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    May 21

    2012: Allarme ufficializzato dalla NASA...

    Nella parte del cattivo che mette a repentaglio la civiltà, una volta tanto, non ci sono le attività umane, l' inquinamento o il riscaldamento globale. Il nemico a sorpresa è il Sole, artefice della vita sulla Terra, che con un colpo di tosse potrebbe mettere ko le infrastrutture sulle quali l' Occidente prospera. Da dicembre, l' attività del Sole sta lentamente aumentando. La nostra stella varia il suo campo magnetico ogni 11 anni e a un certo punto si raggiunge un picco di fenomeni (eruzioni solari e getti di massa coronale) dai quali si sprigionano grandi quantità di energia e di radiazioni. Tali getti possono raggiungere la Terra dando luogo a tempeste geomagnetiche. L' atmosfera ci protegge, gli effetti diretti delle tempeste solari sulla salute sono trascurabili, ma il loro impatto sulle strutture socio-economiche potrebbe essere disastroso. Gli astronomi osservano questi fenomeni dal 1859 quando una tempesta geomagnetica di proporzioni straordinarie, oltre a rendere possibile l' osservazione di aurore come quelle polari in Italia e a Cuba, fece incendiare alcuni cavi del telegrafo in Europa e negli Stati Uniti. A maggio del 1921, un' altra tempesta provocò una serie di cortocircuiti, mettendo fuori uso le linee elettriche e quelle telefoniche sulle due sponde dell' Atlantico. Ma cosa accadrebbe se eventi del genere si verificassero oggi che un' intera civiltà è stata fondata sull' elettricità e le telecomunicazioni? La risposta degli esperti è tutt' altro che confortante: «L' energia elettrica è la chiave di volta tecnologica della società moderna, dalla quale dipendono tutte le altre infrastrutture e gli altri servizi», si legge in un rapporto di 132 pagine commissionato dalla Nasa alla National Academy of Sciences. «Se la tempesta del 1859 avvenisse oggi, assisteremmo a un' enorme devastazione sociale ed economica». Nel 1989, sei milioni di persone in Quebec sono rimaste senza energia per nove ore a causa di una tempesta geomagnetica dieci volte meno potente di quella del 1921. Secondo John Kappenmann, coautore del rapporto, se un evento come quello del ' 21 si ripetesse, le persone senza elettricità sarebbero stavolta 130 milioni. Una riedizione della tempesta del 1859, che fu ancor più potente, farebbe danni per duemila miliardi di dollari. Ciò che spaventa particolarmente nelle tempeste geomagnetiche è la loro imprevedibilità. Si sa che questo ciclo solare raggiungerà il prossimo picco tra il 2012 e il 2013, ma nella comunità scientifica non c' è accordo su quanto sarà intensa l' attivita della nostra stella in quel periodo. Spiega lo scienziato Doug Biesecker, della Noaa: «Basta un solo evento per creare enormi problemi: la grande tempesta del 1859 avvenne durante un ciclo particolarmente mite». Proprio come quello che sta per iniziare
    March 27

    Ecco la prova che i fantasmi esistono

    «Ecco la prova che i fantasmi esistono »

    Un concorso online premia la foto a un castello di Edimburgo: a sorpresa spunta una sagoma misteriosa

    LONDRA (Gran Bretagna) - Questa volta nemmeno lo zaino protonico dell’Acchiappafantasmi Dan Aykroyd avrebbe potuto fare qualcosa di fronte alla figura in abito di corte apparsa come per magia dietro alle sbarre di una finestra di un castello scozzese. Già, perché per migliaia di persone sparse in ogni parte del mondo, quell’immagine, catturata dalla macchina fotografica di un amatore nel maggio dell’anno scorso al Tantallon Castle, vicino Edimburgo, sarebbe la prova tangibile dell’esistenza dei fantasmi, tanto da vincere un concorso online lanciato quasi per gioco tre settimane fa dal professor Richard Wiseman dell’università dell’Hertfordshire nell’ambito dell’International Science Festival di Edimburgo. L’esimio psicologo avrebbe, infatti, invitato coloro che erano in possesso di foto di fantasmi a spedirgliele via mail e il risultato sarebbe andato ben oltre le sue stesse aspettative, visto che gli sono arrivate centinaia di immagini da ogni parte del mondo e le migliori 50 sono state poi votate da 250mila persone, chiamate a scegliere quella, a loro giudizio, più convincente.

    VINCE IL FANTASMA DEL CASTELLO SCOZZESE - E l’immagine catturata nel castello scozzese si è aggiudicata il 39% delle preferenze. «Molte foto erano spazzatura – ha raccontato Wiseman al Times– perché la manipolazione umana era evidente, ma l’elevato numero di scatti che ho ricevuto dimostra quanto la gente abbia bisogno di credere nell’esistenza dei fantasmi e questo riguarda persone di ogni cultura e nazionalità». Ciò, però, non significa che lo psicologo creda agli spettri. Anzi, a suo dire, potrebbe trattarsi solo di uno scherzo della luce, «sebbene l’immagine sia effettivamente molto curiosa», ha convenuto Wiseman. Ma a differenza dei falsi ectoplasmi che avrebbero fatto la felicità dei Ghostbusters cinematografici, la figura in abiti elisabettiani ha subito colpito per la sua autenticità, tanto che successive analisi condotte da tre esperti di Photoshop (il noto software specializzato nell’elaborazione di fotografie) hanno confermato la mancanza di qualsivoglia intervento umano. In altre parole, la foto sembra vera. E, quindi, il fantasma ci sarebbe davvero, anche se i più scettici insistono nel dire che si sia trattato di un insolito riflesso della luce sul muro e sulle grate della finestra. Per la verità, l’autore dello scatto, Christopher Aitchison, non si era minimamente accorto di quanto avesse immortalato sul momento, ma è stato solo al ritorno dall’escursione al castello di Tantallon, quando ha riesaminato le immagini, che ha scorto il fantasma fare capolino dalla finestra. «Ho scattato la foto alle 3 del pomeriggio – ha spiegato Aitchison al Daily Mail – e non mi sono accorto di nulla mentre scattavo. Solo una volta tornato a casa ho visto la presenza anomala».

    GIACOMO V - Secondo gli studiosi della materia, lo spettro fotografato dall’escursionista apparterrebbe, in realtà, a Giacomo V, il re scozzese imprigionato nel castello di Tantallon attorno al 1520, quand’era poco più che un ragazzo, ma nessuno sa spiegarsi il motivo per il quale il fantasma sarebbe ora tornato. Oltre a quella risultata poi vincente, un’altra immagine ha catturato l’attenzione dei partecipanti alla ricerca di Wiseman: in questo caso, ritrae un volto umano nello specchietto retrovisore di un’auto vuota.

    March 23

    Fotografa Ufo per caso: "Non si vedevano ad occhio nudo"

    Photograph taken by Derek Burden of the London skyline which shows four UFO's in the sky
     

    LONDRA - Un operaio che stava lavorando sul tetto di un palazzo di Convent Garden, a Londra, ha fotografato con il cellulare quello che lui ritiene sia una squadriglia di oggetti volanti non identificati (Ufo). Il bello è che non se ne era nemmeno accorto. Solo dopo aver scaricato sul computer le foto del panorama della capitale britannica, oltre al Big Ben, Westminster e il London Eye sono apparsi ben quattro-Ufo-quattro.

    «SONO STATO FORTUNATO» - Le istantanee di Derek Burton sono state pubblicate dal Daily Telegraph. Burton stava lavorando al 16esimo piano dell'Orion House quando ha deciso di prendersi una tazza di caffè e scattare con il cellulare alcune foto della città vista dall’alto, per portarle alla moglie che non frequenta spesso il centro della capitale. Soltanto dopo qualche giorno ha individuato quattro dischi volanti. La fonte assicura di non aver ritoccato le foto né di avervi notato all’inizio nulla di strano: «Penso di essere stato solo fortunato. Queste forme non erano visibili a occhio nudo, quindi non le ho nemmeno centrate con l’obiettivo», ha dichiarato al Telegraph.

    March 06

    Nel 2012 sapremo se ci sono pianeti atti ad ospitare la vita

    Parte Keplero, il primo cacciatore
    spaziale di pianeti extrasolari

    Venerdì decollerà da Cape Canaveral e volerà su un’orbita intorno al Sole

    MILANO -
    Keplero è pronto per la sua missione. Venerdì decollerà da Cape Canaveral e volerà su un’orbita intorno al Sole dalla quale svolgerà il suo ruolo di primo cacciatore spaziale di pianeti extrasolari. Questo satellite alto quasi cinque metri era atteso, possiamo dire, dal 1995 quando si scopriva il primo pianeta attorno ad un’altra stella. Da allora la corsa a coglierne di nuovi compiuta con osservatori terrestri ha portato alla costruzione di un catalogo di circa 340 oggetti di varia natura ma perlopiù di grossa taglia analoga al nostro Giove e per questo definiti gioviani. Qualcuno più piccolo, forse anche roccioso, sembra sia stato individuato ma si tratta sempre di ambienti più o meno infernali dove è impossibile immaginare qualche forma di vita.

    LE TECNICHE - Le tecniche per scovarli sono abbastanza semplici e dicono comunque dell’esistenza senza ovviamente offrirne alcuna immagine. Una presunta foto l’ha raccolta soltanto il telescopio spaziale Hubble, ma si tratta di un’immagine più che altro simbolica capace di non raccontare poco. Le tecniche finora in grado di rilevarli si basavano o su una variazione della posizione della stella determinata dalla gravità del pianeta circostante oppure su una alterazione della sua luminosità quando il pianeta transitata davanti. Per queste ragioni si voleva andare nello spazio con un telescopio che evitasse i disturbi dell’atmosfera terrestre i quali rendevano difficile l’interpretazione dei dati.

