortuna come il vecchio termine. Il concetto che si avvicinava di più a quello che oggi si pensa sia l'ipnosi, è forse quello proposto da A. Romero nel 1975 di "eidosi", fatto derivare dal greco èidos (aspetto, figura). Un termine più adeguato a definire il fenomeno è certamente geniosi[2], termine composto da "genio" dal latino genius, sanscrito g’ânya ("forza naturale", dalla radice g’ân: generare, produrre), e dal suffisso –osi che aggiunto a sostantivi o a confissi, forma sostantivi che indicano un processo, una condizione. In sintesi con geniosi viene intesa quella forza naturale dell'immaginazione creativa che produce effetto attraverso un dinamismo che può essere consapevolmente gestito. L’ipnosi intesa come potenzialità della mente umana pare essere impiegata fin dall’antichità; C.Muses (1972) scrive di aver trovato un’ antica registrazione di una seduta ipnotica nella incisione di una stele egiziana risalente al regno di Ramsek Xll della XX Dinastia (circa 3.000 anni fa)[3]. Prima delle ricerche di Franz Anton Mesmer (1734 – 1815) tutti i fenomeni che oggi possono essere fatti rientrare in specifiche potenzialità dell’ immaginazione erano considerati isolatamente come manifestazioni divine o diaboliche, oppure il risultato di pratiche magiche. Mesmer formulò la teoria del magnetismo animale (1779), ma tale teoria fu condannata dall’Accademia delle Scienze e dalla Facoltà di Medicina di Parigi (1784). Un’ importante revisione delle teorie di Mesmer fu proposta dal medico inglese J. Braid (1785-1860). J.Braid diede un'interpretazione fisiologica al fenomeno studiato e introdusse il termine ipnosi, derivato dal greco ypnòs sonno. Gli sviluppi successivi di interpretazione dell’ipnosi si devono ai lavori di A.A. Lièbeault (1823-1904), un medico di Nancy e di H. Bernheim (1837-1919) famoso neurologo parigino che insieme fondarono la Scuola di Nancy. La scuola di Nancy si trovò a dover opporre studi e teorie sull’ipnosi, alla scuola di Jean-Martin Charcot (1825-1893) che operava all’Ospedale della Salpêtrière di Parigi. Mentre per la scuola di Nancy l'ipnosi era un fenomeno psicologico normale e tutti i suoi fenomeni potevano essere spiegati con la suggestione, Jean-Martin_Charcot considerava l’ipnosi un fenomeno patologico, una nevrosi isterica artificiale. Di ipnosi si occupò anche Sigmund Freud (1856-1939) ma la transitorietà dei risultati terapeutici, la laboriosità dei procedimenti ipnotici, la limitazione delle applicazioni terapeutiche e, forse non ultima, l’individuazione da parte sua di “un misterioso elemento” di natura sessuale, spinsero Freud ad abbandonare l’ipnosi e a creare un nuovo metodo: la psicoanalisi. Con la morte di Jean-Martin_Charcot (1893) e l’inizio della psicanalisi cominciò per l’ipnosi un periodo di decadenza. Un certo risveglio di interesse per l’ipnosi si ebbe durante la prima guerra mondiale quando con tale metodo si iniziarono a trattare le nevrosi traumatiche di guerra, ma soltanto dopo la seconda guerra mondiale l’atteggiamento della scienza ufficiale nei confronti dell’ipnosi migliorò. In particolare in questo periodo il dottor Milton Erickson (Nevada, 5 dicembre 1901 – Arizona, 25 marzo 1980 ), che fu presidente e fondatore della Società Americana di Ipnosi Clinica e membro della Associazione Americana di Psichiatria, della Associazione Americana di Psicologia e della Associazione Americana di Psicopatologia, sviluppò un'ipnoterapia chiamata ipnosi ericksoniana, che permette di comunicare con l'inconscio del paziente. Questo tipo di ipnosi è molto simile ad una normale conversazione ed induce una trance ipnotica nel soggetto (“L`ipnosi non esiste, tutto e` ipnosi”, affermava). Nel 1949 venne fondata negli USA la Society for Clinical and Experimental Hypnosis; e nel 1959 divenne Società internazionale. Nel 1957 venne fondata una seconda società l’American Society of Clinical Hypnosis. In particolare nel 1958 I'American Medical Association riconobbe l’ipnosi come legittimo metodo di cura in medicina e in odontoiatria. Nel 1969 l’American Psycological Association creò una sezione di psicologi che si interessavano prevalentemente di ipnosi. In Inghilterra, nel 1955 la British Medical Association riabilitò ufficialmente l’ipnosi. In Italia la prima Associazione scientifica per lo studio e l’applicazione dell’ipnosi: A.M.I.S.I. (Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’ipnosi), si costituì nell’aprile del 1960. Molte sono le potenzialità dell’ipnosi documentate scientificamente. Il soggetto in ipnosi può modificare la percezione del mondo esterno; può percepire stimoli che in realtà non ci sono e non percepire quelli che sono presenti; può distorcere percezioni di stimoli effettivamente esistenti creando illusioni. In ipnosi è possibile modificare il vissuto sensoriale; il vissuto di schema corporeo e in particolare è possibile un controllo del dolore. Il soggetto in ipnosi può orientare con facilità la propria introspezione nei diversi settori del suo organismo, può ampliare o ridurre le sensazioni che provengono dall’interno del suo corpo, può alterare i parametri fisiologici avvertibili come il battito cardiaco, il ritmo respiratorio, la temperatura cutanea. Con l'ipnosi è possibile entrare nella propria storia e variare i criteri di elaborazione dell’informazione in ingresso; è possibile modificare i significati che il soggetto ha dato in passato alle sue esperienze fruendo delle alternative che possedeva. Si possono ottenere dei cambiamenti nella continuità della memoria (amnesie parziali o totali). È inoltre possibile accentuare la possibilità di ricordare; è possibile che il soggetto ricordi esperienze anche molto remote. I meccanismi psicodinamici regolatori del comportamento sono più accessibili e le resistenze sono più facilmente superate. In ipnosi variano i parametri di valutazione spazio-temporali e la valutazione critica. Le emozioni sono una risposta dell’organismo a momenti dell'esistenza. Mentre nello stato di veglia il controllo volontario delle emozioni pare essere un compito particolarmente arduo, in ipnosi queste possono essere modificate sia nella direzione dell’accentuazione sia nella direzione opposta della riduzione; e vi è inoltre la possibilità di passare repentinamente da un'emozione all’altra in relazione ai suggerimenti che vengono impartiti dall'ipnotista. Attraverso l'ipnosi il soggetto può apprendere a smorzare la sua risonanza emotiva. Il senso dell’Io può essere distaccato da un'ampia varietà di tipo di informazioni e situazioni ai quali è normalmente applicato. In un soggetto in regressione d'età l’emergere di un ricordo con tonalità affettiva particolarmente coinvolgente può essere vissuto non come esperienza propria ma semplicemente come informazione neutra attinta dalla memoria. Il senso dell’Io può anche essere distaccato dal proprio corpo come avviene per la non percezione del dolore. In ipnosi esiste la possibilità di alterare la qualità e la quantità del controllo della muscolatura volontaria, della motilità e in particolare di modificare alcune modalità di funzionare del nostro organismo, credute al di fuori di ogni controllo volontario, quali quelle del sistema neurovegetativo, del sistema neuroendocrino e del sistema immunitario. Tutte le possibilità di comportamento elencate non possono essere ovviamente pensate come realizzabili allo stesso livello da tutti i soggetti, almeno immediatamente, in quanto sono coinvolti predisposizione genetica e tempi di apprendimento. Le tecniche di gestione dell’ipnotismo, specialmente in ambito terapeutico, sono modificate nel tempo in relazione alla maggior conoscenza e ai diversi criteri di interpretazione del fenomeno. Si è transitati dai "passi" di F. A. Mesmer, dalle tecniche che cercavano di indurre rilassamento e sonno, dalle suggestioni dirette alla eliminazione dei sintomi, per giungere con Milton Erickson e altri studiosi alle elaborate tecniche di visualizzazioni guidate e di regressioni di età orientate alla definizione e rielaborazione delle dinamiche inconsce per finalità psicoterapeutiche. Le tecniche elaborate nel tempo sono state verbali, gestuali, attive, passive, di tensione, di rilassamento, dirette, indirette, mascherate, esplicite, accompagnate da comunicazioni visive, tattili, sonore e posturali. Oggi che l’ipnosi non è più solo interpretata come uno stato rigido da ricercare (trance) per poi inserire suggestioni, ma come un modo di funzionare dinamico caratterizzato dall’abilità del soggetto a realizzare ideoplasie (monoideismi plastici) attraverso l’orientamento adeguato della propria rappresentazione mentale, si sono ben definiti i criteri per l’elaborazione di tecniche efficaci. È necessario che l’ipnotista abbia ben chiaro e ben definito l’obiettivo da raggiungere, ossia qual è l’idea che deve esprimersi plasticamente, qual è il comportamento da realizzare e qual è la rappresentazione mentale che li definisce in maniera adeguata. L’idea da realizzare deve essere fatta propria dal soggetto con cui si opera perché possa attivarsi il dinamismo atteso. Perché la rappresentazione mentale possa essere espressa in termini fisici e/o di comportamento deve essere "carica della valenza giusta" (credenza, motivazione, aspettative, orientamento e attenzione). Un ulteriore accorgimento, è che, ovviamente, l’azione definita dall’obiettivo deve essere di possibile realizzazione per il soggetto in virtù della sua costituzione psicofisica e delle sue potenzialità di apprendimento. Mesmer: Mesmer si interessava di scienze naturali, ma anche di alchimia e di esoterismo, e alla luce dell'Illuminismo cercò di dare un indirizzo razionale alle pratiche esorcistiche e mistiche. Tentò, dapprima, di trovare cure per le malattie utilizzando il magnetismo minerale, applicando ferro calamitato sui pazienti. Si convinse in seguito dell'esistenza di una forza, o "fluido", che si sprigionasse direttamente dall'organismo umano capace di agire sugli altri organismi. Propose, quindi, una terapia detta mesmerismo, con quattro principi fondamentali: un sottile fluido fisico, chiamato magnetismo animale, riempie l'universo e forma un mezzo di connessione tra l'uomo, la terra e i corpi celesti e tra uomo e uomo; la malattia ha origine dalla carenza di tale fluido all'interno del corpo umano; con l'aiuto di alcune tecniche il fluido può essere incanalato, convogliato in altre persone; in questo modo si possono provocare "crisi" nel paziente e curare malattie. Elaborò in questo modo un metodo di cura in un primo tempo costituito dalla semplice applicazione di magneti sulle parti del corpo da curare, e successivamente sviluppato con molte varianti tra cui imposizione di mani irraggianti "energie benefiche", bagni collettivi in grandi tinozze contenenti "acque magnetizzate", e induzione di stati di coscienza alterati, che egli chiamava sonnambulismo artificiale, e che possono essere considerati precursori dell'ipnosi. Per spiegare meglio le operazioni da eseguire durante la cura, scrisse un saggio Mémoire sur la découverte du magnétisme animal (Memoria sulla scoperta del magnetismo animale, 1779). Per fare luce sulle sue controverse pratiche, nel 1784 il re Luigi XVI nominò una commissione di indagine composta da grandi scienziati tra cui Antoine Lavoisier e Benjamin Franklin (che all'epoca era in visita in Europa), che dopo alcuni mesi di indagini e di esperimenti condotti con l'assenso di un allievo di Mesmer giunse alla conclusione che gli apparenti benefici della terapia fossero dovuti esclusivamente a quello che oggi chiamiamo effetto placebo. Il rapporto della commissione anticipa la maggior parte dei metodi e delle tecniche usati ancora oggi nelle indagini sui presunti fenomeni paranormali e sulle medicine alternative. Le sue teorie (mesmerismo) diedero vita a importante movimento tra la fine del '700 e la prima metà dell'800, ma furono sempre smentite dalla comunità scientifica, in quanto ritenute prive di ogni fondamento scientifico e del tutto inefficaci sul piano terapeutico. Stefan Zweig scrisse una sua biografia nella raccolta "Die Heilung durch den Geist". Un'altra testimonianza dell'interesse che il mesmerismo suscitò all'epoca è rappresentata dal racconto di Edgar Allan Poe La verità sul caso del signor Valdemar. Mesmer morì nel 1815, quasi dimenticato. Alchimia![]() « L'alchimia serve a separare il vero dal falso » (Teofrasto Paracelso) « Ogni legge scientifica è il relitto di un sogno mitologico » (Nietzsche) L'Alchimista di Carl SpitzwegL'alchimia è un'antica pratica protoscientifica che combina elementi di chimica, fisica, astrologia, arte, semiotica, metallurgia, medicina, misticismo e religione. Il pensiero alchemico è considerato da molti il precursore della chimica moderna prima della nascita del metodo scientifico. Vi sono tre grandi obiettivi che si proponevano gli alchimisti: conquistare l'onniscienza creare la panacea universale, un rimedio cioè per curare tutte le malattie, per generare e prolungare indefinitamente la vita trasmutare i metalli in oro o argento. La pietra filosofale, sostanza di tipo etereo (che potrebbe essere una polvere, un liquido o una pietra), era la chiave per realizzare questi obiettivi. L'alchimia, oltre ad essere una disciplina fisica e chimica, implicava un'esperienza di crescita ed un processo di liberazione e di salvezza dell'artefice dell'esperimento. In quest'ottica la scienza alchemica veniva sacralizzata e ricondotta ad un tipo di conoscenza metafisica e filosofica, assumendo connotati mistici e soteriologici, cosicché i processi e i simboli alchemici possiedono sovente un significato interiore relativo allo sviluppo spirituale in connessione con quello prettamente materiale della trasformazione fisica. Il termine alchimia deriva dall'arabo al-kimiya o al-khimiya (الكيمياء o الخيمياء), che è probabilmente composto dall'articolo al- e la parola greca khymeia (χυμεία) che significa "fondere", "colare insieme", "saldare", "allegare", ecc. (da khumatos, "che è stato colato, un lingotto"). Un'altra etimologia collega la parola con Al Kemi, che significa "l'arte egizia", dato che gli antichi Egiziani chiamavano la loro terra Kemi ed erano considerati potenti maghi in tutto il mondo antico. Il vocabolo potrebbe anche derivare da kim-iya, termine cinese che significa "succo per fare l'oro". Per comprendere l'alchimia, bisogna considerare come la conversione di una sostanza in un'altra, che formò la base della metallurgia fin dal suo apparire verso la fine del Neolitico, appariva, in una cultura senza alcuna conoscenza formale di fisica o chimica, come un'opera magica. Nei tempi remoti, una fisica priva di una componente metafisica sarebbe stata parziale ed incompleta al pari di una metafisica sprovvista di manifestazione fisica. Pertanto, per gli alchimisti non vi fu ragione alcuna di separare la dimensione materiale da quella simbolica o filosofica. La trasmutazione dei metalli di base in oro (ad esempio con la pietra filosofale o grande elisir o quintessenza o pietra dei filosofi o tintura rossa) simbolizza un tentativo di arrivare alla perfezione e superare gli ultimi confini dell'esistenza. Gli alchimisti credevano che l'intero universo stesse tendendo verso uno stato di perfezione, e l'oro, per la sua intrinseca natura di incorruttibilità, era considerato la più perfetta delle sostanze. Era anche logico pensare che riuscendo a svelare il segreto dell'immutabilità dell'oro si sarebbe ottenuta la chiave per vincere le malattie ed il decadimento organico; da ciò l'intrecciarsi di tematiche chimiche, spirituali ed astrologiche che furono caratteristiche dell'alchimia medievale. La scienza dell'alchimia ebbe inoltre una notevole evoluzione nel tempo, iniziando quasi come un'appendice metallurgico-medicinale della religione, maturando in un ricco coacervo di studi, trasformandosi nel misticismo ed alla fine fornendo alcune delle fondamentali conoscenze empiriche nel campo della chimica e della medicina moderne. Fino al XVIII secolo, l'alchimia era considerata una scienza seria in Europa; per esempio, Isaac Newton impiegò molto più tempo allo studio dell'alchimia piuttosto che a quello dedicato all'ottica o alla fisica, per le quali divenne famoso. Tuttavia Newton mantenne sempre un notevole riserbo intorno ai suoi studi alchemici, e non pubblicò mai opere sull'argomento. Fu l'economista John Maynard Keynes che nel 1936 rese pubblici manoscritti newtoniani sull'alchimia, dei quali era entrato in possesso ad un'asta. Altri eminenti alchimisti del mondo occidentale furono Ruggero Bacone, San Tommaso d'Aquino, Tycho Brahe, Thomas Browne, ed il Parmigianino. Il declino dell'alchimia iniziò nel XVIII secolo con la nascita della chimica moderna, che fornì una più precisa e reale struttura per le trasmutazioni della materia, e la medicina, con un nuovo grande disegno dell'universo basato sul materialismo razionale. La storia dell'alchimia è diventata un prolifico campo per speculazioni accademiche. Via via che l' ermetico linguaggio degli alchimisti andava gradatamente decifrato, gli storici hanno cominciato a trovare connessioni intellettuali tra quella disciplina ed altre componenti della storia culturale occidentale, come le società mistiche, del tipo di quella dei Rosacroce, la stregoneria e naturalmente l'evoluzione della scienza e della filosofia. L'opus alchemicum per ottenere la pietra filosofale avveniva mediante sette procedimenti, divisi in quattro operazioni, Putrefazione, Calcinazione, Distillazione e Sublimazione, e tre fasi, Soluzione, Coagulazione ed Unione. Attraverso queste operazioni la "materia prima", mescolata con lo zolfo ed il mercurio e scaldata nella fornace (atanor), si trasformerebbe gradualmente, passando attraverso vari stadi, contraddistinti dal colore assunto dalla materia durante la trasmutazione. Il numero di queste fasi, variabile da tre a dodici a seconda degli autori di trattati alchimistici, è legato al significato magico dei numeri. I tre stadi fondamentali sono: Nigredo o opera al nero, in cui la materia si dissolve, putrefacendosi; Albedo o opera al bianco, durante la quale la sostanza si purifica, sublimandosi; Rubedo o opera al rosso, che rappresenta lo stadio finale. Il concetto di sulphur et mercurius Si tratta, letteralmente, di "zolfo e mercurio", cioè, nel linguaggio simbolico dell'alchimia, di due essenze primordiali visti nel quadro di un sistema dualistico che ritiene qualsiasi materiale come miscela di questi due componenti, vale a dire di un elemento "in combustione" (zolfo) e di uno "volatile" (mercurio), dotati di gradi diversi di purezza e in un diverso rapporto di mescolanza tra loro. Da Paracelso (1493-1541) venne poi aggiunto un terzo elemento, il sal (il sale), che doveva costituire la tangibilità: quando il legno è in combustione, la fiamma prende origine dal sulphur, il mercurius trapassa in evaporazione, mentre il sal ne è la cenere residua. Simboli alchemici L'universo alchemico è pervaso di simboli, che, intrecciandosi in mutue relazioni, permeano le varie operazioni e gli ingredienti costitutivi del processo per ottenere la pietra filosofale. Così per esempio l'oro e l'argento acquisiscono nell'iconografia alchemica i tratti simbolici del Sole e della Luna, della luce e delle tenebre e del principio maschile e femminile, che si uniscono nella coniunctio oppositorum della Grande Opera. Simboli astrologici Simboli da un libro sull'alchimia del XVII secolo. I simboli utilizzati hanno una corrispondenza univoca con quelli utilizzati nell'astrologia del tempo.Gli elementi cosmici avevano grande importanza non solo per la loro influenza sui processi alchemici, ma anche per il parallelismo che li legava agli elementi naturali, in base alla credenza che "ciò che sta in basso è come ciò che sta in alto". Tradizionalmente, ognuno dei sette corpi celesti del sistema solare conosciuti dagli antichi era associato con un determinato metallo La lista del dominio dei corpi celesti sui metalli è la seguente: Il Sole governa l'Oro La Luna è connessa con l'Argento Mercurio, Mercurio Venere, Rame Marte, Ferro Giove, Stagno Saturno, Piombo Sia i metalli che i corpi celesti