    TELESCOPIO DI 1,7 METRI - Keplero il nuovo satellite della Nasa è nato a tal scopo e con il suo telescopio di 1,7 metri di diametro e dotato di 95 milioni di pixel per registrate l’immagine punterà l’occhio verso la costellazione del Cigno sorvegliando per tre anni e mezzo e con costanza un’area ampia circa dieci gradi equivalente a 20 lune piene. In questo modo controllerà centomila stelle ogni mezz’ora rilevando le attenuazioni di luminosità date dal transito di eventuali pianeti. Nella zona ci sono già quattro dei 340 pianeti finora individuati e quindi Keplero partirà dall’osservazione di questi utilizzandoli per calibrare la sua capacità visiva.

    CONFRONTO TERRESTRE - Occorreranno mesi per riuscire a individuare nuovi corpi planetari e quando si scoveranno si dovranno effettuare profonde verifiche anche con i telescopi terrestri per raccogliere ulteriori conferme. Ma le caratteristiche del satellite sono tali da consentire di scendere nella taglia delle osservazioni e trovare pianeti simili nella dimensione alla Terra. «Fra quattro anni – dice con grande ottimismo Alan Boss della Cornell University e parte del team scientifico della missione - potremo contare molte nuove terre. Rimarrà tuttavia da scoprire se queste sarebbero anche in grado di ospitare la vita». Non sarà facile ma un primo passo significativo si sta per compiere.

    March 02

    Oggi sfiorata catastrofe

    IL SUO IMPATTO AVREBBE IL POTERE DISTRUTTIVO DI 2MILA BOMBE ATOMICHE

    Ore 14,44: sfiorati dall'asteroide

    Passaggio ravvicinato alla Terra di un corpo celeste di 40 metri di diametro

    ROMA - E’ solo un macigno cosmico di una quarantina di metri di diametro, un mini-asteroide, ma nei giorni scorsi ha tenuto col fiato sospeso gli addetti alle varie reti di monitoraggio dei corpi minori del sistema solare, impegnati a calcolare orbite e a valutare i potenziali pericoli di questi oggetti. Alla fine si è raggiunta la certezza che 2009 DD45 -questa la sua sigla- avrebbe sfiorato la Terra lunedì 2 marzo alle ore 13,44 di tempo universale (14,44 ora europea), passandoci ad appena 72 mila chilometri, circa il doppio della distanza in cui vengono posti i satelliti geostazionari, per fortuna senza alcun rischio di caderci addosso.

    DUEMILA ATOMICHE - Solo un brivido, al pensiero di essere sfiorati da un corpo celeste che, per dimensioni, è paragonabile a quello che si è abbatté il 30 giugno 1908 nella regione di Tunguska, in Siberia, scatenando un’esplosione equivalente a mille bombe atomiche come quella di Hiroshima e distruggendo oltre duemila chilometri quadrati di foresta. Insomma, piccolo sì, ma potenzialmente distruttivo.

    TRAIETTORIA - Più i telescopi e gli strumenti di monitoraggio dei fenomeni celesti diventano sensibili e perfezionati, più cresce la consapevolezza che la Terra è un facile bersaglio per questo tipo di corpi, molti dei quali, in passato, devono essere caduti in mare o in zone disabitate, senza che fosse lanciato alcun tipo di allarme. Ora, grazie anche ai nuovi sensori automatici digitali, molti piccolissimi asteroidi che transitano sullo sfondo del cielo stellato, vengono immediatamente segnalati e, dopo una serie di osservazioni, è possibile calcolarne le traiettorie, con una precisione tale da stabilire la loro innocuità ovvero le probabilità di impatto con la Terra. Secondo le ultime valutazioni, il punto di maggiore avvicinamento dell’asteroide al nostro pianeta si trova sul Pacifico, poco a Ovest rispetto all’isola di Tahiti. L’asteroide 2009 DD45 è stato fotografato il 27 febbraio scorso come una debolissima stellina di 19 grandezza, mentre transitava fra le stelle. Ora, in coincidenza col suo massimo avvicinamento, la sua grandezza stellare è salita fino a 13, diventando accessibile anche ai piccoli telescopi. Così, dall’Australia fino alla Polinesia, cioè nei luoghi più favorevoli all’avvistamento del passaggio radente, è tutto un rimbalzare di messaggi via Internet fra gli appassionati di astronomia per osservare l’evento. Quanto agli altri recenti passaggi ravvicinati di asteroidi, per quanto se ne sappia, il record è detenuto da un altro frammento, chiamato 2004 FU162, che il 31 marzo del 2004 è passato ad appena 6.500 km dalla Terra: un vero miracolo che non ci sia finito addosso.

    February 26

    Scoperta catena montuosa sotto l'antartide

    Montagne sotto i ghiacci in Antartide :
    c'è una catena come le Alpi

    Non si tratta di un altipiano: ci sono picchi di 4mila metri e valli. Ma resta ancora misteriosa la loro formazione

    Missione compiuta. I membri del progetto internazionale AGAP (Antarctica’s Gamburtsev Province), partiti nel novembre scorso per raggiungere il cuore dell’Antartide e studiare le misteriose montagne subglaciali Gamburtsev sono rientrati alla base. Con una straordinaria messe di dati che permetterà di svelare la natura e l’origine di una catena di monti grande quanto le Alpi, sepolta sotto quattromila metri di ghiaccio. Uno dei più grandi enigmi della Terra.

    I MISTERIOSI MONTI DELL'ANTARTIDE - I monti Gamburtsev sono stati scoperti nel 1958 da una spedizione sovietica e per mezzo secolo sono rimasti un grande punto interrogativo sulla mappa dell’Antartide. Le ipotesi sulla loro origine sono diverse: si tratta di un massiccio vulcanico come l’Hoggar in Algeria? oppure di un altipiano come le Lesotho mountains in Sudafrica? o ancora: sono il risultato di collisioni avvenute circa 360 milioni di anni orsono nel supercontinente Gondwana di cui faceva parte l’Antartide orientale? I dati erano troppo scarsi per svelare l’enigma.
    Poi, all’approssimarsi del quarto Anno polare internazionale (che si concluderà il primo marzo dopo 24 mesi di intensa attività scientifica nell’Artico e nell’Antartide) è stata organizzata una grande spedizione internazionale con la partecipazione di Americani (finanziati dalla National Science Foundation), Inglesi del BAS, Australiani, Cinesi, Tedeschi e Giapponesi. Uno dei temi dell’Anno polare era infatti l’esplorazione dei territori sconosciuti, in particolare nel continente Antartico.

    E' UNA CATENA SIMILE ALLE ALPI - Che cosa hanno “visto” i membri di AGAP? “Non è un altipiano, ma una vera e propria catena di dimensioni e di aspetto simile alle Alpi, con picchi e valli incredibili modellate da processi pluviali e glaciali”, racconta Fausto Ferraccioli, geofisico genovese, responsabile del team di ricercatori del British Antarctic Survey“. Come ha fatto una catena cosi’ grande ad essere preservata dall’erosione, è un mistero. Forse la calotta di ghiaccio si è formata rapidamente”. Ora - ha aggiunto Ferraccioli - la sfida è quella di analizzare la mole di dati raccolta e di capire che cosa è accaduto. I dati permetteranno di produrre una nuova mappa della topografia subglaciale, che servirà ai modellisti per stabilire nuovi modelli sulla genesi delle calotte di ghiaccio.


    LA SPEDIZIONE - Dal punto di vista logistico è stata una delle spedizioni più complesse mai organizzate finora. E’ stata possibile solo grazie alla collaborazione internazionale e al periodo propizio, rappresentato dall’Anno Polare Internazionale. Per acclimatarsi all’altezza i membri americani e inglesi della spedizione hanno trascorso qualche giorno alla stazione USA Amundsen-Scott al Polo sud geografico (2.800 m) prima di essere trasferiti ai rispettivi campi remoti (AGAP Sud per gli Americani e AGAP nord per gli Inglesi), dove le temperature sfioravano i -30°C. Da qui, i team hanno sorvolato le aree di studio a bordo di due piccoli aeroplani Twin Otter, attrezzati con la strumentazione per gli studi aerogeofisici (radar, magnetometro e gravimetro).

    ESPLORATO IL 20% DELLA CALOTTA - «Abbiamo avuto due settimane di ritardo, spiega Ferraccioli, ma poi siamo stati molto fortunati: 25 giorni di bel tempo ininterrotto, che ci ha consentito di volare per complessivi 120.000 chilometri, l’equivalente di tre volte il giro della Terra». E’ stato esplorato il 20% della calotta dell’Antartide orientale, sorvolata l’area di alcuni laghi subglaciali e determinato il punto della calotta in cui verrà compiuto il prossimo progetto di perforazione profonda in ghiaccio (in quello spessore il ghiaccio racchiude un archivio climatico di un milione di anni).
    Secondo i programmi, il carburante per il Twin Otter americano avrebbe dovuto essere consegnato al campo AGAP Sud con una carovana di trattori cingolati (la “traversa”) partita da McMurdo, via il Polo sud. Purtroppo quest’anno la traversa ha incontrato una serie di terribili crepacci dopo la partenza, ed è arrivata in ritardo al Polo sud. E’ stato necessario consegnare il carburante con gli Hercules LC-130 della US Air Force. Il campo di AGAP Nord ha invece ricevuto i fusti di carburante dal cielo: paracadutati da enormi C-17 americani.
    Il quarto Anno Polare Internazionale si concluderà con un convegno il 25 febbraio al Palazzo delle Nazioni Unite di Ginevra. Mentre cala il sipario su questa straordinaria maratona scientifica - che ha coinvolto 60.000 partecipanti fra tecnici e ricercatori di 60 diversi paesi - la fragile silhouette delle misteriose montagne Gamburtsev fa capolino sullo schermo dei radar. La Terra australis incognita dei geografi greci di duemila anni fa non ha finito di sorprenderci

    February 20

    La più grande catastrofe dello spazio

    La più grande catastrofe dello spazio

    È accaduta 12 miliardi di anni fa: distrutto un astro grande cinque volte il nostro Sole