erano in relazione con l'anatomia umana e le sette viscere dell'uomo. Simboli animali Nelle illustrazioni dei trattati medievali e di epoca rinascimentale compaiono spesso figure animali e fantastiche. I tre principali stadi attraverso i quali la materia si trasformava, la nigredo, l'albedo e la rubedo erano rispettivamente simboleggiati dal corvo, dal cigno e dalla fenice. Quest'ultima, per la sua capacità di rinascere dalle proprie ceneri, incarna il principio del "nulla si crea e nulla si distrugge", tema centrale della speculazione alchimistica. Inoltre, era sempre la fenice a deporre l'uovo cosmico, che a sua volta raffigurava il contenitore in cui era posta la sostanza da trasformare. Anche il serpente ouroboros, che si mangia la coda, ricorre spesso nelle raffigurazioni delle opere alchemiche, in quanto simbolo della ciclicità del tempo e del "Uno il Tutto" ("En to Pan"). Nel contesto delle idee del Cinquecento è impossibile delimitare una disciplina scientifica dall'altra, come anche tracciare molte linee di separazione tra il complesso delle scienze da un lato e la riflessione speculativa e magico-astrologica dall'altro. In questo periodo magia e medicina, alchimia e scienze naturali e addirittura astrologia e astronomia operano in una sorta di simbiosi, legate le une alle altre in modo spesso inestricabile. Agli inizi del XVI secolo uno dei maggiori interpreti di questo coacervo di discipline scientifiche fu il medico, astrologo, filosofo e alchimista Heinrich Cornelius Agrippa von Nettesheim, 1486-1535. Costui credeva di essere un mago e di essere capace di evocare gli spiriti. La sua influenza fu di modesta entità, ma come Flamel, produsse opere, fra le quali il De occulta philosophia, alle quali fecero riferimento tutti gli alchimisti posteriori. Ancora come Flamel fece molto per cambiare l'alchimia da una filosofia mistica ad una magia occultista. Inoltre mantenne vive le filosofie degli antichi alchimisti, che includevano scienza sperimentale, numerologia, ecc., aggiungendovi la teoria magica, che rinforzava l'idea di alchimia come credenza occultista. Il nome più importante di questo periodo è, senza dubbio, Paracelso, (Theophrastus Bombastus von Hohenheim, 1493-1541), il quale diede una nuova forma all'alchimia, spazzando via un certo occultismo che si era accumulato negli anni e promuovendo l'utilizzo di osservazioni empiriche ed esperimenti tesi a comprendere il corpo umano. Rigettò le tradizioni gnostiche e le teorie magiche, pur mantenendo molto delle filosofie ermetiche, neoplatoniche e pitagoriche. Per Paracelso l'alchimia era la scienza della trasformazione dei metalli reperibili in natura per produrre composti utili per l'umanità. La iatrochimica di Paracelso era basata sulla teoria che il corpo umano fosse un sistema chimico nel quale giocano un ruolo fondamentale i due tradizionali principi degli alchimisti, e cioè lo zolfo ed il mercurio, ai quali lo scienziato ne aggiunse un terzo: il sale. Paracelso era convinto che l'origine delle malattie fosse da ricercare nello squilibrio di questi principi chimici e non dalla disarmonia degli umori, come pensavano i galenici. Quindi, secondo lui, la salute poteva essere ristabilita utilizzando rimedi di natura minerale e non di natura organica. Anche molti artisti, come per esempio il Parmigianino, e persino personalità politiche del periodo si interessarono all'alchimia. Tra questi: Caterina Sforza e suo nipote Cosimo I de' Medici, che nel suo Studiolo di Palazzo Vecchio fece dipingere allegorie alchimistiche da Giovanni Stradano. Alchemik Michał Sędziwój, olio su tavola di Jan Matejko, 73 x 130 cm, Museo delle Arti di LodzIn Inghilterra, l'alchimia nel XVI secolo è spesso associata al dottor John Dee (1527-1608), meglio conosciuto per il suo ruolo di astrologo, crittografo ed in generale "consulente scientifico" della regina Elisabetta I d'Inghilterra. Dee si interessò anche di alchimia tanto da scrivere un libro sull'argomento (Monas Hieroglyphica, 1564) influenzato dalla Cabala. Sciamanesimo![]() Sciamanesimo, in antropologia culturale, è un termine che indica l'insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo, di società animiste non alfabetizzate, imperniato intorno ad una particolare figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo sciamano.
Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche tradizionali che comprende la capacità di diagnosticare e curare malattie, nonché tutti i possibili problemi della comunità e del singolo, dal come procurarsi il cibo al come sbarazzarsi dei nemici. Ciò attraverso l'asserita capacità dello sciamano di "viaggiare" in stato di trance nel mondo degli spiriti e di utilizzare i loro poteri. È questa la principale caratteristica dello sciamano che lo contraddistingue da altre forme di guaritore. Lo sciamanesimo è un'antichissima pratica transculturale che presenta caratteri distintivi ben precisi e comuni, all'interno di una struttura flessibile, capace cioè di adattarsi a diverse culture e religioni. Secondo svariati dizionari etimologici, la parola sciamano (per la prima volta attestata nel 1698) sarebbe entrata nell'italiano dall'inglese shaman, questo (attraverso lingue slave e germaniche) dal tunguso šaman, a sua volta dal pali samana, derivato dal sanscrito sramana che significa "saggio". Da notare la radice indoeuropea sa- legata al verbo "sapere". La figura dello sciamano Un tamburo sciamano in cui è rappresentata la cosmologia sciamanica.La figura dello sciamano nasce nelle società primitive con lo scopo di risolvere problematiche di base per la sopravvivenza di qualsiasi società, ovvero: salute riproduzione sussistenza. Secondo queste società primitive, in ultima istanza, erano gli spiriti ultraterreni a determinare la sorte e gli avvenimenti terreni; ogni problema poteva perciò essere risolto solo da qualcuno che avesse la capacità ed i mezzi per entrare in contatto con tali spiriti, affrontando un "viaggio" ultraterreno nel loro mondo, trovando lì la soluzione ai problemi. Questo è lo sciamano, un "ponte" tra il mondo terreno e quello ultraterreno. Secondo la cultura sciamanica, non si può diventare sciamani per scelta o per semplice iniziazione, ma si deve ricevere una "chiamata" da parte degli "spiriti" e a questa chiamata non si può rispondere negativamente. Detto ciò, è comunque possibile che alcune culture prevedano un qualche tipo di iniziazione per lo sciamano. Per chi la riceve, la "chiamata" è spesso un dramma: essa ne sconvolge la vita e ne mina seriamente la stabilità e l'integrità fisico-psichiche; il chiamato ne farebbe volentieri a meno. Tuttavia, il non accettare, sempre secondo la tradizione sciamanica, avrebbe conseguenze molto più gravi, che potrebbero portarlo fino alla follia ed alla morte. Generalmente nello sciamanesimo classico, gli sciamani sono di sesso maschile, ma esistono anche sciamani di sesso femminile ed il loro numero aumenta man mano che ci si avvicina ai gruppi sedentari, soprattutto nelle società agricole e contadine (p. es. Uzbeki e Tagiki, ma anche Estremo Oriente e Sudest asiatico). Il loro ruolo però è generalmente più marginale rispetto a quello degli sciamani maschi perché, sempre secondo la tradizione sciamanica, il "viaggio" dello sciamano di sesso maschile sarebbe di ben più ampio respiro, avrebbe un raggio d'azione molto più vasto e la sua azione sarebbe molto più potente. Le sciamane (dove esistono) sarebbero invece generalmente più "specializzate" in quelle cure che prevedono l'uso dell'erboristeria. Lo sciamano, diversamente da quanto succede per il sacerdote o il re, non deriva da un'istituzione, ma ha base empirica, possiede facoltà innate o trasmesse e, a differenza invece dello stregone-medico, ha un comportamento di carattere estatico, in trance è ponte fra le energie spirituali e quelle terrene, un canale della volontà divina e delle forze della natura che mette a disposizione dell'umanità attraverso l'amore e la comprensione. Durante l'estasi si impadronisce di lui una forza (che può essere concepita sia dinamisticamente come impersonale, sia animisticamente come spirito o demone): con questo aiuto lo sciamano influisce sulla vita dei compagni. Il legame fra lo sciamano e il potere che lo invade è molto stretto, perde la sua personalità e diventa temporaneamente l'"altro". Sciamani dell'America settentrionale e della Groenlandia portano maschere proprio per sottolineare questo significato. Non sempre tutto questo viene sentito come un dono ma anche temuto come la morte, per la sua potenza. Alcune culture sciamaniche fanno risalire le loro origini alle donne, per esempio lo sciamanesimo che opera tramite l'aquila oppure in Cile, dove le sciamane Mapuche da 25.000 anni praticano guarigioni seguendo la luna. Addirittura presso i Ciukci dell'Asia settentrionale o i Daiaki delle coste della Malesia, lo sciamano si "trasforma" a volte in donna e come tale si sposa. Gli Sciamani sono protettori della mitologia dei raccoglitori – cacciatori (la cui vita era basata sull'economia di sussistenza, sulla predizione e sul rapporto diretto con la natura) con un ruolo fondamentale sull'evoluzione delle società di cui facevano parte. Le regole fondamentali della pratica sciamanica sono il rispetto dell'individualità e della libertà di ogni singolo individuo; divieto per lo sciamano è nuocere a sé e agli altri, mancare di rispetto alla Madre Terra e a qualsiasi espressione di vita, nonché ricevere compensi in denaro. Aspetto significativo della "cura" nella credenza sciamanica è che la guarigione è sia fisica che psichica. Parte della psichiatria moderna attribuisce le eventuali guarigioni ad ipnosi o autoipnotismo o anche ad ipnotismo collettivo. Gli strumenti musicali, per esempio, con il frastuono violento che spesso accompagna queste pratiche, "strappano" il guaritore ed il paziente dalla loro solita esistenza, con funzione terapeutica. Diffusione Lo sciamanesimo, originariamente legato alle culture di cacciatori-raccoglitori, appare diffuso quasi ovunque nel mondo, dall'Australia alle Americhe con caratteristiche comuni. Lo sciamanesimo non è presente nel continente africano[senza fonte], né presso le società di coltivatori di Melanesia e Nuova Guinea e neppure nelle zone delle grandi civiltà dell'antichità, come quella cinese, le grandi civiltà del Mediterraneo, quelle mesoamericane e andine. Presso le grandi civiltà è possibile che sia originariamete esistito, ma che poi sia stato rimosso. In Africa, invece, dove è presente un'altra figura, quella dello stregone, non vi è alcuna traccia di sciamanesimo, nemmeno le più antiche pitture rupestri forniscono alcuna indicazione in proposito (nonostante vi siano ipotesi occasionali di segno contrario).[senza fonte] Sepolture in caverne del nord dell'Iraq, a Shanidar, datate 150.000 anni fa, come petroglifi di 7000 anni fa del Nord America, recano tracce di riti sciamanici. Particolarmente radicato appare invece in Asia, specialmente in Siberia, dove non c'è o è stata minima la sovrapposizione di altre culture; lo sciamanesimo siberiano è pertanto considerato dagli studiosi quello classico, il più puro. Sappiamo che lo Stretto di Bering, spesso ghiacciato, era l'itinerario seguito dai cacciatori del paleolitico (homo sapiens sapiens) per penetrare nel continente americano; dal sud-est dell'Asia penetrano fino in Australia, 53.000 anni prima della nostra era e gli attuali aborigeni sono i diretti discendenti. Pratiche sciamaniche si ritrovano quasi ovunque: presso i Ciukci, gli Inuit, gli Yupik, i Samoiedi, i Cumani, i Tartari e i Mongoli, i Buriati, i Daigate del Borneo, in Oceania, nel Sud-Est Asiatico, in India, Tibet, Giappone e nel continente americano ma si hanno anche forme più "raffinate" come presso gli Yoag Indiani, oppure i Berserkr germanici che infuriano durante le battaglie o addirittura gli eroi invasati dallo spirito di Jahvè nell'antico Testamento (Gedeone e Saul che è poi messo fra i profeti). Riti sciamanici avevano continuato ad essere praticati nel corso della storia in Cina: la loro presenza è confermata dalle fonti storiche Han, secondo cui numerosi sciamani che abitavano il territorio cinese nel III secolo a.C. erano invitati dagli imperatori per la costruzione di altari e templi nella capitale. Nonostante l’ostilità dei funzionari di corte essi mantennero un ruolo importante per oltre un millennio fino all’emanazione di un editto del 1023 che rimandava gli sciamani nelle loro province d’origine, decretando l’abbattimento dei loro altari; in un’epoca in cui lo stato si era ormai completamente confucianizzato lo sciamanesimo venne abolito dalla corte, continuando però ad essere praticato a livello popolare fino ai giorni nostri, seppur con una estensione molto minore. [1] Gli indigeni della Nuova Guinea, sotto l’effetto di alcune droghe, erano convinti di entrare in contatto con i parenti defunti: il problema che sorgeva era che un morto tornato tra i vivi cambiava il proprio carattere, così da buono sarebbe potuto divenire cattivo e viceversa; questo cambiamento era alla base dei riti funerari, tesi a prevenirlo o ad assecondarlo. I Roro della Nuova Guinea inscenavano una strana cerimonia per richiamare al villaggio gli spiriti dei morti, considerandoli loro alleati. [2] Esistono diverse teorie per spiegare la diffusione quasi globale dello sciamanesimo, le principali sono: La cosiddetta teoria diffusionista, ipotizza che il fenomeno, nato presso un popolo, si sia diffuso da un popolo all'altro, da un luogo all'altro. La teoria della derivazione da una fonte comune, ipotizza cioè che ogni popolazione abbia attinto alla stessa fonte. La cosiddetta teoria strutturalista, ipotizza che il fenomeno sia sorto contemporaneamente in vari luoghi e presso varie popolazioni perché innato nella struttura mentale umana. Probabilmente (come spesso accade) il giusto sta nel mezzo e cioè che tutte e tre le teorie sono valide e non incompatibili, quindi si possono integrare tra loro. Elementi fondamentali caratterizzanti Secondo l'antropologia ufficiale, gli elementi fondamentali caratterizzanti dello sciamano, comuni a tutti i luoghi ove la credenza sciamanica si sia diffusa e pressoché identici dall'Australia alle Americhe, all'Asia, sono: La chiamata sciamanica. Lo sciamano, prima di diventare sciamano, asserisce di ricevere una "chiamata" da parte degli "spiriti", alla quale non può rifiutarsi di rispondere positivamente. Il viaggio sciamanico. Un "viaggio" mentale, onirico nel "mondo degli spiriti", che lo sciamano compie alla propria investitura e successivamente, con modalità differenti (a volte anche per mezzo di allucinogeni), ad ogni suo intervento volto a risolvere problemi propri, della comunità o di singoli. Le fasi caratteristiche del "viaggio" sono: trance (stato psichico alterato che in alcuni casi viene raggiunto tramite l'uso di allucinogeni e che permane per tutta la durata del "viaggio"), metamorfosi, lo sciamano si trasforma (durante il viaggio, quindi in sogno) nell'animale che lo protegge e da cui deriva il proprio potere. combattimento (compie durante il viaggio combattimenti contro gli spiriti ed altri sciamani). ritorno (lo sciamano "rientra" dal "viaggio" con la soluzione al problema) Anargirismo, ovvero il divieto per lo sciamano di ricevere compensi in denaro (pena la perdita del potere sciamanico). Andromeda è più vicina ROMA, 5 GEN - La nostra galassia, la Via Lattea, ha molte piu' probabilita' di collidere con la galassia Andromeda rispetto a quanto calcolato finora.Il rischio e' puramente teorico e riguarda anche la collisione con altre galassie vicine. Secondo un gruppo di ricerca del Centro per l'astrofisica Harvard-Smithsonian,il motivo e' dovuto alla velocita' di rotazione e al peso della via Lattea che sarebbero molto piu' alti di quanto ritenuto in precedenza. Il gruppo sta rielaborando la mappa della Via Lattea. 19 dicembre Aiuto, gli alieni mi bombardano la casaMeteore gli colpiscono casa e pensa a complotto alienoLa fortuna sarà pure cieca ma la sfiga ci vede e pure bene. Un bosniaco di Gornja Lamovite, cittadina nel nord del Paese, ritiene di essere vittima dei dispetti degli alieni. Negli ultimi anni, infatti, la sua casa è stata colpita e danneggiata dai meteoriti in cinque diverse occasioni. Ma gli alieni forse non centrano - L'uomo, il signor Radivoje Lajic, per supportare con dati scientifici le proprie paranoie ha persino portato all'Università di Belgrado il materiale roccioso proveniente dallo spazio. Gli esami condotti dagli esperti sui campioni hanno confermato si tratta comunque di vere e proprie rocce di origine meteorica. Niente sembra tuttavia supportare la tesi siano state lanciate contro la casa del bosniaco dai dispettosi extraterrestri. Tutta colpa di un’insolita anomalia magnetica - Gli scienziati sospettano che la causa possa essere in realtà una insolita anomalia magnetica. Inutile dire che Lajic la pensa in modo diverso. "Sono stato ovviamente preso di mira dagli extraterrestri - ha spiegato ai tanti giornalisti che lo hanno voluto intervistare -. Non so cos'ho fatto per irritarli, ma non c'è altra spiegazione. Il rischio di essere colpito da un meteorite è talmente piccolo che cinque volte di fila può essere solo un gesto deliberato". tiscali.notizie Scoperta fonte d'acqua ai confini dell'universo |
COSTITUISCE OLTRE IL 70% DELL'UNIVERSO - Questa forma di energia battezzata oscura perché non se ne conosce la natura riempie il 73 per cento dell’Universo, un altro 23 per cento è costituito da materia oscura, altrettanto da spiegare, mentre il restante 4 per cento è ciò che i nostri occhi e i satelliti vedono, cioè stelle, galassie e pianeti. La scoperta dell’energia oscura è recente e risale a dieci anni fa quando gli astronomi si sono resi conto di una forza che agiva in controtendenza rispetto alla gravità, fino allora incontrastata dominatrice del cosmo. In pratica si è visto che invece di rallentare la loro fuga secondo le regole dell’espansione, alcune galassie tendevano ad accelerare la corsa come se qualcosa le attirasse prepotentemente.
«L'ERRORE» DI EINSTEIN- L’idea teorica l’aveva avuta Einstein inventando la costante cosmologica per far quadrare i suoi conti sulla relatività generale e allo scopo di contrastare gli effetti della gravità. Ma pur avendola concepita non l’accettava definendola «il mio più grande errore». In realtà non sbagliava affatto e l’intuizione si dimostrava giusta alla fine degli anni Novanta del secolo scorso quando nel gennaio 1998 Saul Perlmutter dell’Università di Berkeley confermava gli indizi della strana energia.
LA PROVA - Ma raccogliere prove definitive è impresa ardua e da allora si lavora. Finalmente un passo importante si è compiuto con il satellite Chandra che scandaglia il cielo raccogliendo i raggi X lanciati dagli astri. E la prova dell’azione dell’energia sta nella constatazione che il cluster Abell 85 negli ultimi sette miliardi di anni non è evoluto ma è rimasto sempre uguale come se qualcosa gli impedisse di crescere. «Questo risultato potrebbe essere spiegato come l’arresto nello sviluppo dell’universo» precisa Alexey Vikhlinin del centro bostoniano. Conoscere la natura dell’energia oscura è uno dei più grandi problemi della scienza . Gli astronomi per iniziare a spiegarla immaginano due ipotesi: una modifica alla teoria della relatività generale di Einstein o l’accettazione della costante cosmologica secondo la quale c’è una densità dell’energia costante che riempie in modo omogeneo lo spazio. Le osservazioni di Chandra confermano la seconda possibilità e danno ragione a Einstein, anche contro il suo parere.
PRIMO TENTATIVO - Già all'inizio di quest'anno, come viene riportato dal New Scientist, Jack Gallant e suoi colleghi
della University of California di Berkeley, avevano dimostrato che potevano capire con precisione quale immagine all'interno di un gruppo veniva osservata da una persona, basandosi soltanto su una «scansione» del suo cervello. Ciò era reso possibile da un software che confrontava l'attività cerebrale durante l'osservazione in questione con quella registrata durante l'osservazione di immagini «test».