    Una catastrofe cosmica gigantesca, la più grande e violenta che mai strumenti umani siano riusciti a fotografare fino ad oggi. E la prova dell’accaduto è un potente raggio gamma che l’ "occhio” italiano del satellite “Fermi” della Nasa è riuscito a cogliere e fotografare. I dettagli sono raccontati sulla rivista americana Science ed è la cronaca di un fatto accaduto 12 miliardi di anni fa, ma che il satellite ha visto soltanto ora perché il raggio tanto ha impiegato a percorrere lo spazio che ci separa dal luogo d’origine; una galassia distante 12 miliardi di anni luce. Il lampo battezzato “GRB 080916C” era stato raccolto il 16 settembre scorso «e nel giro di due settimane la scoperta era chiara e definita – nota Patrizia Caraveo responsabile dell’esperimento per l’Inaf, l’Istituto italiano di astrofisica – ma per arrivare alla sua pubblicazione sono stati necessari tutti questi mesi perché sono oltre duecento gli astrofisici coinvolti nell’operazione: numerosi erano i particolari su cui essere d’accordo». La cronaca della catastrofe è raccontata soprattutto dal lampo di radiazione gamma . «Per un paio di minuti, il lampo è stato più luminoso non solo di qualsiasi altra sorgente, ma anche dello stesso universo nella banda dei raggi gamma – precisa Ronaldo Bellazzini, altro responsabile dell’esperimento per l’Infn, Istituto nazionale di fisica nucleare – E nasceva da un getto di materia altamente ionizzato che si è propagato nel cosmo a una velocità prossima a quella della luce, paragonabile a quanto si otterrà nel nuovo acceleratore Lhc di Ginevra». La catastrofe è stata registrata da due strumenti: il GMB, Gamma Ray Burst Monitor americano, ha raccolto prima i fotoni di radiazione X; poi il LAT, Large Area Telescope italiano, i fotoni di radiazione gamma. «Ma fra i due – precisa Caraveo – c’è stato un ritardo di cinque secondi, un tempo significativo per descrivere i processi riguardanti la morte di una stella».

    DISTRUTTO UN ASTRO GRANDE CINQUE VOLTE IL SOLE - Il fiume delle radiazioni è scaturito infatti dalla distruzione di un astro la cui massa calcolata era di cinque volte superiore a quella del Sole. Proprio dal violento collasso è zampillata l’energia mentre la stella si trasformava in un buco nero. Ora gli astrofisici dovranno decifrare nei dettagli il significato dei fatidici cinque secondi e quando ci saranno riusciti avranno conquistato un altro tassello nella storia della vita di un astro. Importante in questi casi è intervenire tempestivamente anche con i telescopi a terra per cogliere nella radiazione luminosa ulteriori elementi importanti. «A tal fine sono attive squadre di ricercatori internazionali, 24 ore su 24, per puntare i loro strumenti”, aggiunge Paolo Giommi, responsabile del Science Data Center dell’Asi, l’agenzia spaziale italiana, che ha coordinato la partecipazione al progetto del satellite Fermi della Nasa mentre lo strumento LAT è nato dal coinvolgimento dell’Infn (nei cui laboratori pisani è stato progettato e assemblato) e dell’Inaf. I lampi gamma erano stai scoperti per caso dai satelliti militari americani Vela nella seconda metà degli anni Sessanta mandati in orbita per controllare le eventuali esplosioni atomiche dei sovietici. Tenuti nascosti sino al 1973, da allora è iniziata la corsa a spiegarne l’origine. Il problema non era da poco perché questi Gamma Ray Burst sono i fenomeni più violenti che il cielo offra: nel giro di pochi secondi liberano tanta energia quanta il Sole nell’arco della sua intera vita. Soltanto alla metà degli anni Novanta il satellite italiano BeppoSax dell’Asi, fornisce il primo indizio importante per arrivare alla spiegazione del fenomeno. E le ricerche continuano in una partita USA-Italia che propone grandi sorprese.

    February 17

    Stato di emergenza in Canada, apparizioni luminose in Italia, Kentucky e Texas

    Palle di fuoco e detriti spaziali:
    allarme e mistero nel mondo

    Stato di emergenza in Canada, apparizioni luminose in Italia, Kentucky e Texas

    ROMA - Ora i detriti spaziali («space debris» in inglese) fanno davvero paura. Nella regione di Alberta, in Canada, stanno tirando un respiro di sollievo per un impatto dallo spazio scongiurato in extremis . E poi in Texas, nel Kentucky e finanche nella nostra Italia, ecco stagliarsi nel cielo misteriose «palle di fuoco», ancora non si sa fino a che punto imparentate con i detriti spaziali o dipendenti da uno sciame di meteore.

    PANICO IN CANADA - Partiamo dall’unico allarme sicuramente collegato con la caduta di un oggetto artificiale dall'orbita, quello scattato nella regione di Alberta. E’ successo alle prime ore del mattino di venerdì 13 febbraio, tempo locale, ma solo a emergenza superata ne sono stati rivelati i particolari. Il North American Aerospace Defence Command (NORAD) degli Stati Uniti, un ente che sorveglia lo spazio e tiene d’occhio tutti i corpi orbitanti attorno alla Terra, avverte i rappresentanti del governo canadese: «Un cargo spaziale russo delle dimensioni di un autobus, che era stato utilizzato per trasportare materiali sulla Stazione spaziale Internazionale, è fuori controllo e sta per precipitare su di voi. I calcoli indicano che potrebbe schiantarsi sulla città di Calgary, attorno alle 10 antimeridiane, ma la traiettoria è incerta. La stiamo definendo minuto per minuto. Vi faremo sapere». Scatta l’allarme degli operatori della protezione civile canadese, sia a livello nazionale che locale. Ci si interroga se sia il caso di avvertire la popolazione e predisporre piani di evacuazione, almeno nella parte più popolosa del centro cittadino. Mentre le concitate consultazioni sono in corso, si rifà vivo il NORAD: la traiettoria del maxi proiettile spaziale è cambiata, ora sembra puntare su Kneehill o su Wheatland Country, circa cento chilometri a est di Calgary. Lì, per fortuna, la densità della popolazione è più bassa, c’è meno pericolo di impatto diretto con le persone e le cose. Ma si affaccia un’altra preoccupazione. Il relitto del vettore russo contiene materiale radioattivo che, disperdendosi in seguito all’impatto, potrebbe contaminare una vasta aerea di territorio. Scattano altri livelli di allerta per il monitoraggio dell’eventuale nube radioattiva. «Ma proprio mentre un operatore del nostro staff stava per diffondere l’allarme al pubblico –racconta Colin Lloyd, direttore esecutivo dell’Agenzia di gestione delle emergenze dell’Alberta-, dal centro operativo di Ottawa ci arriva un contro ordine: il relitto spaziale è rimbalzato nell’atmosfera, finendo nell’Atlantico. Pericolo scongiurato. E’ una mattina che non dimenticheremo facilmente».

    LO SCONTRO IN ORBITA - L’allarme spaziale dell’ Alberta segue di appena tre giorni uno scontro in orbita terrestre da primato, avvenuto il 10 febbraio, a circa 800 km di altezza, fra due satelliti per telecomunicazioni: il russo Kosmos 2251 e l’americano Iridium 33, rispettivamente da 1.000 e 500 kg di peso. Non era mai successo prima d’ora che due grandi satelliti, ciascuno ruotante sulla propria orbita, facessero un involontario urto frontale. (I cinesi, invece, due anni fa, avevano volontariamente effettuato un impatto fra un loro missile balistico e un satellite in disuso). A causa delle alte velocità in gioco (25 mila km all’ora), un crash spaziale genera migliaia di frammenti grandi e piccoli che, sparpagliandosi progressivamente in vari livelli orbitali, si possono trasformare in potenziali proiettili-killer a danno di altri satelliti, della Stazione spaziale abitata in permanenza dagli astronauti a 400 km di altezza e, scendendo più giù, della stessa Terra.

    GLI AVVISTAMENTI «ITALIANI» - Per questo motivo, quando la sera del 13 febbraio l’astrofilo Diego Valeri da Contigliano (Rieti), specializzato nell’osservazione delle meteore, riesce a registrare con la sua telecamera per la sorveglianza del cielo una palla di fuoco dieci volte più luminosa della Luna (VEDI), è inevitabile chiedersi se non si tratti di un frammento dello scontro orbitale, piuttosto che del solito sasso cosmico venuto giù dal cielo. E la domanda si fa più pressante quando analoghi avvistamenti vengono fatti, sempre la sera del 13 febbraio, ancora da altre località italiane e, oltre l’Atlantico, a Morehead nel Kentucky (dove l’apparizione è accompagnata da vibrazioni e boati).

    FRA UFO E METEORE - Il 15 febbraio, poi, in molte località del Texas, un’altra palla di fuoco è talmente luminosa da rendersi visibile in pieno giorno. Fatti debiti calcoli, gli specialisti del NORAD escludono che le molteplici palle di fuoco possano essere i frammenti del crash spaziale. Un’ ipotesi alternativa è che si tratti di uno sciame di meteore, provenienti chissà da dove, che ha colpito il nostro pianeta, dando luogo a una molteplicità di fenomeni. Ma, mentre gli astronomi sono impegnati nei calcoli, le ipotesi, anche le più spericolate dei soliti ufologi, si affastellano. Il rischio che l’aumento della spazzatura spaziale possa costituire un pericolo sia per la navigazione spaziale e aerea, che per noi inermi abitanti della Terra, è stato intanto ribadito dal direttore dell’United Nation Office for Outer Space Affairs (UNOOOSA), Mazlan Othman, che ha richiamato al rispetto di una risoluzione già adottata dall’assemblea generale dell’ONU, che esorta a una non proliferazione degli «space debris», allo scopo di preservare l’ambiente spaziale e la sicurezza del pianeta. In pratica, a questo scopo, i vari Paesi del club spaziale, dovrebbero limitare le attività e le manovre potenzialmente pericolose e le agenzie addette al monitoraggio dei corpi artificiali dovrebbero migliorare le loro capacità di osservazione e calcolo per prevenire gli incidenti con la migliore regolazione dell'ormai congestionato traffico orbitale.

    February 09

    Mammuth estinti in massa a causa di una pioggia di comete

    Mammuth estinti in massa a causa di una pioggia di comete sul Nord America

    Una ricerca dell'Università dell'Oregon ha trovato milioni di nano-diamanti che sono la prova del disastro

    NEW YORK (USA) - Fu una vera e propria estinzione di massa. Avvenuta nel giro di pochissimo tempo. E ora sappiamo perchè. Una pioggia di meteoriti investì la terra 12.900 anni fa con la potenza di migliaia di bombe atomiche causando l'estinzione di mammuth, tigri dai denti a sciabola, bradipi giganti e quasi sterminando gli antichi indiani del Nord America.

    LA RICERCA - È quanto sostiene una ricerca dell'università dell'Oregon pubblicata su Science sulla base del ritrovamento di milioni di nano-diamanti (della grandezza di un milionesimo di millimetro) nella fascia che dall'Arizona al South Carolina risale il continente fino agli stati canadesi dell'Alberta e di Manitoba. Per ottenere queste pietre servono altissime temperature e una pressione fortissima, situazioni generate da una serie di esplosioni simile a quella verificatasi nel 1908 a Tunguska in Siberia dall'impatto di un meteorite che polverizzò 2000 km quadrati di foresta. Doug Kenneth, il capo del team, ha spiegato che questi nano-diamanti sono stati ritrovati in gran quantità negli strati di terra corrispondenti a 12.900 anni fa quando oltre alla deflagrazione distruttiva la polvere sollevata in cielo causò anche una mini era glaciale durata circa 1.300 anni. Un periodo in cui nei sedimenti non si trovano più tracce dei grandi animali e minime degli indiani Clovis. La teoria, bisogna dirlo, non è unanimemente condivisa dagli studiosi di tutto il mondo, ma secondo quanto riporta Science manca al momento una ipotesi altrettanto credibile che la possa chiaramente confutare.

    Controllo climatico con lo zolfo

    Zolfo per raffreddare la Terra

    «Iniezioni» nell’atmosfera con palloni stratosferici. La proposta del Nobel Crutzen. Gli scienziati: idea folle

    Zolfo nell’atmosfera per abbassare la temperatura della Terra. È l’ultima ipotesi sul fronte del clima avanzata recentemente al congresso di San Francisco dell’Unione geofisica americana. Ma l’idea ha scatenato la polemica sui costi e sulle possibili conseguenze negative sull’ambiente, come l’intensificazione di piogge acide e la riduzione dello strato di ozono nell’atmosfera. Tutti d’accordo: al «global warming» bisogna mettere un freno, ma come? Su questo punto il mondo scientifico si è spaccato.

    Il firmatario del progetto è un premio Nobel per la chimica, l’olandese Paul Jozef Crutzen, che insieme al collega Thomas Wigley ha comunque il merito di tenere alta la discussione un tema centrale che riguarda il futuro del pianeta. «Si tratta - ha spiegato Crutzen, che studia l’ipotesi dal 2006 - di immettere nella stratosfera, in una fascia tra i 10 e i 50 km di altitudine, almeno un milione di tonnellate di zolfo portato da una serie di palloni lanciati dalla zona dei Tropici». Raggiunta la quota desiderata, il materiale viene bruciato in modo da ottenere biossido di zolfo, che poi si converte in particelle di solfato infinitesimali: queste particelle, assorbendo una parte dei raggi solari, farebbero abbassare di un grado centigrado la temperatura media della Terra. L’operazione dovrebbe essere ripetuta con cadenza biennale.

    Per «iniettare» un milione di tonnellate di zolfo servirebbero oltre 30 mila palloni stratosferici. A meno di utilizzare canali istituzionali come le aviazioni militari dei Paesi cooperanti. Il progetto è indubbiamente affascinante ma ha costi elevatissimi: 14 miliardi di euro all’anno. E si porta dietro dubbi e riserve sui possibili effetti collaterali, come l’intensificazione delle piogge acide, la riduzione dell’ozonosfera e, nelle zone tropicali, la modifica dei regimi monsonici asiatici e africani. «E quest’ultima conseguenza — ha sottolineato Alan Robock, dell’università di Rutgers (Usa) — rischia di mettere in crisi la disponibilità di risorse alimentari per miliardi di individui». A meno di utilizzare il progetto- Crutzen, hanno suggerito altri studiosi, per limitate aree della Terra: sull’Artico, per esempio, potrebbe rallentare la riduzione dei ghiacci polari, senza conseguenze per le altre zone del pianeta.

    Altre ipotesi di raffreddamento, dalle più rudimentali alle più sofisticate, sono state prese in esame a San Francisco dagli ingegneri della Terra: invio in atmosfera di sonde-parasole, «rimescolamento» artificiale degli oceani con «pompaggio» di CO2 per favorire l’attività biologica, dispersione in mare di grandi piattaforme flottanti in grado di assorbire una parte dell’irraggiamento solare. «Il controllo del clima — ha però avvertito David Keith, dell’Università di Calgary, in Canada - è un problema di equilibrio: ogni soluzione comporta dei rischi, bisogna valutare se è il caso di correrli». Esempio: vale la pena combattere contro l’innalzamento degli oceani se la contropartita è una riduzione probabile delle precipitazioni? Ma il vero, grande punto interrogativo riporta agli anni della Guerra fredda Usa-Urss, in cui l’ingegneria del clima rappresentò un’arma in più nelle mani delle due superpotenze: chi dovrebbe manovrare il «termostato» della Terra? Chi decide quale dovrebbe essere il clima «ideale» del nostro pianeta? Ecco perché, tra le tante proposte, la più sensata appare quella che i geoingegneri hanno avanzato alle istituzioni mondiali: la creazione di un organismo tecnico internazionale che studi e tenga sotto controllo il clima, senza la pretesa di manipolarlo.

    Metano su Marte: si pensa a un’origine biologica

    Metano su Marte:
    si pensa a un’origine biologica

    Confermata la presenza del gas. Potrebbe essersi formato da decomposizione di vegetali o animali

    MILANO -
    Allora il metano sembra ci sia per davvero su Marte e questo significa che la ricerca della vita a cui il gas può essere legato, si va facendo più interessante. Se ne discute da qualche anno, da quando nel 2004, in particolare, il professor Vittorio Formisano, dell’Istituto di fisica dello spazio interplanetario, riferiva di averne trovato traccia esaminando i dati trasmessi dalla sonda Mars Express dell’Esa. Altri gruppi avevano poi dimostrato questa possibilità ma le discussioni sono continuate. Adesso Michael J.Mumma del Goddard Space Flight Center della Nasa ha precisato in una conferenza stampa e scritto sulla rivista americana Science di aver trovato consistenti quantità di metano provenienti da tre zone: Nili Fossae, Terra Sabae e Syrtis Major. Il gas rilevato esce dal suolo al ritmo di 0,6 chilogrammi al secondo e si è calcolato che nell’estate marziana 2003 nel giro di pochi mesi siano uscite circa 21 mila tonnellate di metano. «Questa è la prova definitiva della sua presenza su Marte» nota Mumma che indaga tale possibilità a partire dal 2001. Ora ha analizzato la luce riflessa dalle zone interessate notando attraverso l’analisi spettroscopica l’assorbimento di alcune righe che testimoniano la presenza del prezioso gas. Le discussioni in passato si erano accese anche perché delle osservazioni nel 2006 sembravano dimostrare che buona parte dello stesso gas fosse scomparsa. Approfondendo lo studio il risultato è stato diverso.

    DA DOVE VIENE? - Ma adesso si pone la questione fondamentale della sua origine e qui i ricercatori sono ancora grandemente divisi. La provenienza, si spiega, può derivare da processi biologici (digestione animale o imputridimento di animali o vegetali) oppure per cambiamenti geologici, attività vulcanica o sorgenti calde sotterranee. Di queste ultime però le prove sono scarse e quindi oggi il partito dei sostenitori della tesi biologica sembra essere molto forte. «Forse dobbiamo pensare che nelle profondità marziane la vita sia davvero nascosta anche oggi» nota Lisa M.Pratt dell’Università dell’Indiana. Restano le difficoltà della rilevazione del metano adesso effettuata da Terra con i telescopi delle Hawaii. Naturalmente ora sia guarda all’esplorazione effettuata con le sonde e i robot per trovare conferma. E la prossima spedizione del grande rover Mars Science Laboratory della Nasa delle dimensioni di un SUV alimentato con energia nucleare sembra essere l’occasione adatta. La partenza di questo rover è stata rinviata al 2011 per difficoltà nella costruzione ed uno dei suoi possibili obiettivi di sbarco era proprio Nili Fossae che poi era stato però cambiato. Ora visto il rinvio, alla Nasa stanno considerando il ripristino della meta proprio per verificare se l’area è ricca di emissioni metanifere. La discussione si sta facendo sempre più interessante.

    Esplorazione nell'oceano australiano: grandi ragni marini, stelle e coralli finora sconosciuti

    Scoperto un nuovo mondo
    tremila metri sotto il mare

    Esplorazione nell'oceano australiano: grandi ragni marini, stelle e coralli finora sconosciuti

    SIDNEY (Australia) - Un nuovo e fantastico mondo sottomarino: un gruppo di biologi, con l'aiuto di un robot subacqueo telecomandato, ha scoperto sui fondali marini davanti alle coste australiane un mondo animale del tutto sconosciuto. Dove la luce non arriva sono stati trovati ragni giganti e altri animali, mai visti prima d'ora.