LETTURA «AL BUIO»- Ora però un team di ricercatori giapponesi guidati da Yukiyasu Kamitani, dell'ATR Computational Neuroscience Laboratories di Kyoto, è andato un passo più in là. Il suo gruppo, basandosi sull'attività cerebrale registrata dalla risonanza magnetica funzionale è riuscito a «ricreare» una vera e propria fotografia in bianco e nero di ciò che il cervello stava osservando senza bisogno di immagini test sulle quali effettuare la comparazione. «Analizzando i segnali nervosi nel momento in cui l'immagine veniva vista siamo riusciti a ricostruirla» ha detto Kamitani. Ciò significa, secondo il ricercatore, che la capacità di leggere nella mente , almeno in teoria, è potenzialmente utilizzabile per «leggere» qualsiasi cosa che qualcuno stia pensando senza una conoscenza precedente di ciò di cui si potrebbe trattare. «E' stupefacente» ha commentato sul sito del New Scientist John-Dylan Haynes del the Max Planck Institute for Human Cognitive and Brain Sciences di Lipsia. «Si tratta davvero di un passo avanti importantissimo». La ricerca degli scienziati giapponesi è stata pubblicata sull'accreditata rivista scientifica «Neuron».
CHE COS'È LA MAGNETOSFERA - La magnetosfera terrestre, hanno spiegato i ricercatori americani, è come un enorme e impalpabile bozzolo che circonda il nostro pianeta, formando un prezioso scudo protettivo in quanto deflette le radiazioni cosmiche provenienti sia dal Sole, sia da altre lontani sorgenti cosmiche. Senza di essa la vita sulla Terra non sarebbe potuta nascere. La magnetosfera è generata dal campo magnetico terrestre, ma la sua configurazione, al contrario di quella di una normale calamita, non è stabile, bensì dinamica: cambia in continuazione a seconda del suo interagire con il campo magnetico solare e con il vento solare. Conoscere esattamente la forma, le dimensioni e l'orientamento della magnetosfera terrestre è fondamentale per prevedere se e quando una parte delle radiazioni cosmiche arriveranno fino a terra, penetrando attraverso l'atmosfera, col rischio di fare andare in tilt i numerosi sistemi elettrici ed elettronici che governano le comunicazioni, le reti di distribuzione dell'energia elettrica, i sistemi di posizionamento tipo gps, eccetera. La consapevolezza dei buchi scoperti dai satelliti Themis aiuterà a raffinare queste previsioni, migliorando la cosiddetta «meteorologia spaziale», così definita per similitudine a quella atmosferica.
Franco Foresta Martin
L'AUMENTO DEL LIVELLO DEL MARE - Secondo un altro scienziato, Jay Zwally, i ghiacci sciolti in Groenlandia fanno aumentare il livello dei mari di circa mezzo millimetro all'anno. Considerando anche l'Antartide e l'Alaska negli ultimi cinque anni il livello dei mari è aumentato a livello globale di circa mezzo centimetro. Altri due studi che saranno presentati alla conferenza di San Francisco dimostrano come il disgelo in Alaska e Siberia causi anche il rilascio nell'atmosfera di metano, il secondo gas serra più potente.
Un professore dell'Università dell'Alaska, Igor Semiletov, stima che rispetto all'inizio degli anni 90 il livello di metano che arriva in superficie nel mare della Siberia orientale e nel mare di Laptev, nell'oceano Artico, è dieci volte più alto. La quantità di metano che rischia di essere rilasciato dal fondo dei mari e dei laghi ghiacciati di quella regione, secondo Semiletov, «dovrebbe allarmare le persone» perché potrebbe far aumentare drammaticamente il surriscaldamento globale.
L'ESPLORAZIONE - Gli strumenti della sonda hanno scandagliato a più riprese la sua superficie raccogliendo i dati necessari per arrivare all’interessante conclusione. I vulcani titaniani eruttano acqua, metano e ammoniaca; infatti si ritiene che la misteriosa luna sempre ricoperta da una coltre di nubi come Venere ospiti vasti laghi di metano liquido. Se la sonda Cassini è stata inviata per indagare il pianeta inanellato, tra i suoi altri importanti obiettivi vi sono le indagini sulle sue numerose lune e in particolare Titano. Infatti la sonda della Nasa ospitava a bordo una capsula dell’agenzia spaziale Esa che è scesa per la prima volta alla superficie il 15 gennaio 2005 trasmettendoci le immagini di un ambiente roseo e popolato da massi ghiacciati, almeno nella zona dell’atterraggio appesa ad un paracadute. La sonda era dotata anche di un microfono capace di raccogliere il soffio del vento che abbiamo ascoltato al centro di controllo Esoc in Germania, mentre scendeva tra le nubi quando era in prossimità del suolo.
COME LA TERRA - Una missione bellissima questa dell’Esa battezzata Huygens per ricordare il nome dello scopritore della straordinaria luna nel 1655 e che ora si trova nelle condizioni in cui era la Terra alle sue origini. Ed è per questa ragione che da tempo suscita interesse e che l’Esa decise di realizzare la capsula per indagare direttamente le condizioni atmosferiche e ambientali pre-biotiche, come dicono gli scienziati. Ciò vuol dire che ha tutti gli ingredienti primordiali dai quali potrebbe evolvere la vita. Adesso infatti ci sono molte discussioni su come continuare quell’esplorazione. Ma ciò che lascia perplessi è la temperatura alla sua superficie che è intorno a 180 gradi sotto zero, decisamente troppo fredda per certi processi biologici; ma non è detto. In questo supergelido ambiente ricadono i getti ghiacciati dei criovulcani che dimostrano una cosa importante e cioè che il suo mondo interno è attivo e caldo e dunque è proprio questo aspetto potrebbe essere un elemento favorevole alla vita.
OCEANI NASCOSTI? - Altrettanto, ad esempio, si immagina per la luna Europa di Giove che pur essendo ricoperta dai ghiacci avendo scoperto sotto la loro coltre possibili oceani liquidi, questi sarebbero mantenuti tali da un cuore caldo e forse alimentare processi biologici tra i flutti nascosti dai ghiacci. Tra l’altro la missione di Cassini/Huygens che ha prodotto i risultati appena presentati è realizzata pure con la collaborazione dell’Asi, di numerosi scienziati italiani e dell’industria nazionale che ha preparato oltre a vari strumenti (Selex ) anche l’antenna parabolica e i sistemi di trasmissione (Thales Alenia Space) dai quali ci arrivano tutti queste meravigliose informazioni che rifanno la storia del sistema solare.
Il pianeta in questione porta la sigla HD 189733b (la stella attorno a cui ruota ha la stessa denominazione senza la b finale). Ha la taglia del nostro Giove ed è molto caldo e quindi la vita è da escludere, almeno nelle sembianze terrestri. Con la fantasia l’astronomo Carl Sagan aveva però immaginato che forse tra le nuvole gioviane potessero aleggiare forme vitali simili alle meduse: ma era ovviamente una fuga fantastica senza prove. Giovanni Tinetti si occupa di indagare le atmosfere dei pianeti extrasolari già scoperti per identificare eventuali condizioni ideali per la vita. E il pianeta su cui ha concentrato le sue attenzioni distante 63 anni luce dalla Terra, continua a regalarle grandi soddisfazioni.
Ora le osservazioni sono state condotte con il telescopio spaziale Hubble (nato dalla collaborazione tra Nasa ed Esa) nell’ambito di una collaborazione internazionale. E scrutando con lo strumento all’infrosso Nicmos, nella coltre atmosferica si sono individuate molecole di anidride carbonica e monossido di carbonio. Il rilevamento è stato compiuto mentre il pianeta transitava davanti alla stella madre ogni 2,2 giorni. Cercare e trovare dei “biomarkers” come sono l’acqua o l’anidride carbonica è importante nella caccia al gemello della Terra. “Nei pianeti del nostro sistema solare – commenta Giovanna Tinetti – l’anidride carbonica gioca un ruolo cruciale per la stabilità del clima.
Sulla Terra la CO2 è uno degli ingredienti della fotosintesi e un elemento chiave del ciclo del carbonio. Le nostre osservazioni costituiscono una grande opportunità di conoscere il ruolo della CO2 nelle atmosfere calde dei pianeti del tipo di Giove”. Tutto questo per il momento. La CO2 è frutto dei meccanismi naturali ma anche dell’attività umana. Quando si troverà su pianeti extrasolari rocciosi e simili alla Terra allora sarà interessante scoprine la sua vera origine.
2 PIANETI EXTRASOLARI - Al secondo posto Science ha messo i cosiddetti «exoplanets». Per la prima volta nel 2008 gli astronomi hanno osservato direttamente pianeti orbitanti al di fuori del sistema solare, grazie a speciali tecniche telescopiche in grado di distinguere la debole luce dei pianeti da quella più forte dei loro «astri di riferimento».
3- «CATALOGO DEI GENI TUMORALI - Al terzo posto, ma da qui in poi non si tratta di una vera e propria graduatoria bensì solo di un elenco, sottolinea la rivista, si trova l'espansione del «catalogo» dei geni implicati nei tumori. Fra questi da segnalare quelli relativi al gliobast0ma, e al tumore pancreatico
4- NUOVI SUPERCONDUTTORI - Nel 2008 sono stati scoperti nuovi materiali capaci di condurre elettricità senza resistenza e ad altissime temperature basati su materiali «ferrosi ».
5- PROTEINE AL LAVORO- Nell'anno ancora in corso gli scienziati hanno avuto molte sorprese osservando le proteine «al lavoro», mentre cioè si legano ai recettori delle cellule e ne modificano lo stato metabolico, contribuendo a determinare le proprietà dei tessuti.
6- ENERGIE RINNOVABILI- Riconosciuta anche l'importanza di nuove tecniche per immagazzinare l'eccesso di energia elettrica prodotto da celle solari o le centrali eoliche
7- VIDEO EMBRIONALE - Immagini stupefacenti sono arrivati da video dettagliati come mai prima d'ora, dello sviluppo embrionale. E' stato possibile registrare e analizzare la formazione di un tipo animale utilizzato a fini di ricerca, lo «zebrafish» dal primo giorno dopo il concepimento fino al completamento dell'intero organismo.
8- GRASSO «BUONO»- Nella lotta all'obesità un grande progresso potrebbe essere rappresentato dalla nuovo conoscenze sulle caratteristiche e sulla funzione del cosiddetto «grasso bruno» , diverso dal più conosciuto «grasso bianco» .
9- MASSA PROTONICA - Grandi passi avanti anche nei modelli matematici per predire accuratamente la massa di neutroni e protoni.
10- IL FESTIVAL DELLA SEQUENZA GENOMICA- Progressi decisi anche nel campo del sequenziamento dei genomi: da quello dei Mammuth fino a a quelli pazienti colpiti da tumori. Le tecniche sono diventate molto più rapide rispetto a quelle utilizzate per la sequenza del primo genoma umano
L’Italia flagellata dal maltempo, ma è normale? Solitamente questo è il periodo delle grandi perturbazioni di fine autunno. Da sempre in passato tra ottobre e dicembre in Italia ci sono state situazioni a rischio per piogge violente e a volte persistenti, ma mai così forti, questo è vero!
Le precipitazioni di questi giorni sono sembrate più adatte alle zone tropicali che non alle nostre temperate. In effetti tutto questo si può definire una estremizzazione dei fenomeni meteorologici di cui abbiamo sempre parlato, ma che ancora in Italia non ne avevamo avuto la dimostrazione pratica. Ahimè anche da noi cominciano i guai dovuti al riscaldamento globale che comporta maggiore evaporazione dei mari, più piogge, nubifragi e comunque scatena quella che in fisica si chiama reazione termodinamica. Ma nel futuro non avremo solo piogge e uragani, anche lunghi periodi di siccità come sta accadendo da tre anni in Australia. E’ il caso di pensare di avviare un piano serio di adattabilità ai vari fenomeni che caratterizzeranno sempre di più il nostro futuro. E il nostro Governo invece di preoccuparsi di questi scenari futuri e, quindi accettare la riduzione del CO2, tenta di difendere gli interessi della lobby industriale che così è ancora autorizzata ad ammorbare l’aria e ad emettere in abbondanza gas serra. Gas serra che sarà sempre di più colpevole di attivare un infernale meccanismo fisico che produrrà grandi disastri climatici, con costi altissimi economici e di vite umane.
Accademia KRONOS
MILANO - Il 2008 non sarà ricordato solo per la grave crisi economica globale, ma anche per le immani catastrofi che hanno colpito diversi paesi del mondo. L'edizione online del quotidiano svizzero Le Matin presenta una rassegna di video, recuperati da Youtube, che raccontano queste incredibili tragedie. Dal ciclone Nargis che ha devastato la Birmania all'inizio di maggio fino al crollo di una scuola ad Haiti lo scorso 7 novembre ecco in ordine cronologico le peggiori catastrofi dell'anno
1) IL CICLONE NARGIS IN BIRMANIA - Il primo video in rassegna racconta la tragedia del ciclone Nargis che ha colpito la sera del 2 maggio la parte sudoccidentale della Birmania. Secondo gli esperti meteorologici i venti raggiunsero veloci inaudite (tra i 190 e 240 km/h) e per due giorni le piogge devastarono il territorio provocando la morte di 138.000 persone e danni a 2,4 milioni di cittadini. La capitale Rangoon fu la citta' che risenti' maggiormente della catastrofe rimasta nella memoria collettiva anche per l'ostinazione della giunta militare, che governa dal 1962 lo stato asiatico, a rifiutare gli aiuti stranieri. Solo piu' tardi, dopo che la catastrofe divenne immane, la giunta affido' all'Asean, "l'Associazione delle Nazioni del Sud Est asiatico" la possibilita' di coordinare gli aiuti umanitari in Birmania.
2) IL TERREMOTO IN CINA - Maggio 2008 e' stato un mese tragico per l'Asia. Dopo il ciclone Nargis d'inizio mese, il giorno 12 un terribile terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter ha sconvolto la provincia cinese di Sichau. Il video di Youtube mostra le conseguenze del sisma: alla fine si conteranno 88.000 morti, 375.000 feriti e 5 milioni di senzatetto. Gli analisti stimano che per ricostruire i territori colpiti dal terremoto ci vorranno circa 245 miliardi di dollari
3) IL NAUFRAGIO IN FILIPPINE - Il 21 giugno il tifone Fengshen si abbatte sulle Filippine. La nave "MV Princess of the Stars", partita da Manila in viaggio verso l'isola di Cebu incontra gigantesche onde che la fanno inabissare al largo dell'isola di Sibuyan. Delle 862 persone a bordo solo 57 saranno ritrovate vive. Pochi giorni dopo le autorita' sospenderanno le operazioni di salvataggio perche' scopriranno che sulla nave vi erano dei pesticidi altamente tossici. Il video di Youtube racconta la tragedia attraverso i volti delle persone che hanno perso i loro cari
4) L'ESPLOSIONE DELL'AEREO SPANAIR A MADRID - In piena estate una tragedia aerea colpisce la Spagna: il 20 agosto un aereo della compagnia Spanair mentre sta decollando prende fuoco e poi esplode. Il bilancio è terribile: 154 morti. Si tratta delle piu' grave catostrofe aerea degli ultimi 25 anni vissuta dalla Spagna
5) GLI URAGANI AD HAITI: I 4 uragani Fay, Gustav, Hanna et Ike, tra agosto e settembre, si abbattono su Haiti. Anche questa volta il bilancio è tragico: 800 morti, la maggior parte nella sola città di Gonaïves. Almeno 100.000 sono le case danneggiate dagli uragani
6) COLATA DI FANGO IN CINA: Una colata di fango l'8 settembre seppelisce Taoshi, città di un migliaio di abitanti nel nord della Cina. Duecentosessantadue sono le vittime. Secondo le autorità la tragedia è stata prodotta dal crollo di un deposito di residui minerari provenienti da una miniera illegale
7) CALIFORNIA IN FIAMME: A metà ottobre incredibili incendi, alimentati anche da forte raffiche di vento che superano i 100 km/h, si moltiplicano a nord di Los Angeles distruggendo in meno di 5 giorni 7700 ettari di territorio. Nuove fiamme si svilupperanno il 12 novembre tra Los Angeles e Santa Barbara portando via 17.000 ettari di terreno
8) CROLLO DI UNA SCUOLA A HAITI: Non bastavano gli uragani di agosto e settembre. Haiti nel mese di novembre è vittima di una nuova catastrofe: il giorno 7 una scuola di Port-au-Prince crolla provocando la morte di 91 persone e il ferimento di altre 162.
Migliaia di persone sono rimaste senza elettricità in Austria, soprattutto al sud, a causa delle eccezionali nevicate che hanno investito tutto il Paese, sulla scia dell’ondata di maltempo che sta attanagliando l’intera Europa, straordinaria anche per il periodo invernale.
Almeno due persone hanno perduto la vita a causa dell’eccezionale ondata di maltempo che sta investendo anche la Grecia: si tratta di una donna di 38 anni e della figlia diciottenne, affogate dopo che la loro auto era stata trascinata in mare a Poros, sull’isola di Cefalonia; a dare l’allarme è stato l’unico superstite, un sedicenne riuscito a fuggire per tempo dal veicolo, il quale non ha però potuto fare altro che assistere alla morte della madre e della sorella.
Le stime preliminari dell'agenzia Onu. L'aumento dei prezzi alimentari la causa principale
Rispetto al 2007, 40 milioni in più. E l'attuale crisi economica può far peggiorare la situazione
Resta in carcere A., il fratello 16enne di Cristina Balzani, la ragazza di 18 anni che in concorso col fratello minore sabato alle 20,30 avrebbe colpito con 50 coltellate il chitarrista del loro gruppo gothic metal “Soul cry”.
MILANO — Il 2008, con tutti suoi guai economici, non vuol proprio finire. E ci farà soffrire (ma qualcuno certamente gioirà) un secondo di più. Il Naval Observatory di Washington che governa il tempo americano, ma di fatto quello del pianeta perché controlla buona parte degli orologi atomici di riferimento nel mondo, ha deciso di aggiungere alle 24 ore del 31 dicembre un altro secondo quando nella capitale degli States saranno le 18, 59 primi e 59 secondi.
GERUSALEMME – «E avvenne, al settimo giorno, che le acque del diluvio furono sopra la terra; nell’anno seicento della vita di Noè, nel secondo mese, nel diciassettesimo giorno del mese, proprio in quel giorno, eruppero tutte le sorgenti del grande oceano, e le cataratte del cielo si aprirono…» (Genesi 7:10-11). Sopra la terra: ma dove? Proprio in quel giorno: ma quale? Da Indiana Jones in su, non c’è un fantarcheologo o un serio studioso che non abbia sognato di risolvere il dilemma del Diluvio Universale, il mistero dell’Arca, l’affascinante leggenda o la storica verità d’uno spaventoso tsunami raccontato non solo dalla Bibbia, ma anche dalla mitologia greca, dall’epopea mesopotamica di Gilgamesh, dalla tradizione indù, perfino dalle memorie di civiltà lontanissime come i Maya, gli Inca e gli Indiani d’America. Adesso, una nuova teoria s’affaccia dagli scavi del Monte Carmelo. E ci dice che un diluvio ci fu, eccome. Qui, in Galilea. Settemila anni fa, per la precisione. Un’onda gigantesca che cancellò sei villaggi del Neolitico, lasciando ancora oggi – dieci metri sottoterra – tracce di case, templi, tombe, cisterne, pietre tagliate.
| Papua: Onde Giganti |
| Sono state evacuate oltre 1. 500 persone, case sotto 2 m di acqua |
| (ANSA)- SYDNEY, 1 DIC -Una serie di onde colossali ha flagellato ieri per circa sei ore la costa nordorientale di Papua Nuova Guinea e le isole vicine, nel Pacifico. Le ondate hanno causato l'evacuazione di oltre 1.500 persone. Numerosi villaggi sono rimasti sommersi sotto 2 metri d'acqua,ma non si segnalano vittime.Colpita anche la capitale provinciale Wewak,dove hanno dovuto essere evacuati numerosi edifici,fra cui l'ospedale.Le mega onde hanno riportato alla memoria lo tsunami che nel 1998 causo' quasi 3.000 vittime. |
MENTANA (ROMA) - Una strage, effettuata in un modo crudele e sanguinoso. Non ha saputo dare una spiegazione a quanto commesso, Valerio Ullasci, l'uomo di 29 anni che lunedì sera ha ucciso a colpi di machete i propri genitori in una villetta di Mentana, comune alle porte di Roma.