    RAGNI GIGANTI - Per gli studiosi è un evento quasi sensazionale: la scoperta di nuove specie di animali è ormai estremamente raro. Tanto più grande è stata quindi la sorpresa di Ron Thresher del CSIRO (l' organizzazione del Commonwealth per la ricerca scientifica) e del suo team, composto da biologi autraliani e americani. Si trovavano a sud dell'isola di Tasmania alla ricerca di coralli fossili - a 3.000 metri di profondità si sono invece imbattuti in un nuovo regno animale e vegetale. «Tra le specie che abbiamo trovato in grande quantità - racconta il ricercatore - una delle più curiose è quella degli ascidiacei carnivori, o gli enormi ragni marini». Ma i segreti rivelati non sono finiti. «Questa spedizione - aggiunge Thresher - ha avuto tra i tanti meriti anche quello di studiare per la prima volta simili profondità marine». Ciò che ha veramente sorpreso gli scienziati, è stata la grande varietà di esseri viventi che si nasconde in questi fondali. «Non sapevamo assolutamente quello che ci aspettava - poteva esserci semplicemente del fango e nulla più».

    ROBOT - Le nuove specie sottomarine sono state avvistate grazie ad un particolare veicolo sottomarino teleguidato, equipaggiato con videocamere ad altissima risoluzione, grande come un'utilitaria. L'apparecchio, di nome Jason, era immerso in profondità fino a 48 ore per volta. L'ultima immersione ha avuto luogo sabato. A 3.000-3.500 metri sotto il livello del mare ha scovato migliaia di ragni, grossi 30 centimetri; un immenso tappeto di anemoni; milioni di piante con singolari puntini di colore lilla e ascidiacei marini che, però, vanno a caccia di pesci - quelli finora conosciuti sono microfagi e si nutrono per filtrazione di microrganisimi e di particelle organiche trasportate dal mare. "La sotto accade qualcosa di veramente strano", ha aggiunto Thresher.

    l'unico essere vivente che può definirsi «immortale»

    La medusa che vive all'infinito
    «Invaderà tutti gli oceani»

    E' in grado di ritornare allo stadio giovanile da cui era stata generata, quello di un polipo

    MILANO – Fino alla fine dei tempi: è l'unico essere vivente che può definirsi «immortale», nel vero senso della parola. La medusa Turritopsis nutricula è capace di invertire il proprio ciclo biologico e di sfuggire così alla tappa finale del processo di invecchiamento, ovvero alla morte. Ora, la creatura dei mari si sta moltiplicando ad un ritmo inarrestabile. «E' in atto un'invasione silenziosa nei nostri oceani», avvertono i ricercatori.

    RITORNA GIOVANE - La scoperta di questo organismo, che potenzialmente può vivere in eterno, risale a qualche anno fa e fu fatta da un team di biologi dell'Università di Lecce. La piccola idromedusa dal nome scientifico Turritopsis nutricula misura un diametro di appena quattro-cinque millimetri. Una volta raggiunta la maturità sessuale e dopo essersi riprodotta, non muore, a differenza di tutti gli altri organismi similari, sostengono gli studiosi. Questa speciale medusa, invece, scende sul fondo e si ritrasforma nello stadio giovanile da cui era stata generata. Insomma, da polipo ridiventa nuovamente medusa, e viceversa. Un processo che in sostanza può definirsi «infinito». Per gli scienziati questo ringiovanimento è reso possibile, a livello cellulare, a causa di un fenomeno conosciuto come «transdifferenziamento». L'ovvia e inevitabile conseguenza è una proliferazione di questa creatura dei mari, affermano i biologi marini sull'inglese Telegraph. «Stiamo rilevando un'invasione silenziosa in tutto il mondo», ha detto Maria Maglietta, dell'istituto di ricerca tropicale Smithsonian a Washington. Questi predatori del mare, originariamente presenti nelle acque calde dei Carabi, si stanno diffondendo velocemente in tutti gli oceani, aiutati anche da «passaggi» inconsapevolmente offerti dalle navi

    le macchine saranno gli esseri più intelligenti

    Google e la Nasa creano un'università
    per gestire computer superiori all'uomo

    L'«Università della singolarità» ci preparerà per un'era in cui le macchine saranno gli esseri più intelligenti

    SAN FRANCISCO (USA) - Forse verrà ricordato come il primo passo verso il superamento dell'umano. O invece soltanto come un investimento sbagliato. Certo desta impressione che, nonostante la crisi, due punte della ricerca avanzata come Google e la Nasa abbiano deciso di investire per la creazione di un'università destinata ad addestrare dei «futurologi», ossia scienziati pronti ad affrontare un’era in cui le macchine saranno più intelligenti dell’uomo. Un futuro quest'ultimo che ricorda saghe cinematografiche celebri, come quella di Terminator o di Matrix, dove le macchine alla fine prendono il sopravvento sull'umanità.

    SINGOLARITA' - Il nuovo istituto, scrive il quotidiano britannico «The Financial Times», si chiamerà «Singularity University» e sarà guidato da Ray Kurzweil, controverso inventore, informatico e saggista statunitense che ha previsto, in un celebre saggio del 2005 «The singularity is near (la singolarità è vicina)» per la metà di questo secolo, la nascita di una nuova civiltà in cui l’intelligenza artificiale supererà le facoltà umane, un periodo da lui definito «singolarità tecnologica». In sostanza la singolarità è un punto, previsto nello sviluppo di una civilizzazione, dove il progresso tecnologico accelera oltre la capacità di comprendere e prevedere degli esseri umani per come sono ora. Per citare lo statistico americano I. J. Good: «Una macchina ultraintelligente potrebbe progettare macchine sempre migliori; quindi, ci sarebbe una "esplosione di intelligenza", e l'intelligenza dell'uomo sarebbe lasciata molto indietro. Quindi, la prima macchina ultraintelligente sarà l'ultima invenzione che l'uomo avrà la necessità di fare».

    CONVERGENZA TECNOLOGICA - A quel punto, secondo alcune correnti di pensiero, i computer dotati di intelligenza superiore a quella umana avranno il compito di riuscire a gestire autonomamente problematiche attualmente irrisolvibili dal genere umano , come il surriscaldamento globale, la fame o la scarsità delle risorse energetiche. Sebbene lo studioso sia molto criticato in alcuni circoli scientifici, Nasa e Google hanno deciso di dargli fiducia. Per Kurzweil è questo il momento di aprire questo tipo di università perché molte tecnologie, dall'informatica all'elettronica, dalla genetica alle nanotecnologie, sono vicine al momento in cui confluiranno l'una nell'altra e potranno dar vita a supersistemi intelligenti. La scuola, sostenuta in prima persona dal fondatore di Google, Larry Page, e da Peter Diamandis, amministratore delegato di X-Prize, non ricalcherà lo schema di una comune università ma si ispirerà all’Università spaziale internazionale di Strasburgo, una scuola interdisciplinare e multi-culturale alla cui apertura contribuì Diamandis nel 1987.

    Fossile di tartaruga cambia la storia del clima dell'Artico

    Fossile di tartaruga cambia
    la storia del clima dell'Artico

    Era tipica delle acque dolci dell'Asia. Può essere migrata solo in un clima caldo e con polo Nord senza ghiacci

    MILANO - Un fossile di tartaruga di 90 milioni di anni fa modifica le conoscenze finora note del clima dell'Artico. La Aurorachelys gaffneyi (tartaruga dell'aurora), rinvenuta nel 2006 da John Tarduno dell'Università di Rochester e Donald Brinkman dell'Alberta Royal Tyrell Museum sull'isola Axel Heiberg, nell'estremo nord canadese, è stata descritta sull'ultimo numero della rivista Geology. La particolarità è che questa famiglia (ora estinta) di tartarughe di acqua dolce era tipica della Mongolia, a migliaia di chilometri dal luogo dove è stato rinvenuto il fossile.

    INTERSCAMBIO - «Sappiamo che esisteva un interscambio tra Asia e Nord America nel Cretacico superiore», spiega Tarduno, un geofisico che ha misurato il paleomagnetismo dell'isola Axel Heiberg. «Ma questo è il primo esempio di un fossile dell'estremo nord artico che dimostra un clima molto caldo e l'assenza di ghiacci che consentiva la migrazione dall'Asia direttamente attraverso il polo Nord (e non solo tramite il «ponte» dell'Alaska) nell'epoca in cui vivevano i dinosauri». La zona in cui è stato ritrovato il fossile, 90 milioni di anni (all'inizio del Coniaciano) si trovava in un'area più o meno simile a quella attuale a 80 gradi nord (come si può notare nell'immagine qui a destra), quindi non si può ipotizzare un clima diverso a causa di una differente latitudine dovuta allo spostamento della placca continentale di cui fa parte l'isola Axel Heiberg.

    DI ISOLA IN ISOLA - La Aurorachelys inoltre è un'altra conferma di quanto i geologi pensavano, cioè che l'oceano Artico a quel tempo era isolato dagli altri oceani di acqua salata, e negli strati superiori era come un lago di acqua dolce alimentato dai fiumi del Nord America e dell'Eurasia. I paleontologi ipotizzano che le tartarughe siano migrate «saltando» di isola in isola sfruttando un arcipelago vulcanico ora sommerso chiamato Alpha Ridge che collega le coste siberiane all'Alaska e al Canada, recentemente posto alla ribalta per le immersioni di batiscafi russi che intendono collegarlo alla Russia e alla piattaforma continentale e in questo modo aumentare le acque territoriali per lo sfruttamento di giacimenti di idrocarburi. Lo stesso riscaldamento atmosferico che ha consentito la migrazione delle tartarughe può essere collegato all'aumento di CO2 dovuto alle eruzioni vulcaniche dell'Alpha Ridge

     

    ...Che sia una prova della Terra cava o semplicemente di un passato slittamento polare?