Il presunto responsabile di quella che gli inquirenti definiscono «una vera mattanza» in nottata è stato arrestato e poi trasferito in questura a Roma per essere interrogato, ma non è stato in grado di spiegare cosa lo ha portato ad accanirsi sui corpi dei propri genitori. L'allarme in via delle Molette era scattato nella tarda serata di lunedì quando i vicini di casa avevano sentito delle urla provenire dalla villetta a due piani abitata dal giovane e dai due coniugi. Gli uomini della squadra mobile hanno trovato il ragazzo accanto ai corpi, con ancora in mano l'arma utilizzata per ucciderli. Resta da stabilire se l'uomo soffra di disturbi mentali.
LE VITTIME - Le vittime sono Vincenzo Ullasci, di 59 anni e Maria Spina, di 60 anni, vivevano nella villetta insieme al figli e gestivano un ristorante sempre a Mentana. Il giovane, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha prima colpito il padre uccidendolo e si è poi scagliato contro la madre che era intervenuta in difesa del marito. L'uomo non ha saputo fornire una spiegazione per quello che è avvenuto. «Ha detto varie cose - spiegano gli investigatori - ma sembrano frutto di una coscienza alterata e su cui sono in corso indagini». I genitori erano titolari della taverna del Sarchiapone di via Crescenzio 30 a Mentana dove il ragazzo lavorava come cameriere. Anni fa l'unica sorella era morta in seguito a una grave malattia.

Ci sono stati molti momenti salienti nella storia dell’umanità: il 1945 verrà ricordato per le esplosioni atomiche di Nagasaki e Hiroshima, il 1963 per l’omicidio di Kennedy, il 1969 per la conquista della Luna (forse) e il festival di Woodstock. Il 1979 per il trattato SALT II di non proliferazione nucleare, il 1983 per l’attentato a Woityla.
E il 2008? Lungi dall’essere annoverato come l’anno della ripresa economica dell’Italia, ancora alle prese con problemi vecchi e privilegi del tutto nuovi della casta dirigente, ormai ingiudicabili persino dalla legge, quest’anno verrà ricordato per l’estate in cui il Polo Nord si sciolse.
Per carità, i Poli perdono ghiaccio ogni estate, in percentuale, e i più sereni d’animo si affretteranno a dire che noi “catastrofisti” siamo sempre pronti a gridare al lupo per ogni bazzecola. Eppure, tutte le principali testate scientifiche si sono ritrovate, loro malgrado, a dover diffondere una notizia tanto inattesa quanto imbarazzante: la scorsa estate, mentre noi cercavamo refrigerio tra gli ombrelloni della riviera o in un sorso di granatina alla menta, per la prima volta nella storia documentata il Polo Nord si è ritrovato completamente libero dai ghiacci, che loro malgrado si sono ritirati dai cocenti e onnipresenti raggi solari sulle lontane coste del Canada.
Quest’estate i giornali titolavano così:
“L'Artico può essere circumnavigato, è la prima volta in 125mila anni”
L’articolo spiegava che per la prima volta a memoria d'uomo sarà possibile circumnavigare l'intero Polo Nord. «Foto satellitari scattate due giorni fa mostrano che lo scioglimento dei ghiacci verificatosi la settimana scorsa ha finalmente aperto contemporaneamente sia il favoleggiato Passaggio a Nord-Ovest che il passaggio a Nord-Est. A dimostrarlo sono immagini scattate da satelliti NASA. Il Passaggio Nord Ovest, nel territorio canadese, si è aperto nello scorso fine settimana, mentre l'ultima lingua di ghiaccio che ostruiva il Mare di Laptev, in Siberia, si è disciolta qualche giorno dopo.»
Un evento clamoroso che, se da un lato corona il sogno secolare di generazioni di esploratori, navigatori e viaggiatori, dall'altro rappresenta un preoccupante segnale dell'accelerarsi del processo del riscaldamento globale. Negli scorsi decenni, in varie occasioni si è verificata la situazione dell'apertura dell'uno o dell'altro passaggio ma mai era accaduto che entrambe le due misteriose porte dell'artico si dischiudessero simultaneamente. Questo è solo l'ultimo segnale della crisi dell'intero ecosistema artico. Solo poco tempo fa, il National snow and ice data center (NSIDC) statunitense aveva informato che quest’anno l'estensione globale del ghiaccio artico è prossima a battere il record negativo, dello scorso anno, di 4,14 milioni di chilometri quadrati: un valore inferiore di oltre un milione di metri cubi al record precedente, fissato nell'estate 2005. In due anni, i ghiacci del Polo Nord si sono ritirati per un'estensione grande quattro volte l'Italia.
L’estate del 2008, i turisti sono stati fatti evacuare dal Parco Nazionale Auyuittung, nell'Isola di Baffin, la grande isola del Nunavut canadese situata a occidente della Groenlandia, a causa dello scioglimento dei ghiacci: "Auyuittung", in lingua inuit, significa "terra che non scioglie mai"... E sempre estiva è la notizia che nove orsi polari, rimasti senza habitat, sono stati visti nuotare in mare aperto, dopo un immenso crollo nel ghiacciaio Petermann, in Groenlandia, in un'area che si riteneva ancora immune dagli effetti del global warming.
Ma è la simultanea apertura del Passaggio Nord Ovest, intorno al Canada, e del Passaggio Nord Est, intorno alla Russia, a costituire un vero e proprio choc. Non accadeva, secondo i climatologi, da almeno 125mila anni. Dall'inizio dell'ultima era glaciale erano rimasti entrambi bloccati: nel 2005 si era aperto solo il Passaggio Nord Est, l'estate seguente era accaduto il contrario.
«I passaggi sono aperti, è un evento storico, ma con il quale dovremmo abituarci a convivere nei prossimi anni», ha confermato il professor Mark Serreze, uno specialista di mari ghiacciati del NSIDC, sottolineando però che le autorità marine dei Paesi interessati potrebbero essere riluttanti ad ammetterlo, per evitare di essere citate a giudizio dalle compagnie di navigazione, le cui imbarcazioni dovessero incontrare ghiaccio e subire danni.
Gli armatori però sono tutt'altro che disinteressati. Il “Beluga Group” di Brema, ad esempio, ha già fatto sapere che manderà navi dalla Germania al Giappone via Passaggio Nord Est, con un taglio netto di 4000 miglia nautiche, quasi 7.500 km , rispetto alla rotta tradizionale. E il premier canadese Stephen Harper ha già fatto sapere che chiunque volesse attraversare il Passaggio Nord Ovest dovrebbe fare riferimento ad Ottawa: un punto di vista, questo, che non piace agli USA, che considerano quella parte di Artico acque internazionali.
I climatologi però rimarcano che simili dispute potrebbero essere irrilevanti, se il ghiaccio continuasse a sciogliersi al ritmo attuale. In tal caso, infatti, sarebbe possibile navigare direttamente attraverso il Polo Nord, completamente liberato dai ghiacci. Evento questo, che fino a poco tempo fa si riteneva possibile che dal 2070. Ora, però, molti studiosi indicano il 2030 come l'anno entro il quale l'Oceano Artico sarà completamente fluido in estate, mentre uno studio del professor Wieslaw Maslowski, della Naval Postgraduate School di Monterey, California, arriva a concludere che già dal 2013 il mare sarà completamente aperto da metà luglio a metà settembre. Il "punto di rottura", l'evento che ha ulteriormente accelerato il processo di scioglimento, è costituito dalla perdita-record di massa ghiacciata, dello scorso anno: le masse solide sono scese a un livello che non si attendeva fino al 2050, mandando all'aria tutti i calcoli prodotti fino a quel momento.
Pianeti in tempesta
Naturalmente queste notizie sono preoccupanti, specie per chi ha letto diverse antiche profezie su di un possibile cataclisma situato cronologicamente attorno al 2012, o per tutte quelle numerose persone che da tempo hanno dei sogni ricorrenti su di un’onda titanica che sommerge persone e città. Ma a chi afferma, come l’ex-quasi Presidente USA Al Gore, che i cambiamenti climatici sono unicamente colpa del nostro inquinamento, andrebbe spiegato che il fenomeno dei cambiamenti di clima non appartiene solo alla Terra, ma appare - con un bizzarro crescendo rossiniano - in tutti i pianeti del nostro Sistema Solare.
È di poco fa la notizia, alquanto sconcertante, della neve su Marte. Fino a ieri gli scienziati della NASA o gli esperti di astronomia di tutto il mondo, alla domanda se su Marte fosse possibile una bella nevicata, vi avrebbero risposto di no, accompagnando la loro affermazione scientificamente sicura al 100% con una smorfia di compatimento e l’atteggiamento superiore di chi spiega al nipotino un po’ lento nell’apprendere le cose fondamentali della vita. Pochi giorni fa, lo shock. Nevica su Marte, evento ripreso sia dalle sonde orbitali che da quelle sul suolo marziano, come la Phoenix. L ’evento è circoscritto a poche zone, e la neve si è sciolta prima di toccare terra, ma l’evento, stimato come “assolutamente impossibile” dagli astronomi, ha lasciato tutti di stucco.
«Non si è mai visto niente del genere su Marte prima d'ora - ha dichiarato Jim Whiteway, docente di ingegneria spaziale dell'università di York, a Toronto (Canada) - ora siamo alla ricerca di possibili segni lasciati in passato dalla neve sul terreno». Il primo passo è stato cercare le tracce di antiche nevicate marziane nei campioni di terreno analizzati dal laboratorio Tega (Thermal and Evolved Gaz Analyzer) a bordo di Phoenix: i dati, rileva la Nasa , mostrano la presenza di carbonato di calcio e particelle simili a terra argillosa. «Sulla Terra la maggior parte dei carbonati e dell'argilla si sono formati solo in presenza di acqua liquida. Questo - secondo l'esperto - potrebbe confortare l'ipotesi di precipitazioni anche sul suolo di Marte».
Insomma gli scienziati “ufficiali” e accademici sono sempre pronti a smentire le ricerche di frontiera di chi cerca di trovare spiegazioni innovative e alternative a quelle ufficiali, salvo poi rimanere letteralmente senza parole e senza spiegazioni di fronte all’imprevisto. Persino sul sito della NASA, al riguardo, oltre una stringata spiegazione degli eventi, appare solo un laconico «Le analisi sono ancora in corso».
Tre cicloni su Giove
Intanto, adesso sono tre le Macchie Rosse di Giove. Quanti si sono interessati al gigantesco pianeta Giove, avranno certo sentito parlare della Macchia Rossa, un immenso vortice che viene osservato fin dal 1665 (la scoperta è attribuita al nostro Cassini, fors'anche preceduto l'anno prima dall'inglese Hooke) nell'atmosfera di questo mondo e che si presenta con apparenze cangianti, a seconda del livello che raggiunge tra i fitti strati nuvolosi che avviluppano la mostruosa palla planetaria di idrogeno e di elio che è Giove. La macchia può presentarsi più o meno nettamente delineata, talvolta si decolora e quasi sparisce, altre volte appare di un rosa-arancione più o meno carico. In dimensioni supera di tre volte il diametro della Terra, in cifre sono circa 40 mila chilometri. Sul perché si sia formata e continui a cambiare apparenze non è facile rispondere : la Macchia probabilmente è il frutto del continuo sfioramento fra le grandi bande che solcano il pianeta, al confine fra quella sudequatoriale e la "zona" più chiara che la affianca: da questo deriverebbe pure il suo moto di rotazione, che non è uniforme e si accompagna a una certa "deriva" della Macchia in longitudine, in un'atmosfera che è tutta in movimento.
La macchia è alimentate sia dal calore che Giove riceve dal Sole che da quanto ne risale dal suo stesso interno, in cui predominano largamente composti di idrogeno e di elio, i due gas più leggeri.
In ogni caso, nel 2006 il telescopio spaziale "Hubble" individuò una seconda formazione lenticolare non lontano dalla Macchia Rossa e di dimensioni sensibilmente minori, che ricevette il nome di Red Spot Jr. Ma recenti osservazioni ne hanno messo in evidenza pure una terza, segnalata da Andrei Cheng dell'università John Hopkins: come è possibile che nell'arco di pochi anni siano apparsi questi oggetti la cui formazione chiama in gioco notevoli energie? E come si verifica tutto ciò? Il clima di Giove sta cambiando, forse è tutta l'atmosfera del pianeta che si scalda, come avviene oggi sulla Terra, dove si registra un notevole aumento di intensità e di numero degli uragani. C'è un perché di queste variazioni climatiche del gigantesco Giove? Forse le nuove macchie ci aiuteranno a capirlo, e non si esclude che possano fondersi, dando luogo a una macchia grandissima, come quelle talvolta apparse e osservate a lungo su Saturno, altro pianeta su cui si scatenano tali uragani. Quanto alle colorazioni rossastre, vengono attribuite a vapori di zolfo.
I vortici polari di Venere
Ma le anomali climatiche non riguardano solamente Marte: già nel Novembre del 2006 la navicella europea «Venus Express» svelò dei giganteschi vortici atmosferici che si avvitavano intorno ai poli del pianeta Venere. Secondo alcuni ricercatori, i fenomeni sono interessanti in sé, ma diventano ancora più interessanti se messi a confronto con fenomeni analoghi che avvengono sulla Terra. La «planetologia comparata» è una delle tante nuove discipline scientifiche che l’esplorazione dello spazio ha reso possibile.
L’atmosfera di Venere compie un giro intero del pianeta nell’arco di quattro giorni. La sonda della Nasa Pioneer Venus 25 anni fa scoprì il vortice polare Nord. Le immagini erano a risoluzione molto bassa, ma nel 2006 Venus Express ci mostrò particolari minutissimi. La cosa singolare è che questo ciclone Nord aveva due «occhi»: due tornadi in uno. Quando la sonda europea nell’aprile 2006 è arrivata in vista di Venere, subito gli scienziati dell’Esa sono andati a vedere se il polo Sud di Venere avesse un ciclone simile: e in effetti ce l’ha. Questi vortici polari, presenti anche su Giove, Saturno, Urano e Nettuno, sia pure con diversa intensità, sono la chiave per capire come funzionano le atmosfere di questi pianeti. Ogni vortice risente, naturalmente, della Forza di Coriolis, una componente trasversale dovuta alla rotazione del pianeta. E poiché la velocità di rotazione varia molto da pianeta a pianeta (per esempio Giove ruota molto rapidamente e Venere molto lentamente), la Forza di Coriolis contribuisce al diverso aspetto dei vortici polari.
«Siamo però ancora lontani - dice Pierre Drossart, astronomo dell’Osservatorio di Parigi - dall’aver compreso la genesi dei vortici polari di Venere: qui la Forza di Coriolis è debolissima, e certamente ciò ha a che vedere con i due lobi in cui si suddivide il ciclone, formando i suoi due “occhi”. Il meccanismo preciso tuttavia ci sfugge».
Agli scienziati il meccanismo di questi cicloni “sfugge”. Si tratta di una meccanica del sistema solare che Maya e antichi Sumeri avevano compreso benissimo, ma quando qualche ricercatore indipendente prova a farlo notare agli accademici, questi sostengono che è impossibile per dei selvaggi aver trovato soluzioni che a loro sfuggono. Un ottimo esempio in questo senso sono i Dogon. I Dogon sono una popolazione che vive vicino Mandiagara, 300 Km a sud di Timbuctu, nel Mali. Due antropologi, Marcel Griaule e Germaine Dieterlen, li hanno studiati dal 1931 al 1952, e hanno descritto una cerimonia associata con la stella Sirio, che si tiene ogni 60 anni. Griaule e Dieterlen sostengono che i Dogon hanno diverse conoscenze sul sistema di Sirio che non è possibile ottenere se non con mezzi "moderni". In particolare conoscono l'esistenza di una stella compagna (Sirio B, indicata dalla freccia accanto alla luminosissima Sirio A), che ruota attorno a Sirio con un periodo di 50 anni, e che è composta di materia incredibilmente pesante. Sirio B è visible solo con un telescopio di discrete dimensioni, e la sua massa è stata determinata con tutto l'armamentario teorico dell'astronomia dell'inizio del secolo. Griaule e Dieterlen non fanno nessuna ipotesi su come i Dogon siano venuti a conoscere questi fatti. La storia ha avuto però un "boom" con un libro di Robert Temple, in cui questi ha ipotizzato che i Dogon conoscessero questi fatti da almeno 500 anni, e che li avessero appresi da esseri anfibi provenienti da Sirio. Altri "studiosi" ipotizzano che le conoscenze derivassero dagli egizi, e che questi ultimi avessero telescopi in grado di vedere Sirio B. Ad ogni modo, selvaggi 1, scienziati 0.
L’esagono di Saturno
Sempre nel novembre 2006 è la notizia di insoliti tornadi su Saturno. Nei giornali dell’epoca si stigmatizzava come le immagini della sonda NASA-ESA Cassini avessero permesso di individuare una gigantesca tempesta, grande due terzi del diametro terrestre, e che occupa 8000 km del Polo Sud di Saturno. La tempesta rappresentava una assoluta novità osservativa su pianeti che non siano la Terra ; aveva caratteristiche molto simili a quelle di un uragano anche se, come disse il dott. Andrew Ingersoll, membro della squadra Cassini, «Assomiglia ad un uragano, ma non si comporta come un uragano - Qualunque cosa sia, stiamo cercando di mettere a fuoco l'occhio di questa tempesta per scoprire perchè è là».
Anche in questo caso, gli scienziati non sanno cosa pensare, né hanno idea dell’origine del bizzarro comportamento climatico dei pianeti.
Passa un anno e nel Marzo del 2007, sempre la sonda Cassini mostra le incredibili immagini di un nuovo uragano su Saturno, talmente grande da includere tutto il proprio polo nord. Ma la cosa incredibile è che questa volta la formazione ciclonica è di forma esagonale!
«È una cosa molto strana, il ciclone ha una forma geometrica assolutamente precisa presentando 6 lati praticamente di proporzioni perfettamente identiche», affermò allora Kevin Baines, esperto atmosferico e membro del team che curava lo spettrometro ad infrarossi della sonda Cassini al Jet Propulsion Laboratory della NASA, a Pasadena. «Non abbiamo mai visto niente del genere su nessun altro pianeta. Anzi, la densa atmosfera di Saturno è dominata da onde che plasmano le nubi in modo circolare e celle convettive che fanno lo stesso lavoro, per cui è forse il pianeta del sistema solare in cui meno ti potresti aspettare l’apparizione di una formazione ciclonica in forma di una precisa figura geometrica a sei facce. Eppure è lì».
In che mani siamo? I sedicenti scienziati della NASA e dell’ESA che sono convintissimi di aver compreso ormai quasi tutto del nostro Sistema Solare e del ciclo vitale dei pianeti, ora balbettano frasi sconnesse, tutti allo stesso modo, scioccati da comportamenti planetari per loro assurdi. Eppure gli antichi sapevano che i pianeti sono paragonabili a degli esseri viventi, con dei loro ritmi vitali, e che ogni cosa nell’universo è collegata, specie i pianeti e le stelle. Per gli indiani d’America, ogni cosa, pianta, persona, animale e corpo celeste formano un tutt’uno. E i cambiamenti previsti dalle profezie Maya per il 2012 stranamente stanno collimando con un cambiamento climatico contemporaneo di tutti i pianeti del sistema solare. Forse un caso, forse un’evento isolato e scientificamente spiegabile. A tutt’ora, però, la scienza non sa dare risposte, né formulare teorie. A noi rimane solo di osservare il cielo con fiducia, aspettando il sorgere di un nuovo Sole.
«Allora, io ero la, sulla più alta delle montagne, e tutto intorno a me c'era l'intero cerchio del mondo. E mentre ero la, vidi più di ciò che posso dire e capii più di quanto vidi; perché stavo guardando in maniera sacra la forma spirituale di ogni cosa, e la forma di tutte le cose che, tutte insieme, sono un solo essere. E io dico che il sacro cerchio del mio popolo era uno dei tanti che formarono un unico grande cerchio, largo come la luce del giorno e delle stelle, e nel centro crebbe un albero fiorito a riparo di tutti i figli di un'unica madre ed in un unico padre. E io vidi che era sacro... E il centro del mondo è dovunque.»
- Alce Nero (Nicholas Black Elk) Oglala dei Teton Dakota, una delle divisioni più potenti della grande famiglia Sioux.
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