    La Terra verrà sommersa dagli oceani

    La Terra verrà sommersa dagli oceani

    I climatologi non sanno bene cosa stia succedendo al mondo. Il tanto temuto surriscaldamento globale sembra esser stato sostituito da un altrettanto preoccupante raffreddamento. I dati in possesso degli scienziati sono probabilmente ancora insufficienti a delineare un quadro preciso del nostro futuro. Nonostante ciò, secondo una recente ricerca svolta da un gruppo di esperti europei, nel corso del prossimo secolo ci saranno comunque dei cambiamenti climatici importanti. Il più evidente, che potrebbe ridisegnare il pianeta, è l’innalzamento del livello del mare che potrebbe aumentare addirittura di 1 metro. Lo studio, pubblicato sulle pagine della rivista Climate Dynamics, sostiene che, anche nel caso l'aumento della temperatura fosse pari a soli 2 gradi, i livelli degli oceani salirebbero di circa 80 centimetri.

    Ridurre quanto prima l'emissione di anidride carbonica - "Fondamentalmente - ha spiegato Aslak Grinsted, geofisico presso l'università di Copenaghen, Danimarca - è necessario adeguarsi all'innalzamento del livello del mare. La riduzione di anidride carbonica sarebbe certo utile, ma abbiamo ormai causato un aumento significativo del livello del mare. Il sistema è caratterizzato da un'inerzia eccessiva". Un innalzamento del livello dei mari era stato previsto precedentemente anche dal Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) ma, secondo un rapporto presentato nel 2008, lo stesso non avrebbe dovuto assestarsi tra i 18 e i 59 centimetri (sempre nell’arco di 100 anni). La IPCC ha ammesso che si è probabilmente trattato di una valutazione che sottostimava i valori reali.

    Sotto la lente 2.000 anni di storia - Il nuovo studio, ha sottolineato Grinsted che forse voleva così meglio far comprendere la bontà della propria ricerca, ha preso in esame la relazione esistente tra temperatura e innalzamento del livello del mare nel corso degli ultimi 2.000 anni. "I calcoli non sono stati elaborati sulla base di quanto si ritiene possa accadere in seguito allo scioglimento dei ghiacci, bensì sulla base di quanto è effettivamente avvenuto in passato". I dati relativi alle temperature del passato sono stati ricavati attraverso perforazioni profonde nel ghiaccio e la crescita annua degli anelli degli alberi.

    Il mondo rischia di essere sommerso - Secondo i calcoli effettuati dal team, nel caso in cui si dovessero superare i 2 gradi di aumento di temperatura, il mondo rischierebbe di essere parzialmente sommerso. Un aumento di 3 gradi centigradi porterebbe infatti ad un innalzamento dei mari di circa 130 centimetri, superata tale soglia il disastro sarebbe di fatto ingestibile. "Il livello del mare – ha spiegato ancora Grinsted - farebbe registrare una crescita compresa tra i 20 e i 40 centimetri anche nel caso riuscissimo a fermare l'aumento della temperatura. Per fermare l'innalzamento dei livelli del mare, sarebbe necessario un abbassamento della temperatura di 0,6 gradi".

    Innalzamento dei mari sarà rapidissimo - Nel corso del XXI secolo il fenomeno dell'innalzamento dei livelli del mare avverrà con inaudita rapidità, quasi come avvenne 11mila anni fa, al termine dell'ultima era glaciale. Il professor Grinsted è tuttavia conscio del fatto che la ricerca da lui condotta possa esser presa in scarsa considerazione e per questo ha annunciato di essere impegnato a reperire “prove di incontestabile validità, nella speranza che gli urbanisti ne tengano conto nell'elaborazione dei propri progetti".

    January 28

    Informatica: bambinio-genio, a 8 anni gestisce rete computer

    Informatica: bambinio-genio, a 8 anni gestisce rete computer

    (ANSA) - SKOPJE, 27 GEN - Marco Calasan, un bambino macedone

    di 8 anni, ha ottenuto dalla Microsoft la necessaria abilitazione: e' il piu' giovane gestore di reti. Finora i piu' giovani gestori di sistemi informatici Microsoft avevano ottenuto l'abilitazione a 17 e 24 anni. Oltre ai computer, Marco ama l'astronomia. Prossimamente il piccolo genio incontrera'in Slovenia il direttore della Microsoft per l'Europa sudorientale.

    January 26

    Anziana ferisce figlio e si uccide

    Anziana ferisce figlio e si uccide

    (ANSA) - TORINO, 26 GEN - Una donna di 74 anni ha ferito a martellate nel sonno il figlio di 52, poi si e' uccisa gettandosi dal balcone. E' accaduto a Torino. In casa avrebbe lasciato, secondo le prime informazioni, un biglietto di scuse e i soldi per il suo funerale. Poco prima di mezzanotte l'uomo si e' presentato al pronto soccorso di un vicino ospedale, col pigiama sporco di sangue e profonde ferite alla testa. Mentre veniva medicato e' giunta la notizia che la donna si era gettata alla finestra.
    January 06

    Spiritismo

     
    « Nascere, morire, rinascere per progredire. Questa è la legge »
    (Incisione sulla tomba di Allan Kardec)

    Lo spiritismo è una dottrina filosofica apparsa nel 1857 in Francia, codificata da Allan Kardec (pseudonimo del pedagogista francese Hippolyte Léon Denizard Rivail).


    Allan Kardec, fondatore dello spiritismoNelle sue ricerche egli osservò una serie di fenomeni fisici e formulò l'ipotesi che tali fenomeni potessero essere attribuiti solamente a intelligenze incorporee (spiriti). Le comunicazioni spiritiche avverrebbero "grazie all'intervento di un medium", ossia una persona con particolari doti che fungerebbe da mediatore fra spiriti e viventi, durante la cosiddetta seduta spiritica. La sua ipotesi di comunicazione con gli spiriti concorda con gli studi di diversi scienziati e studiosi e istituti di ricerca parapsicologica internazionali che hanno studiato tali fenomeni e che ne continuano le ricerche tuttora in vari paesi del mondo. La sua opera fu successivamente proseguita da Leon Denis, Sir Arthur Conan Doyle, Ernesto Bozzano, Chico Xavier, Divaldo Pereira Franco, Waldo Vieira e altri.

    Lo Spiritismo ha decine di milioni di seguaci in molti paesi del mondo, inclusa Francia, Spagna, Stati Uniti, Giappone, Germania, Inghilterra, Argentina, Portogallo e soprattutto Brasile, dove ha la diffusione maggiore che in ogni altro Stato.

    Il termine spiritismo (fr. spiritisme) fu utilizzato da Allan Kardec nella sua introduzione de Il libro degli spiriti (Le Livre des Esprits), pubblicato il 18 aprile 1857, nel quale egli riportò i risultati di due anni delle sue investigazioni sui cosiddetti fenomeni paranormali, studiati anche da molti scienziati e filosofi, e di interviste nelle quali Kardec e il suo gruppo dialogavano con gli spiriti, attraverso svariati medium francesi. Le questioni contenute nel libro riguardano Dio, cosa accade prima della nascita e dopo la morte, le leggi alla base dei fenomeni paranormali, il messaggio del Cristo, la responsabilità per le azioni degli uomini, la descrizione del mondo dell'aldilà, l'evoluzione morale e spirituale dell'uomo.

    Tuttavia, proprio come il termine demone (il quale nella mitologia greca indicava semplicemente entità sovrannaturali e spiriti, senza nessuna connotazione maligna), la parola Spiritismo fu adottata dai non spiritisti come un termine dispregiativo per tutti i movimenti e religioni che praticavano la medianità attribuendo loro il concetto del male, nel tentativo di demonizzare lo Spiritismo e le altre religioni, come Candomblé, Umbanda, Cao Dai, Santería, Quimbanda, Santo Daime.

    Lo spiritismo iniziò come parte del movimento spiritualista che sorse nella metà del 1800. In senso lato, Spiritualismo è un qualsiasi movimento filosofico o religioso che si oppone al materialismo. In senso stretto, è un qualsiasi movimento che crede all'esistenza di entità spirituali e che gli esseri umani possano comunicare con loro e avere facoltà medianiche. Perciò lo Spiritismo è Spiritualista.

    Kardec e Sir Arthur Conan Doyle confermarono che lo Spiritismo è Spiritualista (ma non viceversa). Come conseguenza, molti studi sullo spiritualismo furono largamente accettati nello spiritismo, in particolare gli studi dei fisici Sir William Crookes, Sir Oliver Lodge e altri.

    Lo spiritismo, come dottrina filosofico-religiosa derivante dagli insegnamenti degli spiriti, predica la carità, l'umiltà, la solidarietà, l'abnegazione e la fratellanza universale per il progresso morale dell'umanità, in contrapposizione all'egoismo, all'orgoglio e al materialismo, conformandosi agli insegnamenti di Gesù Cristo, al quale tutti gli spiritisti sono assolutamente devoti.

    Lo spiritismo si basa sulla convinzione che gli spiriti non siano altro che le anime disincarnate degli uomini. L'unica differenza tra uomini e spiriti è solo quella che i primi sono temporaneamente incarnati in un involucro corporeo. Già lo scienziato Emanuel Swedenborg scriveva: "Dopo che lo spirito si è separato dal corpo (il che succede quando una persona muore), quella persona è ancora viva, proprio com'era prima". Un precursore della filosofia spiritista fu il filosofo spagnolo Francisco Bolaño, che con il Sovrannaturalismo cercò di dare una risposta al'aldilà e alle anime dei morti.

    La dottrina non ammette angeli o demoni, come esseri a parte della creazione divina, ma solo come spiriti con maggiore o minore evoluzione spirituale. I demoni quindi sarebbero spiriti non ancora moralmente evoluti e gli angeli al contrario spiriti già arrivati a un alto livello di perfezione morale. Esso non ammette l'Inferno come luogo di espiazione eterna delle pene, in quanto secondo la dottrina, Dio vuole l'evoluzione spirituale di tutti i suoi figli e non sarebbe logico condannarli per l'eternità sulla base di errori momentanei.

    Lo spiritismo si fonda sui concetti di immortalità dell'anima, la pluralità delle esistenze, la non eternità delle pene e dà una spiegazione razionale della reincarnazione, vista non come un infinito ciclo di sofferenze senza scopo, ma come un progressivo perfezionamento morale di esperienze terrene il quale termina una volta raggiunto uno stadio di progresso morale avanzato. Secondo la dottrina cioè si incarna solo chi ha necessità di purificarsi da difetti morali, solo chi ha bisogno. Esso studia tutta la fenomenologia riguardante l'evento della nascita (cd. incarnazione) e della morte (cd. disincarnazione) o ritorno allo stato di spirito, tutti i fenomeni relativi alle apparizioni, materializzazioni, infestazioni, possessioni e alle comunicazioni spiritiche.

    Esso, soprattutto riguardo alla reincarnazione, è in perfetto accordo con i più recenti esperimenti di ipnosi regressiva condotti dall' ipnologo Bryan Weiss, dove i sui pazienti, sotto ipnosi, danno testimonianza di ricordare vite precedenti . Per gli scettici, tuttavia, l'ipnosi regressiva sarebbe una procedura metodologica che crea dei falsi ricordi.

    Secondo diversi scienziati studiosi di parapsicologia lo spiritismo sarebbe una scienza, in quanto gli esperimenti sarebbero condotti con metodo scientifico e in quanto le ricerche mirerebbero a spiegare le leggi naturali alla base dei fenomeni, considerati naturali e non sovrannaturali.

    Secondo gli scettici, lo spiritismo non può essere considerato una scienza poiché, a detta loro, non c'è alcuna pubblicazione o sperimentazione che comprovi la ripetibilità del fenomeno in condizioni di controllo, ogni qual volta gli scettici hanno effettuato esperimenti, nessun fenomeno è stato osservato. Gli stessi parapsicolgi hanno ammesso la difficoltà di fare accettare le loro ricerche alla comunità scientifica.

    Nessun rivista indipendente riconosciuta dalla comunità scientifica come ad esempio Nature ha mai pubblicato studi volti a provare l'esistenza dello spiritismo o di altri fenomeni paranormali.

    Esiste inoltre un "Premio di un milione di dollari" messo in palio dal prestigiatore e debunker James Randi a chiunque sia in grado di produrre un qualsiasi fenomeno paranormale purché in condizioni di controllo.

    Analogo "premio di un milione di dollari" è stato istituito per chi riesca a confutare una qualsiasi delle prove a sostegno del paranormale raccolte dal ricercatore e scienziato Victor Zammit.

    Le religioni cristiane hanno sempre combattuto la comunicazione con gli spiriti, considerata di per sé reale, ma interpretata come opera di natura luciferina e demoniaca, pertanto vietata poiché considerata pratica satanica eminentemente maligna, e come tale pericolosissima per via di un divieto biblico della legge di Mosè che proibisce ogni forma di divinazione.

    Kardec obietta ai cristiani che, se le comunicazioni sono precedute da sincere preghiere a Dio e fatte rispettosamente con ottime intenzioni, non vi è nulla di diverso da una comunicazione tra persone civili viventi, in quanto, secondo l'ottica spiritista, gli spiriti non sono altro che le anime degli uomini. Al contrario, secondo gli spiritisti, se condotte al di fuori di un contesto di preghiera a Dio e solo per frivola curiosità o per divinazione allora il rischio di imbattersi in entità malevole è molto elevato e pericoloso. Anche gli spiritisti condannano senza riserve la divinazione, ossia la richiesta di prevedere il futuro o la fortuna, in quanto, secondo la dottrina, gli spiriti non conoscerebbero affatto il futuro. Gli spiritisti condannano parimenti tutte le credenze di magia, stregoneria, satanismo, spesso erroneamente associate alla filosofia o alla pratica spiritista, la quale le considera mere superstizioni. In questo senso gli spiritisti sono assolutamente d'accordo con i cattolici e i protestanti.

    Malgrado la posizione nettamente contraria allo spiritismo da parte del magistero, non sono mancate alcune limitate eccezioni di ecclesiastici cattolici che hanno manifestato alcune aperture e si sono interessati al colloquio con i defunti, rimanendo sempre all'interno di un contesto di preghiera e di rispetto a Dio. Tra questi ricordiamo il teologo padre Leo Schmid, che raccolse diecimila messaggi nel suo libro "Quando i Morti Parlano", il santo don Giovanni Bosco[senza fonte], padre Ulderico Pasquale Magni e padre Andreas Resch il quale condusse esperimenti in prima persona e tenne persino dei corsi in Vaticano.

    Il teologo padre François Brune, autore del libro "I morti ci parlano", ha sostenuto che gli studi di padre Agostino Gemelli rettore dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e padre Pellegrino Ernetti furono appoggiati da Papa Pio XII il quale disse: "Caro padre Gemelli, non ha davvero nessun motivo di preoccuparsi. L'esistenza di queste voci è un fatto rigorosamente scientifico. Questo esperimento potrebbe divenire la pietra angolare di un edificio per gli studi scientifici che rafforzerà la fede della gente nell'Aldilà". Tale posizione non è condivisa dalla storiografia.

    Papa Paolo VI scrisse inoltre queste parole: "In Vaticano ho incontrato un atteggiamento favorevole nei confronti della metafonia"quando nominò Friedrich Jürgenson, famoso ricercatore del fenomeno delle voci elettroniche, Cavaliere dell'Ordine di S. Gregorio.

    Padre Pistone, Superiore della Società di San Paolo in Inghilterra, dopo i colloqui con i defunti rilasciò la seguente dichiarazione: "Nelle Voci non vedo niente di contrario agli insegnamenti della Chiesa Cattolica; sono qualcosa di straordinario ma non c'è ragione di temerle, né vedo alcun pericolo".

    Il Giusto Reverendo Mons. Prof. C. Pfleger commentò: "I fatti ci hanno dato la consapevolezza che fra la morte e la risurrezione c'è un altro stadio di esistenza post mortem. La teologia cristiana ha poco da dire riguardo a questo stadio"

    Padre Gino Concetti, uno dei teologi più competenti del Vaticano, ha detto in una intervista: "Secondo il catechismo moderno, Dio consente ai nostri cari defunti, che vivono in una dimensione ultra-terrena, di inviare messaggi per guidarci in certi momenti difficili della nostra vita. La Chiesa ha deciso di non proibire più il dialogo con i morti, a condizione che questi contatti siano motivati da seri propositi religiosi e scientifici".

    Il cugino di papa Pio XII, Gebhard Frei, noto parapsicologo a livello internazionale e presidente della Società Internazionale dei Parapsicologi Cattolici affermò: "Tutto ciò che ho letto e sentito mi obbliga a credere che le voci provengono da entità trascendentali e individuali. Mi piaccia o no, non ho il diritto di dubitare della genuinità delle voci".

    La Chiesa d'Inghilterra istituì un comitato per esaminare le prove sulla medianità. Dopo due anni di approfonditi studi e sedute con i più dotati medium d'Inghilterra, giunse alla conclusione: "L'ipotesi che, in alcuni casi, le comunicazioni spiritiche provengono da spiriti disincarnati, è corretta"

    Tuttavia, nonostante queste aperture, la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica e Protestante è quella di proibire i tentativi di comunicazione tra fedeli e defunti in ogni caso.


    Il tavolino
    Sicuramente è la pratica più nota e la sua scoperta come possibile mezzo di comunicazione con l'aldilà risale alle sorelle Fox. I fautori dello S. sostengono che al culmine di un crescendo di vibrazioni e di battiti sulle pareti e sui mobili, anche il tavolino comincia a sollevarsi e a ricadere battendo le lettere dell'alfabeto.
    Gli esperti si accorsero che la vicinanza delle persone riunite tenendo le mani posate sul tavolo agevolava la riuscita del fenomeno e così codificarono la pratica dei "tavoli ruotanti".

    Gli scettici affermano che esiste un trucco dietro ad ogni atto anche dato dal fatto che tali fenomeni, non sono stati mai rilevati in condizioni di controllo.


    Ouija Planchette Tabellone
    Sono strumenti utilizzati per le comunicazioni medianiche: la ouija è una tavoletta triangolare con rotelline che scorre su un tabellone sul quale sono indicate le lettere e i numeri per formare parole e frasi.
    La planchette è un ouija con in più una matita, per consentire la scrittura automatica.
    Il tabellone è un foglio di carta con sopra lettere e i numeri sul quale si appoggia un bicchiere (o si utilizza un pendolo) che muovendosi forma parole una dopo l'altra.

    Gli scettici affermano che questi fenomeno sono frutto di suggestione: è lo stesso soggetto a muovere inconsapevolmente l'oggetto tramite quelli che vengono chiamati movimenti muscolari involontari o reazioni ideomotorie


    La scrittura automatica
    Secondo gli spiritisti, è il fenomeno secondo cui un medium scrivente, ossia una persona dotata di questo particolare dono, scrive dei testi, guidata da un'intelligenza estranea, o spirito, che prenderebbe il controllo del braccio o della mano.

    Gli scettici attribuiscono l'origine delle parole direttamente allo scrivente attrverso i c.d. automatismi. Gli automatismi sono particolari comportamenti guidati da associazioni inconsce.


    La creatività medianica
    Si tratta dell'insieme di opere artistiche letterarie, musicali, pittoriche, scultoree realizzate dai medium in stato di trance. Secondo i fautori dello S. gli autori delle opere sarebbero in realtà gli spiriti di artisti defunti, i quali si servirebbero del medium in modo meccanico. I medium in genere, al di fuori dello stato di trance, non avrebbero doti artistiche di rilievo.


    Calchi medianici e impronte
    La tecnica utilizzata è quella usata per ottenere stampi di paraffina. Durante le sedute dei medium le entità vennero invitate ad immergere una parte di se nella baccinella e alla fine del processo tecnico uscirono fuori stampi di dita e di mani.
    Qualcuno afferma che è possibile utilizzare un trucco consistente nell'uso di un guanto di gomma dapprima pieno d'acqua e poi svuotato in un secondo tempo. Il fenomeno sembra però appartenere soprattutto ad una casistica antica.


    Xenoglossia
    Generalmente, si parla di xenoglossia quando il medium si esprime e/o scrive in una lingua straniera che, in condizioni normali, a detta degli studiosi, non conosce e che neppure i presenti conoscono.

    Secondo gli scettici un esame dettagliato di questi casi ha portato a concludere che le persone oggetto dei suoi studi non sembravano conoscere veramente la lingua in questione, ma sembravano piuttosto conoscere un numero limitato di parole di quella lingua e utilizzavano sempre queste per rispondere, in modo stereotipato, alle domande degli studiosi.


    Materializzazioni
    Consisterebbe nella formazione concreta di oggetti o di entità provviste di corpo tangibile durante le sedute. Gli studiosi sostengono che dagli orifizi del medium fuoriesca un ectoplasma, cioè una misteriosa sostanza bianca, luminosa e semifluida, proveniente dal pancreas. L'ectoplasma è sensibile alla luce e mostra, affermano gli esperti, una certa intelligenza per i movimenti e per le forme visualizzate. Il fenomeno può durare anche delle ore e può essere fotografato e ripreso con telecamere.

    Il Dott. Glen Hamilton nel suo laboratorio e in condizioni che lui afferma essere rigorosamente controllate collocò una batteria di quattordici macchine fotografiche dotate di flash e azionate elettronicamente che fotografavano le apparizioni simultaneamente da tutti gli angoli.Ciascuno degli otto ricercatori affermò con forza e in maniera inequivocabile: "Ho visto ripetutamente persone decedute materializzarsi"


    Storia mitologia e sacre scritture
    Il contatto con i defunti è stato cercato da sempre: nel poema sumero Gilgamesh risalente a 4500 anni fa, Gilgamesh, re di Ur, evoca lo spirito dell'amico Enchidu per parlargli; nella Bibbia re Saul fa evocare dalla maga Endor lo spirito del sacerdote Samuele per avere lumi sulla battaglia imminente; nell'Odissea Ulisse evoca dall'Ade l'ombra della madre Anticlea, di Achille e di Agamennone.


    Storia
    Dopo il 1848, con gli apparenti fenomeni paranormali prodotti dalle sorelle Fox, l'America e in seguito l'Europa furono invase da pratiche somiglianti che erano diffuse nelle diverse classi sociali. Nel giornale L'Illustration del 14 maggio 1853 si leggeva: "Tutta l'Europa, cosa dico, l'Europa? Tutto il mondo ha oggi lo spirito disturbato da una esperienza che consiste in farsi muovere dei tavoli. Galileo fece meno rumore quando provò che era infatti la Terra che girava intorno al sole".Allan Kardec fu il primo scienziato a indagare i fenomeni spiritici. Dopo anni di indagini si convinse della loro realtà e si sentì in dovere di divulgare a proprie spese gli insegnamenti ricevuti per il miglioramento sociale. Così pubblicò il Libro degli Spiriti, considerato il testo base dello spiritismo, il quale ottenne subito un enorme successo. Nel 1861 pubblicò il Libro dei Medium dove descrisse i vari tipi di facoltà medianiche e i metodi per dar modo a chiunque di dialogare con gli spiriti ed apprendere la dottrina direttamente da essi. Questo scatenò immediatamente la reazione degli ecclesiastici cattolici i quali iniziarono una durissima repressione in tutta Europa, censurando i libri di Kardec e vietando categoricamente ogni tipo di pratica spiritica. Si arrivò persino a bruciare in piazza a Barcellona i libri di Kardec considerandoli opera del Diavolo. Kardec completò i cinque principali testi chiave dello Spiritismo con le opere: il Vangelo secondo gli spiriti, Il Cielo e l'Inferno (La Giustizia Divina secondo gli spiriti) e la Genesi (Miracoli e Premonizioni secondo gli spiriti).

    Dopo la pubblicazione di questi libri sorsero migliaia di centri spiritici in molti paesi del mondo, nonostante la repressione cattolica, e soprattutto in Brasile, dove lo spiritismo si integrò perfettamente con la cultura brasiliana, tradizionalmente molto aperta alla spiritualità. Nel 1870 lo spiritismo contava già 10 milioni di seguaci, che diventarono oltre 15 milioni nel 1890.

    Dopo Kardec, l'elaborazione della dottrina spiritista fu proseguita dall'ing. Gabriel Delanne e da Ernesto Bozzano negli aspetti scientifici e da Leon Denis e Chico Xavier negli aspetti filosofici.

    Attualmente lo spiritismo è diffuso e divulgato in 35 lingue da associazioni in tutto il mondo. Nel solo Brasile le istituzioni spiritiste regolarmente censite sono 10.000, oltre a cento ospedali e innumerevoli associazioni assistenziali umanitarie.

    Ermetismo

     
    Con ermetismo si indica generalmente un complesso di dottrine mistico-religiose nel quale confluirono durante l'ellenismo teorie astrologiche di origine semita, elementi della filosofia di ispirazione platonica e pitagorica, credenze gnostiche e procedure magiche egizie. Il termine trae origine da Ermete Trismegisto (Hermes il tre volte grande), nato dal connubio sincretico del dio greco Ermete con il dio della mitologia egizia Thot, entrambe divinità della scrittura e della magia nelle rispettive culture.

    A partire dal I secolo a.C. circa e fino al III secolo si formò un corpus di scritti ermetici, composto da materiale frammentario raccolto in età tolemaica ed integrato da filosofi pagani, che ne attribuirono la paternità al dio. Questi testi si distinguono solitamente in due categorie: "filosofici" e "tecnici": al primo gruppo appartengono i trattati di contenuto prevalentemente filosofico e teologico, mentre nel secondo si trovano scritti astrologici, alchemici ed in generale riguardanti le scienze occulte.
    Fra i tanti scritti attribuiti ad Ermete Trismegisto il gruppo più interessante è costituito da 17 opere filosofiche che formano il cosiddetto Corpus Hermeticum. Considerati autentici dai Padri apostolici, questi scritti, tradotti in latino da Marsilio Ficino alla fine del XV secolo, ebbero grande credito per tutto il Rinascimento e furono molto popolari tra gli alchimisti. L'importanza che ricoprì la letteratura ermetica nel pensiero rinascimentale è dovuta al fatto che questi scritti erano visti come un'eredità dell'antica sapienza egizia trasmessa ai sistemi filosofici greci. A partire dal XVII secolo, quando lo studioso classico Isaac Casaubon nel De Rebus sacris et ecclesiaticis exercitiones XVI (1614) mostrò che i testi che la tradizione attribuiva all'alba dei tempi risalivano in realtà al III secolo, il loro influsso sulla filosofia europea iniziò a declinare.

    L'ermetismo non si presenta come un sistema dottrinale unitario, ma nel complesso può considerarsi una filosofia soteriologica. Uno dei principi cardine della dottrina ermetica è il processo di iniziazione che l'uomo deve compiere per liberare dai vincoli terreni la parte divina (l'intelletto) insita in lui. I mezzi per raggiungere la salvezza sarebbero indicati dalla conoscenza o gnosi, che sola può permettere la purificazione interiore e quindi il ricongiungimento con l'intelletto divino. Collegata alla visione antropologica è la teoria metafisico-cosmologica del pensiero ermetico, la quale ebbe notevole rilevanza sulla filosofia rinascimentale. La concezione ermetica dell'universo è basata sulla interconnessione tra le sue parti, il microcosmo ed il macrocosmo. L'interdipendenza tra l’uomo e le stelle si fonda sulle leggi astrologico-magiche di simpatia ed antipatia, che solamente la rivelazione ermetica può aiutare a scoprire per consentire il raggiungimento della catarsi intellettuale.

    Ermete Trismegisto o Mercurio Termassimo significa "Hermes il tre volte grandissimo" e deriva dalla greco Ερμης ο Τρισμεγιστος. Nell’atmosfera sincretica dell’Impero romano, al dio Ermes fu dato come epiteto il nome greco del dio egizio Thot. Entrambi erano gli dei della scrittura e della magia nelle loro rispettive culture. Secondo Athanasius Kircher "Gli Arabi lo chiamano Idris, dall'ebraico Hadores(...), i fenici (...) Tauto, gli Egizi (...) Thoth ma lo chiamano anche Ptha e i Greci Ermete Trismegisto" (Obeliscus Pamphilius:91)

    Inoltre il dio greco della comunicazione fu combinato con il dio egizio della saggezza come patrono delle antiche scienze dell’astrologia e dell’alchimia. Ad Ermete Trismegisto furono accreditati decine di migliaia di opere, di grande antichità ed immensa importanza. Nei dialoghi Timeo e nel Crizia, Platone riferisce che nel tempio di Neith a Sais vi erano stanze segrete contenenti registrazioni storiche possedute per 9.000 anni.

    La cosiddetta "letteratura ermetica" è una categoria di papiri contenenti incantesimi e procedure di iniziazione. Nel dialogo Asclepio (dal dio greco della salute), facente parte del Corpus hermeticum, è descritta l’arte di imprigionare le anime dei demoni o degli angeli in statue con l’aiuto di erbe, gemme e profumi, come anche i metodi per far parlare e profetizzare le statue. In altri papiri vi sono formule per costruire artefatti ed animarli.

    Ermete Trismegisto, in altre versioni, secondo la modalità dell’Evemerismo, era un uomo che era il figlio del dio Hermes, e nella Cabala, che fu ereditata dal Rinascimento, si immaginava che fosse un personaggio contemporaneo di Mosè e che comunicasse ai suoi adepti una saggezza parallela (l’etimologia occultista ha connesso i due creando il termine Thothmoses).